Oggi siamo stati sfortunati nel primo tempo (chiuso in svantaggio senza subire tiri in porta) e brutti nella ripresa, arrivando quasi all'impossibile compito di giustificare la nostra sconfitta...
Però, come si dice a Roma, "famo a capisse": se a Reja e ai giocatori piace tanto ripetere quel set di frasi fatte un po' sceme tipo "viviamo di giornata in giornata" oppure "facciamo la corsa solo su di noi", senza annunciare obiettivi concreti neanche dopo sei mesi di campionato ad altissimi livelli, poi IMHO è legittimo incavolarsi per una prestazione insufficiente come quella di oggi.
La giornata si presentava propizia, non sulla carta ma alla radio: Juve Palermo e Roma stanno annaspando, l'Udinese si conferma, tu sai che basterebbe un punto per tenerti a galla anche oggi, quando tutto sembra girare male. Lì servono (1) nervi saldi, non le solite scenate isteriche; (2) indicazioni chiare e decise dalla panchina, con cambi tempestivi e variazioni importanti nel modulo, se necessario; (3) le palle di provare anche la giocata difficile (tipo tiro di Ledesma, fra i migliori, e sgroppata di Floccari).
Il secondo tempo di Cagliari secondo me dimostra l'assenza quasi completa di tutti e tre i punti. E allora mi dico: se noi semplici netters e tifosi siamo in grado di ragionare ad alta voce su una tabella, perché la squadra e l'allenatore non escono finalmente e compattamente fuori, allo scoperto, annunciando l'obiettivo quarto posto.
Senza farsi prendere da frenesie o isterie, ma puntando tutto sulla consapevolezza della propria forza, che quest'anno può valere il quarto o il terzo posto. Senza paura, caz.zo! Abbiamo perso 1 punto per strada a Cagliari (o 3 col Lecce, per dire)? Non importa, lo riprendiamo nel derby, col Napoli o con l'Inter fuori casa, ecc...
E così facendo io personalemente sarei più sereno e pronto nel perdonare questo orribile secondo tempo, o lo svarione di quello che considero un campione (anche Baresi faceva qualche cappella ogni tanto, pace!), o le scelte tardive del mister...
Voglio la consapevolezza, la continuità che dalla consapevolezza discende. Voglio una squadra concentrata da qui alla fine del campionato, che regga botta e riparta, anche contro la sfortuna.
E quel che viene viene.