"Se giochiamo come sappiamo"

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cuchillo

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"Se giochiamo come sappiamo"
« il: 14 Mag 2018, 01:00 »
Di questi tempi o giù di lì, quindici anni fa, scrivevo i miei primi post su lazio.net.
Nei tre anni precedenti leggevo e basta, pensando che occorresse chissà quale complessa operazione per iscriversi. Sono sempre stato abbastanza ricalcitrante alla tecnologia e il prezzo da pagare fu di non potermi godere lo Scudetto scrivendo qualcosa, partecipando attivamente alla gioia, anzi alla Gioia comune con tanti fratelli laziali. 
In questi 15 anni non so quanti topic sulla Lazio ho aperto. Non tantissimi, però. Tuttavia, spero che una militanza così lunga mi consenta di aprirne uno tutto mio, anche se su Lazio-Inter un topic già c’è. E ne spunteranno anche altri. Confido in una Moderazione benevola, quindi. Che non lo accorpi ma lo lasci autonomo.
La prendo alla larga. È stata una stagione davvero difficile, questa. Per quanto accaduto sull’altra sponda. Inutile nascondersi. O almeno, io non mi nascondo perché ho temuto davvero l’irreparabile. Ci è andata di lusso e dal 2 maggio avevo deciso che “accada quel che accada”, la mia stagione era personalmente finita.
1 trofeo contro 0 trofei. Questo il succinto bilancio stagionale.
E al diavolo le delusioni cocenti contro Milan e Salisburgo. Metabolizzate. Quando sei lì a pregare che la tua rivale storica non vinca il trofeo più importante e le tue preghiere vengono assecondate, tutto assume un altro significato, si ristabilisce un senso delle proporzioni e forse anche della realtà. Ho fatto più fioretti in quei giorni che in tutto il resto della mia vita. Il primo fioretto è di diventare un uomo migliore nel caso in cui non l’avessero alzata, quella Coppa. E ora mi toccherà esserlo. Un padre migliore, un marito migliore, un amico migliore, perfino un tifoso migliore.
Ciò premesso, non ho mai avuto il mito di andarmi a giocare la Champions League, per tanti ordini di motivi che non sto qua a spiegare, avendolo già fatto ripetutamente negli anni. Tra la vittoria di una Coppa Italia e un accesso ai gironi di CL, per me non c’è paragone possibile. Come, a bocce ferme, non c’è paragone tra vincere una Supercoppa Italiana e arrivare ai gironi di CL. Certo, c’è una differenza di 20 milioni o quelli che sono. Leggo pure che ora sono diventati 35. Una volta erano 20, se arrivavi ai gironi. Ma tanto, al dunque, l’estate scorsa ci ha dimostrato che se 35 milioni ce li hai in cassa, non è detto che li spendi. E infatti ci ritroviamo a giocare le partite decisive della stagione con Murgia, Nani e Caicedo. Questo per non dover sempre citare il povero Vignaroli.
Perché, allora, lo sto vivendo così male questo finale nonostante queste premesse farebbero pensare il contrario? Penso che la ragione principale risieda proprio nel fatto che mai come quest’anno tutto un complesso di cose, come direbbe Paolo Conte, ci avrebbe consentito di potercela fare.
Larga parte sono meriti tutti nostri, sia chiaro. Nonostante arbitraggi che ci hanno defraudato ripetutamente, ci siamo fatti trovare nelle posizioni giuste a un pugno di partite dalla fine. E però a questi meriti si sono aggiunte delle variabili che, da tifoso che segue la Lazio coscientemente da 36 anni, mai mi era capitato di registrare. Le due partite casalinghe dell’Inter e la nostra contro l’Atalanta hanno rappresentato un trittico di quelli che ti fanno gridare al miracolo. E chi c’era abituato? Il massimo che io ricordi è la vittoria dell’eliminato Zurigo contro il Vaslui, che ci ha consentito di passare da secondi il girone battendo lo Sporting Lisbona, già qualificatosi da primo. Ma mettiamoci pure il pari tra Marsiglia e Feyenoord che ci consentì di passare il girone anche in caso di pareggio a Londra col Chelsea. Vincemmo ma anche pareggiando saremmo passati. Tolgo questi episodi e cosa resta? A quanti altri Inter-Sassuolo ci era mai capitato di assistere?
È questo che non mi dà pace. Ci è capitata una cosa non da Lazio. Ma forse è proprio per questo non l’abbiamo sfruttata. Forse non eravamo pronti, forse non c’è stato manco il tempo per elaborare quale razza di vantaggio ci era stato dato, consegnato su un piatto di platino. Oggi era l’occasione per chiudere una stagione logorante, sfibrante, macerante. E non l’abbiamo capitalizzata, contro Martella, Ceccherini, Barberis e Nalini.
Non mi do pace per come si sono messe le cose. Non mi do pace perché, ove mai non dovessimo riuscirci, non riuscirò a prendermela con Massa, Di Bello, Giacomelli, Fabbri, Guida, Banti o Damato. Non ci riuscirò, molto semplicemente. E di questo me ne faccio una colpa, perché dovrei comunque rivendicare ciò di cui sono stato defraudato ma non ne sarò capace. Penserò che siamo stati inadeguati, tecnicamente e mentalmente. E mi resterà dentro solo rabbia e frustrazione per la terza monumentale inculata, dopo i rigori col Milan e i venti minuti di follia in Austria. Per questo è così importante questo cazzo di quarto posto. Assumerebbe un grande valore simbolico, aldilà del dato tecnico o economico. Vorrebbe dire che qualcosa potrà cambiare veramente nel nostro DNA, che non saremo più solo la squadra che 7 volte nelle ultime 20 edizioni è arrivata in finale di Coppa Italia, 5 volte l’ha vinta e 4 volte ci ha aggiunto una Supercoppa. Vorrebbe dire che la maledizione sarà terminata, che nel giro, una volta ogni tanto, possiamo finirci anche noi, invece di stare sempre a guardare e di ridurre la nostra stagione al tabellone della Coppa Italia.
È più di un quarto posto, questo Lazio-Inter. Molto di più.

Io sto a pezzi, non so voi. Se non ce la dovessimo fare, credo che non starei, comunque, peggio di stasera. Avrei, almeno, la consolazione della parola FINE su questa stagione. Finita veramente, a quel punto. E fino a Ferragosto non vorrò sentire parlare di calcio.
Viceversa, ce la dovessimo fare, penso che lo vivrò come un trofeo, pur non essendo affatto un trofeo. Ma per il valore che assumerebbe, una volta tanto forzerò un concetto che ho sempre rifiutato.

Ah, questo forum sarà l’unico “spazio” calcistico che vedrò in questi giorni. Non avrò la forza di vedere il canale 200 di SKY con Petrucci che snocciola il bollettino medico né avrò la forza di andare su altri siti di calcio a leggere notizie. Non ce la farò.
Solo una preghiera, però. Mi piacerebbe non leggere “Se giochiamo come sappiamo”. Ognuno ha le sue manie. C’è chi non sopporta le unghiate involontarie sulla lavagna, chi l’odore dell’acqua stantia nei sottovasi, chi il rumore degli autobus di notte. Fatemelo come regalo. È una frase che mi provoca istinti violenti. Già sarà una settimana demmerda. In nome di tutte le cazzate scritte in questi anni, fatemi questo regalo.


Re:"Se giochiamo come sappiamo"
« Risposta #1 il: 14 Mag 2018, 04:17 »
Ok per la tua richiesta finale.

Per il resto, essendo tu uno degli utenti che leggo più volentieri, vorrei poter articolare una risposta più elaborata ma al momento non ne sono psicologicamente capace, ci provo domani, prometto.
Stavolta non riesco proprio a condividere la tua visione, eccetto il fatto che la stagione sia stata pesante e logorante, io ancora ripenso a quei 10 minuti del cazzo a salisburgo....

Offline sorazio

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Re:"Se giochiamo come sappiamo"
« Risposta #2 il: 14 Mag 2018, 05:33 »
Dear Cucciolo,
non è questione di giocare come sappiamo ma piuttosto di raschiare il fondo del barile per trovare le forza mentali psicologiche fisiche che necessitiamo per portare a termine una stagione monumentale a mio avviso, che ci ha visto essere all'altezza delle aspettative. Dico monumentale perché nessuno di noi si sarebbe mai immaginato un immobile del genere un radu del genere, un Parolo o luis Alberto così sotto ai riflettori, per una volta voglio essere felice di quello che ho, nonostante sono il primo a massacrare la squadra quando necessita prendendomi gli insulti del forum, per poi avverarsi quello che dico. Ma ci sta non sto a rivangare, ma se ripenso alla stagione sono molto più che contento della mia Lazio

Online Tarallo

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Re:"Se giochiamo come sappiamo"
« Risposta #3 il: 14 Mag 2018, 06:35 »
Bel topic.
Io ho una memoria fracica, ma non credo di sbagliare se dico che il laziale ricorda sì Bazzoli e Treossi, ma Empoli, Novara e il rigore di Zarate con l'Udinese sono i capisaldi dei nostri quasi trionfi. Sempre con squadre demmerda. Beh, quasi sempre. Napoli è molto più recente e io la ricorderò per molto tempo. Questa è la mia speranza. L'Inter, per quanto a psicodrammi sia fra le poche squadre che ci battono, è una signora squadra.
Vedremo se, fra anni e anni, ci ricorderemo solo dei sessantamila festanti con l'Inter, un nuovo cinque maggio solo qncora più bello, o se Crotone si aggiungerà alla lunga lista di squadre demmerda che non siamo risuciti a battere e rappresentavano l'ultimo ostacolo. Perché su questo ti do ragione, secondo me Giacomelli resterà una figura mitologica di questa stagione, come un mostro di una favola lontana che oggi fa sorridere, ma se dovesse andar male sarà Crotone, come Empoli, come Novara, a uscire fuori in quelle discussione masochistiche di tarda notte con cui il laziale adora lacerarsi l'anima.

Online Tarallo

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Re:"Se giochiamo come sappiamo"
« Risposta #4 il: 14 Mag 2018, 07:14 »
Voglio dire, perché nel caso, molto più inquietante, il mostro saremmo noi. E combattere un mostro che abbiamo in noi è molto più angosciante di una lotta per la giustizia. Vedremo, io sono fiducioso.

Offline bizio67

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Re:"Se giochiamo come sappiamo"
« Risposta #5 il: 14 Mag 2018, 07:29 »
Io sono fiducioso e non capisco gli insulti ad alcuni giocatori che, senza i furti, avrebbero già conquistato la cl sul campo...anch'io ieri mi sono avvelenato per la mollezza dimostrata  ma penso che la squadra non ne abbia più oltre i limiti tecnici delle secondo linee già conosciuti...Genoa e toro 18000 presenze forse in 40000 il punto si rimediava...
Re:"Se giochiamo come sappiamo"
« Risposta #6 il: 14 Mag 2018, 07:49 »
Genoa e toro 18000 presenze forse in 40000 il punto si rimediava...
Al di là del fatto che è bellissimo avere uno stadio pieno e che questa Lazio lo merita pure, sabato in Inter-Sassuolo c'erano 70000 spettatori ...
Re:"Se giochiamo come sappiamo"
« Risposta #7 il: 14 Mag 2018, 08:03 »
Di questi tempi o giù di lì, quindici anni fa, scrivevo i miei primi post su lazio.net.
Nei tre anni precedenti leggevo e basta, pensando che occorresse chissà quale complessa operazione per iscriversi. Sono sempre stato abbastanza ricalcitrante alla tecnologia e il prezzo da pagare fu di non potermi godere lo Scudetto scrivendo qualcosa, partecipando attivamente alla gioia, anzi alla Gioia comune con tanti fratelli laziali. 
In questi 15 anni non so quanti topic sulla Lazio ho aperto. Non tantissimi, però. Tuttavia, spero che una militanza così lunga mi consenta di aprirne uno tutto mio, anche se su Lazio-Inter un topic già c’è. E ne spunteranno anche altri. Confido in una Moderazione benevola, quindi. Che non lo accorpi ma lo lasci autonomo.
La prendo alla larga. È stata una stagione davvero difficile, questa. Per quanto accaduto sull’altra sponda. Inutile nascondersi. O almeno, io non mi nascondo perché ho temuto davvero l’irreparabile. Ci è andata di lusso e dal 2 maggio avevo deciso che “accada quel che accada”, la mia stagione era personalmente finita.
1 trofeo contro 0 trofei. Questo il succinto bilancio stagionale.
E al diavolo le delusioni cocenti contro Milan e Salisburgo. Metabolizzate. Quando sei lì a pregare che la tua rivale storica non vinca il trofeo più importante e le tue preghiere vengono assecondate, tutto assume un altro significato, si ristabilisce un senso delle proporzioni e forse anche della realtà. Ho fatto più fioretti in quei giorni che in tutto il resto della mia vita. Il primo fioretto è di diventare un uomo migliore nel caso in cui non l’avessero alzata, quella Coppa. E ora mi toccherà esserlo. Un padre migliore, un marito migliore, un amico migliore, perfino un tifoso migliore.
Ciò premesso, non ho mai avuto il mito di andarmi a giocare la Champions League, per tanti ordini di motivi che non sto qua a spiegare, avendolo già fatto ripetutamente negli anni. Tra la vittoria di una Coppa Italia e un accesso ai gironi di CL, per me non c’è paragone possibile. Come, a bocce ferme, non c’è paragone tra vincere una Supercoppa Italiana e arrivare ai gironi di CL. Certo, c’è una differenza di 20 milioni o quelli che sono. Leggo pure che ora sono diventati 35. Una volta erano 20, se arrivavi ai gironi. Ma tanto, al dunque, l’estate scorsa ci ha dimostrato che se 35 milioni ce li hai in cassa, non è detto che li spendi. E infatti ci ritroviamo a giocare le partite decisive della stagione con Murgia, Nani e Caicedo. Questo per non dover sempre citare il povero Vignaroli.
Perché, allora, lo sto vivendo così male questo finale nonostante queste premesse farebbero pensare il contrario? Penso che la ragione principale risieda proprio nel fatto che mai come quest’anno tutto un complesso di cose, come direbbe Paolo Conte, ci avrebbe consentito di potercela fare.
Larga parte sono meriti tutti nostri, sia chiaro. Nonostante arbitraggi che ci hanno defraudato ripetutamente, ci siamo fatti trovare nelle posizioni giuste a un pugno di partite dalla fine. E però a questi meriti si sono aggiunte delle variabili che, da tifoso che segue la Lazio coscientemente da 36 anni, mai mi era capitato di registrare. Le due partite casalinghe dell’Inter e la nostra contro l’Atalanta hanno rappresentato un trittico di quelli che ti fanno gridare al miracolo. E chi c’era abituato? Il massimo che io ricordi è la vittoria dell’eliminato Zurigo contro il Vaslui, che ci ha consentito di passare da secondi il girone battendo lo Sporting Lisbona, già qualificatosi da primo. Ma mettiamoci pure il pari tra Marsiglia e Feyenoord che ci consentì di passare il girone anche in caso di pareggio a Londra col Chelsea. Vincemmo ma anche pareggiando saremmo passati. Tolgo questi episodi e cosa resta? A quanti altri Inter-Sassuolo ci era mai capitato di assistere?
È questo che non mi dà pace. Ci è capitata una cosa non da Lazio. Ma forse è proprio per questo non l’abbiamo sfruttata. Forse non eravamo pronti, forse non c’è stato manco il tempo per elaborare quale razza di vantaggio ci era stato dato, consegnato su un piatto di platino. Oggi era l’occasione per chiudere una stagione logorante, sfibrante, macerante. E non l’abbiamo capitalizzata, contro Martella, Ceccherini, Barberis e Nalini.
Non mi do pace per come si sono messe le cose. Non mi do pace perché, ove mai non dovessimo riuscirci, non riuscirò a prendermela con Massa, Di Bello, Giacomelli, Fabbri, Guida, Banti o Damato. Non ci riuscirò, molto semplicemente. E di questo me ne faccio una colpa, perché dovrei comunque rivendicare ciò di cui sono stato defraudato ma non ne sarò capace. Penserò che siamo stati inadeguati, tecnicamente e mentalmente. E mi resterà dentro solo rabbia e frustrazione per la terza monumentale inculata, dopo i rigori col Milan e i venti minuti di follia in Austria. Per questo è così importante questo cazzo di quarto posto. Assumerebbe un grande valore simbolico, aldilà del dato tecnico o economico. Vorrebbe dire che qualcosa potrà cambiare veramente nel nostro DNA, che non saremo più solo la squadra che 7 volte nelle ultime 20 edizioni è arrivata in finale di Coppa Italia, 5 volte l’ha vinta e 4 volte ci ha aggiunto una Supercoppa. Vorrebbe dire che la maledizione sarà terminata, che nel giro, una volta ogni tanto, possiamo finirci anche noi, invece di stare sempre a guardare e di ridurre la nostra stagione al tabellone della Coppa Italia.
È più di un quarto posto, questo Lazio-Inter. Molto di più.

Io sto a pezzi, non so voi. Se non ce la dovessimo fare, credo che non starei, comunque, peggio di stasera. Avrei, almeno, la consolazione della parola FINE su questa stagione. Finita veramente, a quel punto. E fino a Ferragosto non vorrò sentire parlare di calcio.
Viceversa, ce la dovessimo fare, penso che lo vivrò come un trofeo, pur non essendo affatto un trofeo. Ma per il valore che assumerebbe, una volta tanto forzerò un concetto che ho sempre rifiutato.

Ah, questo forum sarà l’unico “spazio” calcistico che vedrò in questi giorni. Non avrò la forza di vedere il canale 200 di SKY con Petrucci che snocciola il bollettino medico né avrò la forza di andare su altri siti di calcio a leggere notizie. Non ce la farò.
Solo una preghiera, però. Mi piacerebbe non leggere “Se giochiamo come sappiamo”. Ognuno ha le sue manie. C’è chi non sopporta le unghiate involontarie sulla lavagna, chi l’odore dell’acqua stantia nei sottovasi, chi il rumore degli autobus di notte. Fatemelo come regalo. È una frase che mi provoca istinti violenti. Già sarà una settimana demmerda. In nome di tutte le cazzate scritte in questi anni, fatemi questo regalo.


Condivido tutto,dalla prima all’ultima parola,hai scritto in modo perfetto quelli che sono i miei pensieri ...

Offline WhiteBluesBrother

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Re:"Se giochiamo come sappiamo"
« Risposta #8 il: 14 Mag 2018, 08:10 »
Bravo Cuchi.
Condivido in gran parte. Da segnalare che manca una partita decisiva quindi tutto quel che accadrà di positivo o negativo domenica risalterà molto nella nostra memoria, sperando non ci siano ulteriori porcherie arbitrali.
Re:"Se giochiamo come sappiamo"
« Risposta #9 il: 14 Mag 2018, 08:33 »

 E fino a Ferragosto non vorrò sentire parlare di calcio.
 
Condvido tutto, a parte questa evidente bugia. :D

Offline bak

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Re:"Se giochiamo come sappiamo"
« Risposta #10 il: 14 Mag 2018, 08:53 »
Genoa e toro 18000 presenze forse in 40000 il punto si rimediava...

In orimis parli di due partite giocate di lunedì, vado a memoria. Contro il Genoa abbiamo giocato da schifo, e contro il Torino, fino al Jack 'o Melly show, non avevamo creato un cazzo di niente.
In campo si va undici contro undici.
Fosse per il contorno festante, la rappresentativa del terzo cimitero di Roma avrebbe due scudetti in più, una Coppa campioni, una coppa uefa e qualche Coppa Italia.

Offline bizio67

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Re:"Se giochiamo come sappiamo"
« Risposta #11 il: 14 Mag 2018, 09:06 »
In orimis parli di due partite giocate di lunedì, vado a memoria. Contro il Genoa abbiamo giocato da schifo, e contro il Torino, fino al Jack 'o Melly show, non avevamo creato un cazzo di niente.
In campo si va undici contro undici.
Fosse per il contorno festante, la rappresentativa del terzo cimitero di Roma avrebbe due scudetti in più, una Coppa campioni, una coppa uefa e qualche Coppa Italia.
So benissimo che non segna il pubblico ma questa squadra meritava più seguito secondo me...basta leggere quello che hanno sempre detto i giocatori e la società al riguardo chiedendo maggior presenze e ringranziando quando lo stadio era pieno...penso che il giocatore dia qualcosa in più in campo

Offline bizio67

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Re:"Se giochiamo come sappiamo"
« Risposta #12 il: 14 Mag 2018, 09:08 »
Ovviamente non segna il pubblico ma questa squadra meritava più seguito...la cosa è stata evidenziata più volte dai giocatori un motivo ci sarà penso

Offline bizio67

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Re:"Se giochiamo come sappiamo"
« Risposta #13 il: 14 Mag 2018, 09:09 »
Forza Lazio e Inter merda comunque

Offline bak

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18673
Sesso: Maschio
Re:"Se giochiamo come sappiamo"
« Risposta #14 il: 14 Mag 2018, 09:15 »
So benissimo che non segna il pubblico ma questa squadra meritava più seguito secondo me...basta leggere quello che hanno sempre detto i giocatori e la società al riguardo chiedendo maggior presenze e ringranziando quando lo stadio era pieno...penso che il giocatore dia qualcosa in più in campo

D'accordissimo. Ma il laziale è pigro per natura



queste erano le tribune e la curva di Lazio-Hellas 73-74. A meno di un mese dallo scudetto.

Online Gio

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Re:"Se giochiamo come sappiamo"
« Risposta #15 il: 14 Mag 2018, 09:34 »
Migliora un po' pensare che all'inizio dell'anno avremmo firmato per trovarci in questa situazione all'ultima giornata.
E poi la storia ci insegna che se CL sará, lo sará dopo una partita in cui molti di noi ci avranno rimesso le coronarie.
Per le sentenze ci sará tempo e modo dopo la partita, perché il risultato  cambierá i giudizi.
I tifosi, peró, lasciamoli stare. Sono stati perfetti quest'anno e non possono essere usati come alibi.

Offline Duca

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Re:"Se giochiamo come sappiamo"
« Risposta #16 il: 14 Mag 2018, 09:39 »
Dopo lo sfogo di ieri, l'importante è ricompattarsi e sostenere chiunque vada in campo.
Siamo cotti e ci sono molti infortunati.
L'Inter è più fresca e ha pezzi da novanta.
Noi però abbiamo l'olimpico...  :since


 

cuchillo

cuchillo

Re:"Se giochiamo come sappiamo"
« Risposta #17 il: 14 Mag 2018, 09:42 »
Condvido tutto, a parte questa evidente bugia. :D

E' vero, invece. Ci sono già passato.
L'umore di fine stagione condiziona totalmente la mia estate.

Se andrà bene, seguirò con trepidazione le trattative che riguarderanno Bezziccheri, m'interrogherò sul futuro di Guerrieri, avrò l'ansia di conoscere la data di partenza del ritiro, il calendario delle amichevoli contro il dopolavoro ferroviario altoatesino. Guarderò perfino qualche partita dei Mondiali, cosa che faccio molto poco anche quando gioca l'Italia, interessandomi molto ma molto poco il calcio fuori dalla Lazio.

Se andrà male, credimi, se ne riparla alla prima di campionato.
Chiaro, non senza partecipare alle discussioni relative a questa stagione.
Ma avrò pochissima voglia di parlare di quella futura. Anzi, nessuna voglia.
Aspetterò le prime partite ufficiali e solo quelle.

Offline paolo71

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10136
Sesso: Maschio
Re:"Se giochiamo come sappiamo"
« Risposta #18 il: 14 Mag 2018, 09:43 »
cuchillo forumeticamete ti abbraccio.
Le mie stesse sensazioni.
Era più di un match ball, perchè giocavi non contro il tuo avversario della finale, ma con uno, seppur con un obbiettivo, molto inferiore.

Offline BalkanLaziale

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1455
Sesso: Maschio
Re:"Se giochiamo come sappiamo"
« Risposta #19 il: 14 Mag 2018, 09:45 »
Questo é la Lazio. Non esiste vittoria facile. Avanti tutta per domenica prossima.

 :since
 

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