Citazione di: DajeLazioMia il 24 Ott 2021, 22:09
Oppure lo farà, ma serve tempo perché accada.
Comunque le fisse ce le hanno tutti e in genere a tutti gli allenatori serve molto piu tempo per cambiare di quanto tempo serve a noi per pensare determinati cambiamenti. Anche lo scorso anno con Inzaghi "mettete a 4" sembrava fosse una cosa facilissima da fare.
Hai ragione, ma il "mettete a 4" se ricordi bene derivava dalla nostra insofferenza verso il giro palla dal portiere che ci faceva spesso girare altri tipi di palle. Da lì la questione del cambio di modulo, che peraltro applicava spesso in corso d'opera.
Oggi la sensazione è che la squadra non sappia bene cosa fare, e il cambio degli interpreti spesso genera solo il passaggio da una confusione all'altra, perché esterni a parte a me sembra che Cataldi, Leiva, Basic, AKAK, SMS e LA giochino ognuno in maniera diversa, con movimenti diversi e soprattutto ritmi diversi. Differentemente da prima non vedo interpreti che cercano di ricoprire un ruolo facendo più o meno le stesse cose dell'altro (ovviamente con differente qualità e ritmo di gioco).
Questo è l'aspetto che mi preoccupa di più, quello di non intravedere un gioco che punta a prescindere dagli interpreti, laddove naturalmente quelli più bravi possono aggiungere il valore tecnico delle giocate. Ecco, questo aspetto mi sembra più visibile negli esterni, anche se Pedro e FA sono titolarissimi, ma quando Raul moro entra cerca di imitare i loro movimenti. Questa sensazione non la ho nelle altre parti del campo, terzini inclusi: Hysaj fa un lavoro sfiancante di inserimento e di sostegno ai centrali (male, ultimamente, per carità, però lo fa) così come Marusic (meglio). Ma per esempio Lazzari fa tutt'altro e si dedica principalmente alla fase offensiva lasciando spesso praterie intorno a lui, ignorando quasi sempre le diagonali difensive.
Ma ripeto, il mio è un occhio da tifoso e non certo da tecnico. Però Inzaghi applicava alla morte il suo schema e a forza di dai alla fine tutti sapevano come calarsi nel ruolo assegnato. È presto per fare paragoni e per ufficializzarlo, ci mancherebbe, ma la Lazio oggi mi sembra preoccupata di esprimersi in una maniera che forse non ha proprio capito a livello basilare di impostazione. Ed è quindi anche difficile giudicarla, a prescindere dai risultati: anche quando abbiamo vinto, movimenti degli esterni a parte, non sono mai riuscito a notare un'identità anche grezza, anche primordiale, ma in qualche maniera definita.