Essere Laziale e' un'eccitante trasgressione (dal Corriere dello Sport del 26.01.2013 - edizione romana)
La Lazialità è stata un'esperienza formativa straordinaria E? una delle poche cose di cui sono orgoglioso E la sola su cui mi sento di fare della retorica ma senza ostentare
Sono Pazzo di Petkovic. Ricorda certi intellettuali mitteleuropei, sembra uscito da un romanzo di Roth. E'poliglotta come Nabokov; uno dei più grandi scrittori del Novecento
La mia Lazio è una squadra signorile e autoironica. Sobria, blasé. Aristocratica anche nei suoi colori Hai presente le giornate romane d'inverno: terse, gelide, soleggiate
Prendi Hernanes o Ledesma, lo stesso Klose: anche fisicamente sembrano giocatori anni Cinquanta. Nessuna cresta variopinta, pochi tatuaggi Non fanno pubblicità in tv
di Alessandro e Filippo Piperno
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Il "Corriere dello Sport-Stadio" mi ha chiesto di farti qualche domanda sulla Lazialità. Non vorrei ti montassi la testa, siamo qui più per le tue glorie letterarie (si fa per dire), che non per le competenze calcistiche.
«Dopotutto la Lazialità è un'esperienza letteraria, non certo calcistica».
Nel senso?
«Neanche Dumas si sarebbe sognato, scrivendo il romanzo della Lazio del primo scudetto, di far morire Maestrelli e Re Cecconi (in quel modo poi), far partire Chinaglia per l'America, implicare la società nel calcio-scommesse, mandarla in B. Far sbagliare a Stefano Chiodi il rigore decisivo per la risalita in A, neanche a dirlo, all'ultimo minuto».
Già, proprio quel Chiodi che veniva da un'incredibile striscia positiva di rigori realizzati. Quella volta il cecchino sbagliò: il nostro primo nitido ricordo calcistico.
«Sì abbiamo esordito allo stadio con un rigore sbagliato all'ultimo minuto per tornare dalla serie B alla serie A».
Di sicuro la nostra generazione di laziali si è formata tra i cadetti. Come a West Point.
«Non c'è dubbio. Ancora oggi la formazione della Lazio del mio cuore è quella del primo ritorno in A. Campionato 82-83: Orsi, Podavini, Saltarelli, Velia, Miele, Perrone, Ambu , Manfredonia, Giordano, D'Amico, Badiani».
Hai detto: primo ritorno. Perché negli anni '80 ve ne fu anche un secondo con Fascetti, dopo aver sfiorato la catastrofe dei -9.
«Gli anni '80 sono lo scotto che la Lazio paga per aver osato sfidare gli dei con la vittoria di Maestrelli e della sua incredibile picaresca banda di buoni giocatori trasformati per incanto in campioni. Tutto questo ti forma il carattere. Un laziale impara che vivere significa camminare a pochi centimetri dall'abisso. Nel caso specifico, noi fummo salvati sull'orlo del precipizio da figure leggendarie come Fabio Poli o Giuliano Fiorini che oggi mi appaiono come Eroi dello Sport. Commoventi come Dorando Pietri. E, se mi consenti la tirata puritana, decisamente più onesti di Armstrong e soci».
D'altra parte, per restare all'epica, gli Eroi sono quasi sempre figure tragiche...
«Be', in quegli anni gli Eroi non erano solo i calciatori».
Stai parlando di noi, dei tifosi?
«Magari Eroi è un po' troppo. Ma di certo, per un adolescente, essere Laziale a Roma è un'esperienza estrema. Un'eccitante trasgressione. Un'ostentazione di originalità. Lo è oggi, ma lo era soprattutto negli anni '80. Ero il solo laziale in una classe di trenta ragazzi. Ricordo il derby pareggiato con doppietta di D'Amico: uno scontro tra Davide e Golia. Immagino che ancora oggi, che le cose vanno decisamente meglio, uscire indenni dalle forche caudine di una scuola elementare, dove vige il pensiero unico, non sia semplice. Eppure, per quel che mi riguarda, la Lazialità è stata un'esperienza formativa straordinaria. E' una delle poche cose di cui sono orgoglioso. E la sola su cui mi sento di fare della retorica».
Be', dai, quale tifoso non è orgoglioso della propria squadra...
«A dispetto di quel che normalmente si pensa, l'orgoglio ha senso solo se coltivato privatamente. Se lo ostenti diventa triviale e insincero: come certe forme un po' grottesche di patriottismo. Del resto, i veri libertini non vanno in giro a raccontare le loro scopate. Questo vale anche per l'orgoglio di essere laziali. Che è parte integrante della mia interiorità. Uno state of mind, direbbero gli inglesi. Ecco perché non vado pazzo per la Lazio "stile Di Canio". La mia Lazio è una squadra signorile e autoironica. E' sobria e un po' blasé. Aristocratica anche nei suoi colori sociali. Hai presente certe giornate romane d'inverno: terse, gelide, soleggiate».
Ebbene?
«Quella per me è la Lazio. Una squadra felpata e serafica, mai arrembante o preda di trance agonistica tipo la Juve di Antonio Conte. Prendi Hernanes o Ledesma, lo stesso Klose: persino fisicamente sembrano giocatori anni Cinquanta. Quei tennisti che piacciono tanto a Gianni Clerici. Sono riservati, nessuna cresta variopinta, pochi tatuaggi. Non fanno pubblicità in tv. Credo di averli sentiti parlare un paio di volte in tutto. Non protestano platealmente per un rigore negato, a volte arrivano persino a confessare di aver fatto un fallo».
A proposito di autodenunce, quest'anno stanno persino esagerando con il fair play...
«In effetti!»
Anche la Lazio di Eriksson era un po' così
«lo vedo una linea ideale che lega Maestrelli a Eriksson passando per Mancini fino a Petkovic. E non sto parlando di tattica. E neppure di temperamento. Ma di stile».
Finalemte siamo arrivati al "Generale" Petko. Praticamente Henry Fonda doppiato da Boskov. Un'alchimia perfetta.
«Ma che ti devo dire? Sono pazzo di lui. Mi ricorda certi intellettuali mitteleuropei. Sembra uscito da un romanzo di Joseph Roth. Non mi sorprende che si chiami Vladimir e che sia poliglotta, come Nabokov, uno dei più grandi scrittori del '900».
A parte queste menate letterarie...
«Mi piace la flessibilità tattica e il riserbo nei commenti postpartita».
Per esempio?
«Non cerca scuse per le sconfìtte: tipo lo stato del campo, le avverse condizioni atmosferiche, i rigori negati. A Firenze, nell'ultima partita contro la Fiorentina, nonostante la Lazio abbia subito diversi torti arbitrali, Petkovic ha fatto i complimenti all'avversario, affermando che ha meritato la partita sul campo. E anche l'altro giorno, contro il Palermo, ha sorvolato sul gol valido annullato a Floccari. Inoltre, per giustificare una sconfitta, Petkovic non dà mai la colpa all'incapacità dei suoi giocatori di capire il suo profetico credo calcistico. Accusa sempre se stesso».
L'autoflagellazione: anche questo è molto laziale?
Direi di sì. Come tutte le minoranze siamo ipercritici, privi di auto indulgenza, eccessivamente severi con noi stessi. Un giocatore impiega almeno due stagioni per convincerci che vale qualcosa. Ma quando ci innamoriamo è per sempre».
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«A dispetto di quel che normalmente si pensa, l'orgoglio ha senso solo se coltivato privatamente. Se lo ostenti diventa triviale e insincero: come certe forme un po' grottesche di patriottismo. Del resto, i veri libertini non vanno in giro a raccontare le loro scopate. Questo vale anche per l'orgoglio di essere laziali. Che è parte integrante della mia interiorità. Uno state of mind, direbbero gli inglesi. Ecco perché non vado pazzo per la Lazio "stile Di Canio". La mia Lazio è una squadra signorile e autoironica. E' sobria e un po' blasé. Aristocratica anche nei suoi colori sociali. Hai presente certe giornate romane d'inverno: terse, gelide, soleggiate».
:asrm
Direi di sì. Come tutte le minoranze siamo ipercritici, privi di auto indulgenza, eccessivamente severi con noi stessi. Un giocatore impiega almeno due stagioni per convincerci che vale qualcosa. Ma quando ci innamoriamo è per sempre».
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Ho letto questo articolo sabato, molto bello.
Meraviglioso
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Ma che meraviglia! La formazione dell'82/83 e la tentazione di concludere il canto "Forza Grande Lazio" con quell'epico e (per fortuna) demodé "Torneremo in Serie A"; una volta m'è scappato e mi sono divertito a guardare lo sguardo interrogativo di mio figlio, che ha meno di 14 anni...
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Citazione di: Redazione Lazio.net il 28 Gen 2013, 11:31
«Non c'è dubbio. Ancora oggi la formazione della Lazio del mio cuore è quella del primo ritorno in A. Campionato 82-83: Orsi, Podavini, Saltarelli, Velia VELLA, Miele, Perrone, Ambu , Manfredonia, Giordano, D'Amico, Badiani».
«A dispetto di quel che normalmente si pensa, l'orgoglio ha senso solo se coltivato privatamente. Se lo ostenti diventa triviale e insincero: come certe forme un po' grottesche di patriottismo. Del resto, i veri libertini non vanno in giro a raccontare le loro scopate. Questo vale anche per l'orgoglio di essere laziali. Che è parte integrante della mia interiorità. Uno state of mind, direbbero gli inglesi. Ecco perché non vado pazzo per la Lazio "stile Di Canio". La mia Lazio è una squadra signorile e autoironica. E' sobria e un po' blasé. Aristocratica anche nei suoi colori sociali. Hai presente certe giornate romane d'inverno: terse, gelide, soleggiate».
GRANDI PAROLE!!
ecco.
ecco perchè io ieri mattina a freddo ho scritto "grazie lo stesso maglia biancoceleste" ci vediamo martedì !
ecco perchè quando perde è inutile venire a sbraitare a dare colpa a quello e a questo...ecco perchè la Lazio adoro vedermela da solo,
la mia Lazialità è questa qui, figlia di quegli anni, quando andavo a vederla mano nella mano a mio padre a Cesena, a Bologna, a Parma, a Rimini e i sabati di Pasqua a Roma, all' Olimpico l' abbacchio de nonna e allo Stadio...
Lazio, grazie di esitere.
PS
non vuole essere un' accusa a nessuno, per carità, le patenti non le ho mai date...ma questo articolo è strepitoso per quanto mi raffigura.
dice tante cose che condivido il sor Piperno su identità e dintorni.
bravo. :since :asrm
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"Un'eccitante trasgressione"
Una bellissima definizione che racchiude il nostro modo di essere e la nostra "diversità", non comprensibile alla massa caciarona che governa la nostra città, ma non solo.
Un articolo da prendere, incorniciare, condividere e trasmettere alle nuove generazioni di laziali.
:ssl :since
bellissimo.
per me scrive qui su Lazionet :since
In poche parole cos'è veramente la lazialità.
Vado controcorrente, non mi piace molto.
Da un'idea della lazialità come relegata a setta di eletti.
Il termine aristocratico che ancora ritorna (nella più vecchia e stantia divisione tra laziale borghese ma anche burino e romanista proletario e core de sta città) mi sembra quanto di più vecchio ci sia.
Il riferimento a colori tiepidi ed invernali mi sembra poi quanto di più remissivo. I nostri colori sono anche estivi, il celeste e bianco del cielo di estate, l'oro accesso e vivo del nostro simbolo.
Ma ancor meno mi piace il concetto di lazialità come qualcosa di trasgressivo, occasionale, quasi quasi come un'eccezione nella citta che comunque ha come regola gli altri colori.
Magari per molti è così, ma se fosse così spero appartenga solo ad un'accezione vecchia della lazialità tipo la bandiera bianca di plastino a goal di notte.
La lazialità per me deve mantenere la propria storia ma evolversi.
L'orgoglio di essere laziali non va certo ostentato ma neanche nascosto, anzi mi auguro sempre più che i tifosi comprino e indossino il materiale della lazio, bellissimo e coloratissimo.
Mi auguro che sempre più i tifosi non nascondino la lazialità e la promuovano in tutti i modi come la società parimenti sta cercando di fare.
Attrverso i negozi, attraverso internet, andando nelle scuole e facendo il possibile affinchè certi bambini indossino le nostre tute e non quelle dei riommers.
Con la forza del messaggio di verità ovvero che non siamo l'eccezione, ma la storia vera di questa città, la regola.
Non siamo abruzzesi ma di piazza della libertà.
Non ci facciamo prestare simboli dal comune per essere romani, abbiamo il nostro.
Non possiamo essere fascistoidi, essendo sopravvissuti proprio grazie al grande rifiuto verso il diktat fascista alla fusione.
Siamo molto meglio.
E lo dobbiamo pubblicizare. Quando lo capiranno tanti altri tifosi non sarà mai troppo tardi.
Non è tempo per stare nascosti; se vogliamo una lazio forte cè anche necessità che la lazialità sia ostentata.
La società ci sta puntando molto su questo aspetto; tocca a noi comprare la lazio.
A parte la condivisione di quasi tutto (e mi dispiace per Property....), vorrei solo che a questo punto la si piantasse una volta per tutte coi cori antisemiti. Non è ammissibile che si plauda a Piperno - per me un mito da anni - e poi ce lo si dimentichi (e con lui Mimun) perchè dellà hanno avuto un Sacerdoti.........
Andateli a vedere i campi di sterminio. Anche per chi, come me, non è ebreo, non è ammissibile che si possa continuare a parlare di juden club perchè è tanto goliardico e poi suona bene.....
sono molto d'accordo con Property, seppur avendo un friccicorino per l'uscita piperniana: ogni qual volta una Laziale si palesa in pubblico, ogni qual volta decide di rompere l'accerchiamento, per me è sempre un buon segno
però, su molti aspetti, mi ritrovo in quanto dice Property
Citazione di: Property il 28 Gen 2013, 12:33
Da' un'idea della Lazialità come relegata a setta di eletti.
Non è tempo per stare nascosti; se vogliamo una lazio forte c'è anche necessità che la Lazialità sia ostentata.
La società ci sta puntando molto su questo aspetto; tocca a noi comprare la Lazio.
Sono commosso. Mai un articolo aveva mai sintetizzato così bene la mia lazialitá.
Finalmente delle parole che mi rappresentano e le sento così distanti da questo maledetto presente...
Io penso invece che è meglio una lazialità elitaria, che non si appiattisce al conformismo piscioruggine
(parlo della maniera di vivere il calcio e la Lazio), perché viva di concetti e valori che sono qunto lo sport di meglio abbia ispirato. Non ultimo l'amore (eccitante).
La trasgressione è nel non essere conformi, addomesticabili e addomesticati.
E' essere diversi, sportivamente e non.
Cioè per essere veramente laziali non si può scindere da questi attributi, che Piperno vive e ha vissuto come molti di noi.
Perfetto. Descrizione ineccepibile, mi ci ritrovo in pieno.
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Grandissimo articolo
Io mi ci ritrovo parecchio, non tutto ma parecchio, e comunque ogni cosa e', ovviamente, descritta in modo ineccepibile, mi ci ritrovo soprattutto perche' lo vedo come modo di palesarsi, orgoglioso e anche un po' spavaldo, ma elegante e senza caciara, come i festeggiamenti dello scudetto 2000 a Piazza del Popolo (ma anche a Montesacro o in altri quartieri di Roma), festa grande senza caciara: molte delle cose che descrive sono sue sensazioni personali, legate alla sua infanzia, c'e' la dannazione del Laziale di qualche anno fa, ma soprattutto c'e' un gran senso di "differenza", voglio dire, anche io andavo col panino "colla frittata" allo stadio, ma mi sembrava un panino sempre piu' garbato de quelli in curva Sud.
Mi ha fatto ricordare un episodio di tanti anni fa, quando a testaccio vidi entrare dentro un bar sulla piazza, un ragazzone tipo Rugby, indossava una maglia blu con scritto SS LAZIO 1900, l'orgoglio e la spavalderia di quel ragazzo di Testaccio (no Trieste), sta un po' nelle parole di Piperno
Magar leggendo il libro si capisce pure meglio
insomma ammemmepiace :)
Citazione di: PabloHoney il 28 Gen 2013, 14:19
Magar leggendo il libro si capisce pure meglio
l'ho appena kindlato
Citazione di: alteadler il 28 Gen 2013, 12:41
A parte la condivisione di quasi tutto (e mi dispiace per Property....), vorrei solo che a questo punto la si piantasse una volta per tutte coi cori antisemiti. Non è ammissibile che si plauda a Piperno - per me un mito da anni - e poi ce lo si dimentichi (e con lui Mimun) perchè dellà hanno avuto un Sacerdoti.........
Andateli a vedere i campi di sterminio. Anche per chi, come me, non è ebreo, non è ammissibile che si possa continuare a parlare di juden club perchè è tanto goliardico e poi suona bene.....
Scusa, amico alteadler, ma a me pare evidente che sono due categorie di persone diverse, i fan di Piperno e i decerebrati che fanno cori antisemiti...
Peccato che ieri da Fazio Brignano non abbia accennato neanche di striscio alla squadra per la quale fa il tifo.
non sia mai, eh
Citazione di: Gazza il 28 Gen 2013, 14:36
Peccato che ieri da Fazio Brignano non abbia accennato neanche di striscio alla squadra per la quale fa il tifo.
CitazioneA dispetto di quel che normalmente si pensa, l'orgoglio ha senso solo se coltivato privatamente.
Citazione di: Tarallo il 28 Gen 2013, 14:41
Tara' non e' la stessa cosa, ci sono "gente" che in televisione non dice di essere Laziale solo perche'... "e' mejo de no"
Citazione di: PabloHoney il 28 Gen 2013, 14:45
Tara' non e' la stessa cosa, ci sono "gente" che in televisione non dice di essere Laziale solo perche'... "e' mejo de no"
A supporto di questa tua affermazione alla cena di qualche giorno fa Canigiani ha confermato che molti tifosi Laziali vip hanno rifiutato di partecipare ad iniziative pensate per la Lazio e i suoi tifosi proprio perché il loro pubblico non era solo Laziale ma anche di un'altra "fede" che bisogna di?! Io non ho parole... :asrm
Citazione di: maverickiv2007 il 28 Gen 2013, 14:48
A supporto di questa tua affermazione alla cena di qualche giorno fa Canigiani ha confermato che molti tifosi Laziali vip hanno rifiutato di partecipare ad iniziative pensate per la Lazio e i suoi tifosi proprio perché il loro pubblico non era solo Laziale ma anche di un'altra "fede" che bisogna di?! Io non ho parole... :asrm
io si: pezzidimmerda
Citazione di: PabloHoney il 28 Gen 2013, 14:45
Tara' non e' la stessa cosa, ci sono "gente" che in televisione non dice di essere Laziale solo perche'... "e' mejo de no"
Brignano però l'ha sempre detto. Al mauriziocostanzosciò, così come all'intervista con le Jene.
All'epoca del Medico in famiglia andava allo stadio con Montesano e, mi pare, Pantano e ogni volta che li inquadravano dava di matto con la bandiera.
Di più diventerebbe una specie di cantautore molisano.
grandissimi laziali entrambi, stavano al liceo ocn me.
ho avuto una frequentazione causa amici comuni con filippo ed ho parlato con alessandro dopo una partita allo stadio l'anno scorso.
due grandi laziali.
FORZA S.S. LAZIO 1900!!!
Citazione di: Gazza il 28 Gen 2013, 14:36
Peccato che ieri da Fazio Brignano non abbia accennato neanche di striscio alla squadra per la quale fa il tifo.
bravo appunto è quello che intendevo io.
il nascondersi, l'aristocrazia, l'orgoglio si ma interiore, il festeggiamento si ma privato, sono laziale ma non mi metto la maglietta, sono nato qui a roma ma mi sento trasgressivo.
Trasgressivo de che? perchè non sono riommico?
Dovrebbe passare il concetto opposto, sono laziale è normale, sono la storia più antica di questa città.
Ora che non lo facciano passare i riommers mi pare ovvio, ma se pure noi ci mettiamo a nasconderci allora siamo destinati a passare dalla trasgressione all'estinzione, piano piano senza accorgersene.
Brignano non lo dice, perchè magari pensa che il suo pubblico romano sia tutto romanista, un pò perchè magari lo sono davvero in maggioranza e un bel pò anche perchè l'altra parte laziale non si manifesta, perchè gode privatamente, sembrando ancora di meno.
E' un circolo vizioso che si autoalimenta.
Ripeto, il tempo per la lazialità interiore che i comunicatori hanno propinato in questi anni è finito.
Non si può pretendere di emergere, di farsi sentire, di contare sui media, se poi noi facciamo gli interiori.
I tempi cambiano e la lazialità si evolve.
Citazione di: Property il 28 Gen 2013, 15:00
bravo appunto è quello che intendevo io.
il nascondersi, l'aristocrazia, l'orgoglio si ma interiore, il festeggiamento si ma privato, sono laziale ma non mi metto la maglietta, sono nato qui a roma ma mi sento trasgressivo.
Trasgressivo de che? perchè non sono riommico?
Dovrebbe passare il concetto opposto, sono laziale è normale, sono la storia più antica di questa città.
Ora che non lo facciano passare i riommers mi pare ovvio, ma se pure noi ci mettiamo a nasconderci allora siamo destinati a passare dalla trasgressione all'estinzione, piano piano senza accorgersene.
Brignano non lo dice, perchè magari pensa che il suo pubblico romano sia tutto romanista, un pò perchè magari lo sono davvero in maggioranza e un bel pò anche perchè l'altra parte laziale non si manifesta, perchè gode privatamente, sembrando ancora di meno.
E' un circolo vizioso che si autoalimenta.
Ripeto, il tempo per la lazialità interiore che i comunicatori hanno propinato in questi anni è finito.
Non si può pretendere di emergere, di farsi sentire, di contare sui media, se poi noi facciamo gli interiori.
I tempi cambiano e la lazialità si evolve.
pienamente d'accordo
Citazione di: robylele il 28 Gen 2013, 14:54
Brignano però l'ha sempre detto. Al mauriziocostanzosciò, così come all'intervista con le Jene.
Sissi', ma in fatti parlavo in generale, alla fine Brignano e' uno di quelli che si nasconde di meno...
o si fa vedere di piu'
scegli tu la frase migliore :)
a me non me n frega niente di sentire laziali vip che sbandierano la loro lazialità nelle varie ospitate.
quella è roba da romanisti. hanno un tale complesso di inferiorità che devono in continuazione ripetere e ripetersi quanto siano "i mejo".
che vadano allo stadio, piuttosto, i vip. che sostengano la lazio, nei modi e nelle sedi che ritengono più opportune, ma senza quegli odiosi sbandieramenti coatto-style.
noi siamo laziali.
noi siamo.
l'apparire non ci appartiene.
Citazione di: ssl_1900 il 28 Gen 2013, 15:11
a me non me n frega niente di sentire laziali vip che sbandierano la loro lazialità nelle varie ospitate.
quella è roba da romanisti. hanno un tale complesso di inferiorità che devono in continuazione ripetere e ripetersi quanto siano "i mejo".
che vadano allo stadio, piuttosto, i vip. che sostengano la lazio, nei modi e nelle sedi che ritengono più opportune, ma senza quegli odiosi sbandieramenti coatto-style.
noi siamo laziali.
noi siamo.
l'apparire non ci appartiene.
IB qui scriverebbe "
ma 50 anni da orsacchiotto?"
nessuno chiede le scoattate, nessuno le pretende
nessuno auspica la boraggine o la strafalcioneria
ma se penso a "fuga è bello", nota scritta che per anni ci siamo palleggiati vs i romoletti a colli albani, a me vengono OGGI in mente solo i tifosi c.d. VIP che fanno di tutto per nascondersi, non sia mai che vendano un biglietto in meno o un disco in meno
a me questa cosa fa schifo
schifo
Da una sinossi di "Pastiche proustiano in biancoceleste" di Pieperno:
... perché "Roma è ostaggio dei romanisti. Roma è della Roma. Il Papa è della Roma. I politici sono della Roma. La Storia è della Roma. Dio è della Roma. Solo io sono della Lazio"
e poi c'e' sempre il discorso bambini accerchiati: a scuola, tra gli amici, in TV...
eeee non e' semplice la cosa...
Apprezzo Piperno ma so' d'accordo co property
Citazione di: ilPadrino il 28 Gen 2013, 11:39
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Io ve lo dico: dipendesse da me gli offrirei il posto di responsabile relazioni esterne della società. Subito, anzi ieri.
Comunque non so voi ma io me vedo molto diverso dal tifoso riommanista medio
Citazione di: ronefor il 28 Gen 2013, 15:56
Comunque non so voi ma io me vedo molto diverso dal tifoso riommanista medio
te?io mi domando quotidianamente come sia possibile essere cresciuti nella stessa città,frequentare le stesse amicizie,gli stessi luoghi,avere la stessa cadenza dialettica,ed essere tanto diversi nell'approccio prima sportivo ed in molti altri casi sociale.
misteri della fede(calcistica).
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Io mi riconosco grandemente nell'articolo, anche se sono più giovane di Piperno e la Lazio degli anni '80 non l'ho vissuta direttamente.
Quello che scrive Piperno è l'esposizione del mondo in cui anche io vivo la mia Lazialità, con un elitarismo non di maniera, ma spontaneo. (Il riferimento di Piperno all'aristocrazia, oltre che un topos delle descrizioni dell'identità Laziale, è anche legato all'interesse per Proust e Baudelaire, e al conseguente dandismo, dello stesso Piperno).
P.S.: Piperno è abbonato allo stadio da molti anni, e io sul topic dedicato ai VIP Laziali parlai dell'opportunità da parte della società di regalargli l'abbonamento (come diversi club stranieri fanno per i loro tifosi noti), o comunque di premiarlo in qualche modo, in occasione della vittoria dello Strega. Non è mai troppo tardi. Alla faccia dei vip "timidi".
Citazione di: Property il 28 Gen 2013, 15:00
bravo appunto è quello che intendevo io.
il nascondersi, l'aristocrazia, l'orgoglio si ma interiore, il festeggiamento si ma privato, sono laziale ma non mi metto la maglietta, sono nato qui a roma ma mi sento trasgressivo.
Trasgressivo de che? perchè non sono riommico?
Dovrebbe passare il concetto opposto, sono laziale è normale, sono la storia più antica di questa città.
Ora che non lo facciano passare i riommers mi pare ovvio, ma se pure noi ci mettiamo a nasconderci allora siamo destinati a passare dalla trasgressione all'estinzione, piano piano senza accorgersene.
Brignano non lo dice, perchè magari pensa che il suo pubblico romano sia tutto romanista, un pò perchè magari lo sono davvero in maggioranza e un bel pò anche perchè l'altra parte laziale non si manifesta, perchè gode privatamente, sembrando ancora di meno.
E' un circolo vizioso che si autoalimenta.
Ripeto, il tempo per la lazialità interiore che i comunicatori hanno propinato in questi anni è finito.
Non si può pretendere di emergere, di farsi sentire, di contare sui media, se poi noi facciamo gli interiori.
I tempi cambiano e la lazialità si evolve.
obiezione che accolgo, quella iniziale e su cui rifiletto.
che un ebreo romano tifi Lazio è la più grande ammissione di romanità possibile, vista l'antica romanità della comunità capitolina.
Piperno risponde involontariamente ai tanti addetti ai lavori romani ma non romanisti che a fronte della boria giallorossa si chiedono sempre perchè - tifo fascista a parte - i laziali siano così "discreti" e "introversi" e "silenziosi", perchè è questa la sola unica immagine che si ha di noi fuori dal circuito biancocelesti vs giallorossi (ovviamente non parlo di chi ci guarda male, ma di chi è incuriosito e ha benevolenza per via di chinaglia-mancini-klose).
Per mia esperienza personale, la morte di Chinaglia ha fatto capire molte cose ai romani non romanisti, cose diverse rispetto alla versione di piperno, che è la giusta metà del sentire del tifoso laziale. Piperno a modo suo è un irriducibile (basta rileggersi il topic sullo strega, c'era qualche aneddoto significativo della serata...).
Le cose che dice Piperno sono stilisticamente diverse dal pessimismo cosmico. Ma pur avvicinandosi nei fatti, hanno il vantaggio di uscire dal raccordo anulare. e noi abbiamo bisogno di uscire da questo maledetto raccordo anulare, dove molti novellieri di Lazialità vogliono invece rimanere: ecco la spina nel fianco della Lazio, narratori pigri e paraculi.
Ci ha detto male con la romanità: Nesta trionfatore ma ceduto e Di Canio re di una sola notte ma franato con dolo che paghiamo ancora.
Per questo, per uscire e raccontare una Lazio più aggressiva e meno assediata, ci vogliono i grandi calibri, le storie che vengono da fuori, gli stranieri che vengono da fuori. La romanità la puoi far sentire fuori solo se da tifoso ti riavvicini alla Lazio, ecco perchè è importante lo stadio. Quella di Candreva, è una storia bellissima.
La vulgata recita la storia dell'assedio e Piperno è una voce dall'assedio. Non chiediamogli altro. Gli altri dobbiamo essere noi, in parte lo siamo già.
Sbagliamo a vederci come quei vecchi reduci di guerra con le medaglie sul petto ai raduni. Non siamo reduci di Roma, Roma è la nostra città. A volte con questa storia della differenza di stile diamo solo una lucidata a quelle medaglie. A volte cadiamo nella trappola di fare le veglie alla nostra Lazialità, come a celebrare i tempi che furono...
Oggi se è possibile raccontare una Lazio più "libera" dall'assedio è solo grazie a Lotito e a chi tra i tifosi non ha mai mollato in questi anni, compreso questo spazio chiamato LN. Vogliamo rinunciare a raccontare questa nostra Lazio meno aristocratica, meno felpata, meno umile? Direi di no. Il gol di Klose al derby vale 3 volte quello di Di Canio, svincola la Lazio da una pancia troppo virulenta. Rende la Lazio più vicina a tanti romani non romanisti. E sono loro che ci guardano curiosi.
W i Piperno allora. e w tutti quelli che si sbattono per raccontare l'altra metà del tifo della Lazio.
Gran bel post, V.
Difficile capire dove deve essere questo equilibrio, ma e' facile vedere che oggi e' dalla parte dei Piperno.
Chissa' se i due debbano essere necessariamente mutualmente esclusivi...
Parli, credo, di un'uscita comunque felpata, dovuta al gol di Klose e non a una partnershit con Topolinia.
Cosi' sono d'accordo, ma avviene in modo quasi naturale.
Esportiamo questa Lazio in CL, per esempio, e vediamo che succede.
Ma noi, dovessimo arrivare in finale, le sciarpe con la scritta campioni d'europa non le mostreremo alla vigilia.
Citazione di: alteadler il 28 Gen 2013, 12:41
A parte la condivisione di quasi tutto (e mi dispiace per Property....), vorrei solo che a questo punto la si piantasse una volta per tutte coi cori antisemiti. Non è ammissibile che si plauda a Piperno - per me un mito da anni - e poi ce lo si dimentichi (e con lui Mimun) perchè dellà hanno avuto un Sacerdoti.........
Andateli a vedere i campi di sterminio. Anche per chi, come me, non è ebreo, non è ammissibile che si possa continuare a parlare di juden club perchè è tanto goliardico e poi suona bene.....
ma hai perfetamente ragione, però permettimi di dire che qui nessuno è cosi meschino da cantarli allo stadio.
Chi lo fa è stupido di suo e non si può far nulla, per fermarli ci devono pensare le istituzioni ed è con Loro che dobbiamo rivalerci.
Io a Piperno voglio bene perchè sono gli uomini come lui che ci rendono grandi.
... però adesso continuo a leggermi gli altri post
:)
Citazione di: Tarallo il 28 Gen 2013, 18:13
Gran bel post, V.
Difficile capire dove deve essere questo equilibrio, ma e' facile vedere che oggi e' dalla parte dei Piperno.
Chissa' se i due debbano essere necessariamente mutualmente esclusivi...
Parli, credo, di un'uscita comunque felpata, dovuta al gol di Klose e non a una partnershit con Topolinia.
Cosi' sono d'accordo, ma avviene in modo quasi naturale.
Esportiamo questa Lazio in CL, per esempio, e vediamo che succede.
Ma noi, dovessimo arrivare in finale, le sciarpe con la scritta campioni d'europa non le mostreremo alla vigilia.
Manco dopo, se é per questo.
Usciremo dallo stadio, dopo che la Lazio ha vinto la CL invocando il vice Ledesma.
E urlando alla luna che non se po non da l'aumento a Diakité.
Me ce gioco una palla.
Due no, una si.
Citazione di: italicbold il 28 Gen 2013, 18:15
Manco dopo, se é per questo.
Usciremo dallo stadio, dopo che la Lazio ha vinto la CL invocando il vice Ledesma.
E urlando alla luna che non se po non da l'aumento a Diakité.
Me ce gioco una palla.
Due no, una si.
e pure te hai ragione (in parte ..per come la penso io), ma il lagnarsi è solo un picola sfumatura del Laziale.. e come tale nel tempo è destinata a sparire a sfumare.
Capitò negli anni '80 che a Calleri, dopo un meno nove ed una promzione, rinfacciammo il fatto di aver esonerato Fascetti, però il tempo fu galantuomo con Calleri, ed ora tutti noi ci ricordiamo le imprese di quel biennio e non dell'esonero di Fascetti.
Piperno centra il Laziale quando dice " Come tutte le minoranze siamo ipercritici, privi di auto indulgenza, eccessivamente severi con noi stessi", ... di fatto un po' quello che scrivi tu: er laziale è n cacacazzi.
Citazione di: Tarallo il 28 Gen 2013, 18:13
Gran bel post, V.
Citazione di: Property il 28 Gen 2013, 15:00
il nascondersi, l'aristocrazia, l'orgoglio si ma interiore, il festeggiamento si ma privato, sono laziale ma non mi metto la maglietta, sono nato qui a roma ma mi sento trasgressivo.
pero', aspetta, non confondiamo l'orgoglio interiore con la vigliaccheria. quello non e' piperno, e' alberto sordi.
piperno non mi sembra abbia mai fatto il vago. ha sempre rivendicato a testa alta di essere laziale.
il quindici maggio del duemila, sotto casa mia, c'era gente che m'aspettava con la testa bassa. gente abituata alla logica dello sfogo, in una strada popolare di un quartiere popolare dove bastava balbo-cappioli-fonseca a predisporre un comitato d'accoglienza d'eccezione, i soliti tre di noi contro cinquanta - e non sparo cifre a cazzo - quaranta dei quali mai cacati ne' calcisticamente ne' umanamente.
c'era uno dei dieci, in particolare, che stava seduto, mi guardava e non parlava. bolliva. tremava. a un certo punto nun je l'ha fatta piu', ha sbottato urlando "a pi, allora, sto qui da du' giorni, ma me voi di' qualcosa?". gli ho detto di no, chittesencula, "io festeggio solo con chi dico io".
ero io, ma sarei potuto essere piperno. magari lui sarebbe stato meno volgare e piu' prosaico, lo ammetto. ma il succo e' che io e lui semo lo stesso impasto de forza e volonta', anche se non ci conosciamo. saranno gli anni ottanta, sara' l'anima dei nove di piazza della liberta', sara' che veramente come disse non ricordo piu' chi i veri eroi del meno nove siamo noi, i quarantenni di oggi, che abbiamo donato la nostra adolescenza alla scienza che ancora non ha capito come cazzo e' che nonostante tutto siamo ancora della lazio, pronti come sempre a tirare fuori l'orgoglio e il ghigno d'ordinanza e rispondere "embe'?"
Citazione di: Pikkio il 28 Gen 2013, 18:52
ero io, ma sarei potuto essere piperno. magari lui sarebbe stato meno volgare e piu' prosaico, lo ammetto. ma il succo e' che io e lui semo lo stesso impasto de forza e volonta', anche se non ci conosciamo. saranno gli anni ottanta, sara' l'anima dei nove di piazza della liberta', sara' che veramente come disse non ricordo piu' chi i veri eroi del meno nove siamo noi, i quarantenni di oggi, che abbiamo donato la nostra adolescenza alla scienza che ancora non ha capito come cazzo e' che nonostante tutto siamo ancora della lazio, pronti come sempre a tirare fuori l'orgoglio e il ghigno d'ordinanza e rispondere "embe'?"
Condivido assolutamente.... Anche io credo che i veri eroi sono quelli che sono diventati Laziali quando alla radio c'era Orazio Pennacchione a prendere per il culo, che sono restati Laziali quando era quasi impossibile resistere, che ogni tanto ti veniva in mente "ma chi me l'ha fatto fa'", poi vedevi quella maglia addosso a Chinaglia e allora lo capivi subito chi te lo aveva fatto fare, i veri eroi sono quelli dei -9, che dopo aver preso 4 gol al Derby co quel decelebrato che s'alza la maglietta e fa i palonetti da 25 metri, decidono di restare li a prendersi anche il quinto, per stare li, vicino a quelle maglie umiliate anche se non sei proprio sicuro che se lo stiano meritando
semplicemente non abbiamo e non dobbiamo avere bisogno di idoli, c'è gia' qualcuno in citta' che vive per quello, vanno bene i Piperno, che vengano altri personaggi, che diano una mano a portare avanti la Lazialita', a fare la loro parte, ma i veri eroi sono quelli col panino colla frittata, è soprattutto grazie a loro che la Lazio c'è... Ancora
Citazione di: robylele il 28 Gen 2013, 14:54
Di più diventerebbe una specie di cantautore molisano.
:rotfl: :rotfl: :rotfl:
Citazione di: V. il 28 Gen 2013, 18:03
Il gol di Klose al derby vale 3 volte quello di Di Canio, svincola la Lazio da una pancia troppo virulenta. Rende la Lazio più vicina a tanti romani non romanisti. E sono loro che ci guardano curiosi.
Grande V. Ti sto volendo un sacco di bene, sappilo. Perché 'sto concetto mi girava indefinito nella testa da un sacco di tempo, e tu gli hai appena dato forma.
di Piperno condivido tutto anche le virgole, sarà perchè anche io sono figlio di quella Lazio degli anni 80, per la quale, insieme a Stefano il mio amico di infanzia, la domenica mi facevo circa un ora e mezza con gli autobus per andare a vedere i miei idoli che erano Podavini, Magnocavallo etc. e nella mia tolfa non mancava mai il panino con la frittata che mi preparava mia madre.
Citazione di: mizio67 il 28 Gen 2013, 22:36
di Piperno condivido tutto anche le virgole, sarà perchè anche io sono figlio di quella Lazio degli anni 80, per la quale, insieme a Stefano il mio amico di infanzia, la domenica mi facevo circa un ora e mezza con gli autobus per andare a vedere i miei idoli che erano Podavini, Magnocavallo etc. e nella mia tolfa non mancava mai il panino con la frittata che mi preparava mia madre.
stesso anno di Mizio, stessa trafila con gli autobus, tolfa in spalla e panino...
essere laziali è veramente un'eccitante trasgressione!
Io condivido il senso e le parole dell'articolo al 100%.
Questa è l'immagine che ho di me stesso laziale: fiero, ma non ostentato. Un orgoglio coltivato privatamente - definizione azzeccatissima.
Poi se qualcuno mi tocca la Lazio divento una belva, per carità...
Citazione di: mizio67 il 28 Gen 2013, 22:36
di Piperno condivido tutto anche le virgole, sarà perchè anche io sono figlio di quella Lazio degli anni 80, per la quale, insieme a Stefano il mio amico di infanzia, la domenica mi facevo circa un ora e mezza con gli autobus per andare a vedere i miei idoli che erano Podavini, Magnocavallo etc. e nella mia tolfa non mancava mai il panino con la frittata che mi preparava mia madre.
stesso anno, stessi ricordi, stessa tolfa :))
Citazione di: V. il 28 Gen 2013, 18:03
Le cose che dice Piperno sono stilisticamente diverse dal pessimismo cosmico. Ma pur avvicinandosi nei fatti, hanno il vantaggio di uscire dal raccordo anulare. e noi abbiamo bisogno di uscire da questo maledetto raccordo anulare, dove molti novellieri di Lazialità vogliono invece rimanere: ecco la spina nel fianco della Lazio, narratori pigri e paraculi.
ma nessuno sta dicendo che non prova un moto d'orgoglio, interiore o esteriore fate voi, a leggere le cose che i piperno scrivono
anche il fatto che un
giudìo (aho', a roma se chiamano così), anzi due, possano tifare Lazio è lo schiaffo in faccia più forte che la ns maglietta possa dare a chi crede che siamo tutti una piccola hitlerjugend biancoceleste
e sapessi quanti ce ne stanno (lo so che ce lo sai) di Laziali nel ghetto, ma anche fuori: Laziali romeni, Laziali africani, Laziali cinesi
però, mentre trovi facilmente il bangla o il somalo con la sciarpetta d'aamaggica, difficilmente trovi un Laziale d'altre nazioni sfoggiare nulla di biancoceleste: forse anche loro si sono calati in questo low profile
vai a sape'
di sicuro hai straragione su quanto ho citato: piperno è una voce italiana, non circoscrivibile dal GRA
in questo fa molto, molto e bene, in favore della Lazio e dei Laziali
ma tutti gli altri, dove sono?
detto questo, se mi dovessero chiedere come faccio ad esse Laziale, d'ora in poi risponderò così:
Citazione di: Pikkio il 28 Gen 2013, 18:52saranno gli anni ottanta, sara' l'anima dei nove di piazza della liberta', sara' che veramente come disse non ricordo piu' chi i veri eroi del meno nove siamo noi, i quarantenni di oggi, che abbiamo donato la nostra adolescenza alla scienza che ancora non ha capito come cazzo e' che nonostante tutto siamo ancora della lazio, pronti come sempre a tirare fuori l'orgoglio e il ghigno d'ordinanza e rispondere "embe'?"
Citazione di: Property il 28 Gen 2013, 12:33
Vado controcorrente, non mi piace molto.
Da un'idea della lazialità come relegata a setta di eletti.
Il termine aristocratico che ancora ritorna (nella più vecchia e stantia divisione tra laziale borghese ma anche burino e romanista proletario e core de sta città) mi sembra quanto di più vecchio ci sia.
Il riferimento a colori tiepidi ed invernali mi sembra poi quanto di più remissivo. I nostri colori sono anche estivi, il celeste e bianco del cielo di estate, l'oro accesso e vivo del nostro simbolo.
Ma ancor meno mi piace il concetto di lazialità come qualcosa di trasgressivo, occasionale, quasi quasi come un'eccezione nella citta che comunque ha come regola gli altri colori.
Magari per molti è così, ma se fosse così spero appartenga solo ad un'accezione vecchia della lazialità tipo la bandiera bianca di plastino a goal di notte.
La lazialità per me deve mantenere la propria storia ma evolversi.
L'orgoglio di essere laziali non va certo ostentato ma neanche nascosto, anzi mi auguro sempre più che i tifosi comprino e indossino il materiale della lazio, bellissimo e coloratissimo.
Mi auguro che sempre più i tifosi non nascondino la lazialità e la promuovano in tutti i modi come la società parimenti sta cercando di fare.
Attrverso i negozi, attraverso internet, andando nelle scuole e facendo il possibile affinchè certi bambini indossino le nostre tute e non quelle dei riommers.
Con la forza del messaggio di verità ovvero che non siamo l'eccezione, ma la storia vera di questa città, la regola.
Non siamo abruzzesi ma di piazza della libertà.
Non ci facciamo prestare simboli dal comune per essere romani, abbiamo il nostro.
Non possiamo essere fascistoidi, essendo sopravvissuti proprio grazie al grande rifiuto verso il diktat fascista alla fusione.
Siamo molto meglio.
E lo dobbiamo pubblicizare. Quando lo capiranno tanti altri tifosi non sarà mai troppo tardi.
Non è tempo per stare nascosti; se vogliamo una lazio forte cè anche necessità che la lazialità sia ostentata.
La società ci sta puntando molto su questo aspetto; tocca a noi comprare la lazio.
:up:
Citazione di: porgascogne il 29 Gen 2013, 09:40
ma nessuno sta dicendo che non prova un moto d'orgoglio, interiore o esteriore fate voi, a leggere le cose che i piperno scrivono....
Ecchime :)
Vedremo tutti, al risveglio, come sarà eccitante. Come ha detto Piperno, oppure in altro modo.
Ma sicuramente, sempre e comunque, in modo diverso da altri.
:ssl
Un grande saluto ad Alessandro che sicuramente leggerà questo forum ;)) Ci siamo goduti questa fantastica semifinale fianco a fianco, nei distinti, abbiamo esultato e ci siamo abbracciati ai gol della Lazio.
Antonio