Sarà che le cose in campo vanno male, che mi vien voglia di parlare più del passato che del presente.
Comunque prendo spunto dalla lista letta in altri topic di tutti gli allenatori dell'era Lotito, per allargare il campo.
In tutti questi anno (non vado oltre perché è da lì che ricordo di aver visto partite della Lazio, e non vorrei mettere Maestrelli in lizza), qual è stato il miglior allenatore che avete visto sulla nostra panchina?
risultati, gioco, carisma, rapporto con l'ambiente: mettete tutto nel calderone e tirate fuori i vostri preferiti.
Possiamo fare anche un gioco, se però collaborate contando il punteggio mano a meno che posrtate: sceglietene tre e metteteli in ordine, diamo 5 punti al primo, tre al secondo e uno al terzo. Ogni volta che scegliete, e quindi assegnate punti, aggiornate la classifica che trovate nel post precedente.
Sono curioso di capire chi è il Mister che è rimasto nei cuori della gente in questi 40 anni.
Ecco la lista:
Eugenio Fascetti
E' l'unico a non aver allenato la nostra in Serie A. Solido e concreto, disponeva di una squadra di buona tecnica per la categoria. Il suo nome è legato alla storica salvezza del -9, una stagione che sembrava poter dare alla Lazio addirittura prospettive di promozione, ma che invece rischiò di chiudere in tragedia la nostra storia. A lui il merito di aver creato un gruppo solido e di aver gettato le basi per la promozione, l'anno successivo. Ancora poco chiari i motivi che gli impedirono di allenare la Lazio neopromossa.
Giuseppe Materazzi
A sorpresa sulla panchina della Lazio al suo ultimo ritorno in A, proveniva dal Pisa ed aveva il profilo giusto per puntare alla salvezza. Mister X nella sua prima stagione, in una Lazio che segnava col contagocce (ma che, almeno inizialmente, perdeva poche partite), un po' meglio nella seconda. Ma in tempi in cui Calleri parlava di UEFA pur non avendo una squadra all'altezza, Materazzi non andò mai oltre una salvezza relativamente tranquilla. Suo il merito di aver puntato forte sui giovani, con gli esordi in A del portiere Fiori, di Paolo Di Canio e del centravanti Antonio Rizzolo, per ricordare quelli che giocarono con maggiore continuità. Probabilmente il limite maggiore fu l'impiego da ala tornante di Gustavo Abel Dezzotti, la cui carriera dimostrò successivamente che avrebbe potuto ricoprire un ruolo da protagonista in quella Lazio.
Dino Zoff
Reduce da una Juventus vincitrice in Coppa Italia e Coppa UEFA, Dino venne accolto come un liberatore. Primo nome importante sulla panchine della Lazio, primo personaggio di spessore internazionale. Con Calleri non si schioda dal trend di Materazzi, migliorando il trend di crescita degli anni precedenti ma con una Lazio sempre decente comprimaria. Inizia ad allenare giocatori di maggiore qualità, a Ruben Sosa si aggiungono Riedle, Doll, Gascoigne, Winter, Stroppa, anche se per lui fra gli imprescindibili igurava sempre Bacci. Ma pur non regalando mai un gioco particolarmente spumeggiante, farà il salto di qualità con Cragnotti, che punta su di lui ( su Signori) per la sua prima Lazio. Sarà l'allenatore che riporterà la Lazio in UEFA. Poi, sostituito da Zeman passerà dietro la scrivania. Richiamato due volte,in sostituzione di Zeman e poi di Eriksonn, salverà entrambe le stagioni con scelte semplici (l'inserimento di Venturin per Rambaudi, l'innesto di un'ala destra pure come Poborsky) portandola Lazio in UEFA e, nel 2001, arrivando a contendere lo scudetto alla Roma sino all'ultima giornata.
Zdeneck Zeman
L'arrivo del boemo, artefice del Foggia dei miracoli, fu salutato da tutti con grande entusiasmo. La sua Lazio è una delle più spettacolari che si ricordi, capace in quegli anni di sotterrare di gol anche la Juve e il Milan. Zeman mise nel carniere un secondo e un terzo posto, guadagnati tuttavia sempre a distanze siderali dai vincitori e senza mai dare, nemmeno nelle coppe, la sensazione che la squadra potesse essere competitiva per la vittoria. A lui dobbiamo soprattutto l'acquisto di Pavel Nedved e Jose Chamot, ma anche la consacrazione di Nesta. Quando la Lazio venne ridimensionata tecnicamente, Zeman incappò in una stagione negativa, in cui le sconfitte e i gol incassati quasi sempre in contropiede, lo portarono all'esonero. I molti laziali delusi, che allora coniarono il termine "Zemaniani", non gli perdonarono mai di aver firmato con la Roma dopo due mesi. Tutti glia latri non gli perdonarono la sconfitta Tenerife per 5 a 2.
Sven Goran Eriksonn
Se a contare fossero solo i risultati, non ci sarebbe storia. Sven è l'allenatore più vincente della nostra Storia. Eppure in quegli anni furono in molti a pensare che fosse proprio il tecnico a rappresentare il limite di una squadra a dir poco stellare. Duttile e meno fondamentalista del tecnico che aveva vinto con Goteborg e Benfica, l'Eriksson laziale è reduce dalle discrete stagioni italiane con Roma, Fiorentina e Sampdoria. Si affida a Mancini e provoca la rottura con Signori, che sarà ceduto dopo tre mesi di convivenza. Si ricrede su Nedved, che diventerà un suo inamovibile. Cambia modo di giocare in ognuna delle tre stagioni: Lazio compatta e contropiedista con Boksic sugli scudi nel '98, spettacolare e potente fisicamente nel '99 con Vieri e Salas, tecnica e grintosa nel 2000, quando nel finale di campionato abbandona il 4-4-2 rodatissimo per provare un 4-5-1 che sfrutti la buona vena di Inzaghi e i piedi fatati di uno dei reparti di centrocampo più forti del calcio mondiale. Vero signore, forse poco carismatico nello spogliatoio, non raggiunse mai la considerazione di Lippi e Capello, negli anni precedenti vincenti su piazze ben più abituate al trionfo. Amaro l'addio con l'approdo alla Nazionale inglese, ne segnerà il declino nella scena internazionale.
Alberto Zaccheroni
Subentra nel 2001 a Dino Zoff, dopo solo quattro giornate. La Lazio, seppur ridimensionata, conta ancora su giocatori di valore mondiale come Peruzzi, Nesta, Stam, Couto, Mihajlovic, Stankovic, Crespo e Claudio Lopez. Non viene accolto bene: in molti ricordano, più che gli ottimi risultati all'Udinese, lo scudetto vinto al Milan nel '99, proprio a scapito di una Lazio danneggiata clamorosamente da arbitri e da partite per lo meno sospette. Alla fine, battendo l'Inter nella famosa partita del 5 maggio, centrerà la qualificazione UEFA, ma di lui si ricorda soprattutto il disastroso derby dell' 1 a 5, con la scellerata scelta di mettere Dino baggio terzino destro con Colonnese e Gottardi in panchina.
Roberto Mancini
E' un alleatore quasi esordiente, ma grazie al suo recente passato di leader in campo, trova subito il feeling con l'ambiente. La paura che non sia pronto e che le cssioni di nesta e Crespo possano ridimensionare la Lazio, che attraversa un travaglio economico che pare infinito, viene presto cancellata: la Lazio gioca benissimo, e alla decima giornata va addirittura in testa al campionato. Finirà quarta, centrando la qualificazione in Champion's league, vitale per le casse societarie e arrivando alla semifinale di Coppa Uefa, eliminata dai futuri campioni (Uefa e Chamion's League) del Porto di Mourinho. Cragnotti passa la mano e in un ambiente compatto ancora di più che nei recenti anni d'oro, guidato da Baraldi Longo e Pessi per conto di Capitalia, Mancini vince la Coppa Italia. In questo biennio si consacra Stankovic, ma Mancio ha soprattutto il merito di recuperare giocatori finiti ai margini come Fiore, assoluto protagonista, e Cesar.Nella sua seconda stagione fallisce la qualificazione in Champion's League perdendo alcune partite con scelte che ancora oggi, gridano vendetta (vedi Brescia). E' l'alleatore che ha vinto di più in carriera dopo essere stato alla Lazio, probabilmente il più vincente di sempre ad essersi seduto sulla nostra panchina.
Domenico Caso
Nomen Omen, si ritrova allenatore della prima squadra per caso, quando dopo il salvataggio di Lotito, è lui che accompagna i giocatori in una tournè estiva in Giappone fissata da tempo. Con una squadra costruita male e in piena emergenza, ma potendo comunque contare su gente del calibro di Oddo, Peruzzi, Couto, Liverani, Giannichedda, Dabo, Simone Inzaghi, Pandev, Bazzani e Paolo di Canio, Mimmo pare non avere il carisma necessario per imporsi, né la necessaria chiarezza tattica per dare una fisionomia alla squadra. Si scontra con Di Canio e viene esonerato prima che finisca il girone di andata.
Giuseppe Papadopulo
Rimette in piedi la barca che rischiava di affondare subentrando a Caso, poco di più. Ma come allenatore esordisce in un derby, il 6 gennaio, che vede una Lazio malandata e imbottita di riserve battere la Roma 3 a 1. A lui si deve l'intuizione di Giannichedda centrale difensivo, come quella di Antonio Filippini terzino destro. ma oltre al carattere, non c'è altro, e alla fine dell'anno non viene riconfermato.
Delio Rossi
Reduce da una stagioe che lo ha visto retrocedere con onore alla guida dell'Atalanta (di Makinwa!), Delio riporta la Lazio in Europa con un gioco spumeggiante, basato sul rombo di centrocampo, le intuizioni di Mauri e i gol di Rocchi e Pandev. Dopo la penalizzazione che esclude la Lazio dall'EL, Delio arriva terzo in campionato, riportando la Lazio a disputare la Champion's League per l'ultima volta. L'esplosione di Pandev, che non si ripeterà più a quei livelli, è forse il suo principale merito. E'anche l'unico a poter contare su uno Zarate straordinario. Le ultime due stagioni non sono fortunate come le due precedenti, sebbene culminate con la vittoria della Coppa Italia.
Davide Ballardini
Passa pochi mesi sulla nostra panchina prima di essere esonerato, a Dicembre. La sua è una Lazio in gravi difficoltà, figlia dei contrasti interni che vedono calciatori importanti epurati e ai margini. Spesso affida la chiavi del centrocampo all'inedita coppia Baronio-Kolarov. Riesce a vincere la Supercoppa Italiana a Pechino contro l'Inter del triplete, ma dopo due vittorie in campionato la Lazio si inceppa e crolla in piena bagarre retrocessione. Si riprenderà con il suo successore, ma anche con l'innesto di quattro titolari (Biava, Dias, il reintegrato Ledesma e Floccari), sui quali Ballardini non ha mai potuto contare.
Edi Reja
Quando arriva in molti tremano: non ha il cv per garantire i risultati che la Lazio si aspetta. Complice un deciso e radicale rinforzo della rosa, risale la classifica e centra la salvezza senza troppi patemi. Con un calcio semplice, che gli frutterà l'appellativo di Minestraro dai suoi detrattori, Reja mette insieme una media punti invidiabile, che porterà la Lazio a sfiorare per due volte (una volta addirittura fallendola per la sola differenza reti!), la qualificazione alla Champion's League. Due anni dopo il suo allontanamento verrà richiamato al capezzale della Lazio per salvarla dalle cattive acque in cui l'ha lasciata Petkovic, e con una media punti all'altezza delle precedenti arriverà a sfiorare la qualificazione all'Europa League. Per molti è l'uomo di calcio che mancava a Formello da troppi anni, per altri è un mestierante incapace di valorizzare la rosa. Dalla sua la media punti notevole, ma pesa anche il limite di non aver mai puntato sui giovani.
Vladimir Petkovic
Chi è? si chiedono tutti quando viene annunciato il suo nome. Reduce da esperienze in chiaroscuro in svizzera, Petko conquista tutti con il carattere deciso ma gentile, gli occhi limpidi e il fare signorile ce ricorda Eriksson. La sua prima Lazio è stellare e nel giorone di andata, con sprazzi d grande spettacolo, contende addirittura lo scudetto alla Juventus di Conte, centrando il record di punti per la Lazio al giro di boa. Fa bene nelle coppe, cetrando i quarti di finale di EL,impresa che mancava dai tempi di Cragnotti, e vincendo la Coppa Italia del 26 marzo, che passerà alla storia come la coppinfaccia ai rivali romanisti. In mezzo però, una squadra che si perde, che fa un girone di ritorno disastroso e che l'anno successivo non inverte il trend, fino all'esonero di dicembre, dopo una serie lunghissima di sconfitte e pochissime vittorie in tutto l'anno solare.
Stefano Pioli
C'è chi sogna Mancini, chi si accontenterebbe dell'ottimo Donadoni visto a Parma, e invece arriva Pioli. Per molti una scelta sensata, è un tecnico che viene da un'esperienza positiva nel Bologna, sebbene abbia alle spalle molti esoneri. Pioli sa che è la sua occasione, e già in ritiro fa capire di volersi calare alla grande in questa avventura: fa cantare l'inno alla squadra, punta forte sul gruppo. La scelta paga, dopo un avvio difficile la Lazio scala la classifica, scopre Felipe Anderson, compatta l'ambiente come mai nei tempi di Lotito e porta i tifosi allo Stadio, a Formello, alla Stazione Termini: ovunque ci sia la Lazio di Pioli, nella stagione della maglia bandiera , ci sono i tifosi. La lazio vince e convince e dopo aver assaporato l'idea di sorpassare la Roma al secondo posto, chiude terza ad un punto e centra il preliminare di Champion's League. Contemporaneamente una grande cavalcata in Coppa Italia viene interrotta ad un passo da trofeo dal doppio palo di Djordjevic ai tempi supplementari contro i vicecampioni d'Europa della Juventus. L'anno successivo qualcosa si rompe, il preliminare vede la Lazio sconfitta così come la finale di Supercoppa, in campionato le cose vanno male e la Lazio a dicembre perde quasi una partita su due. In Europa League le cose vanno meglio e vince d'autorità il girone, il resto è cronaca.
E questi sono i miei voti (che, essendo l'unico a votare, coincidono con la classifica parziale :D):
5 punti: Roberto Mancini
3 punti: Eugenio Fascetti
1 punto: Sven Goran Eriksson
Se avessi votato a giugno, Pioli sarebbe stato in testa.
1-Mancini
2-Eriksson
3-Zoff
E tanto per dire....al 4° posto metto Petkovic!
5 punti Fascetti: per sempre grazie
3 punti Eriksson: si è dimostrato un vincente e conta eccome.
1 punto Zoff: gran signore e gran persona, ci ha portato in Europa inaspettatamente.
Mancini (però gran figlio di ...)
Zoff
Eriksson
Menzione speciale per Zeman, che da noi raggiunse il top.
Minzione speciale per Zaccheroni.
Oh, aggiorno io la prima volta:
Mancini 15
Fascetti 8
Eriksson 8
Zoff 5
Nessuno .
Sempre quello sbagliato anche al momento giusto .
Per dire .
Mancini allenatore dal 1997 al 2002 sarebbero stati 5 scudetti e forse una o due coppe in piu' .
Pero' , ripensandoci , Eugenio . Altri ci sarebbero riusciti ?
Citazione di: COLDILANA61 il 16 Dic 2015, 13:46
Mancini allenatore dal 1997 al 2002 sarebbero stati 5 scudetti e forse una o due coppe in piu' .
5 magari no, però 2 credo proprio di sì.
Però non avrebbe potuto giocare quindi forse ne vincevamo uno solo lo stesso... :)
comunque:
1- Rossi
2- Mancini
3- Zoff
Eriksson
Zoff
Pioli
Mancini 15
Eriksson 9
Fascetti 8
Zoff 8
Pioli 1
Edit: classifica PRE robylele
Citazione di: Rorschach il 16 Dic 2015, 13:41
Oh, aggiorno io la prima volta:
Mancini 15
Fascetti 8
Eriksson 8
Zoff 5
Grazie. Se chi vota aggiorna anche la classifica, rende il topic più leggibile.
I Miei
1. Fascetti
2. Eriksson
3. Mancini
Classifica:
Fascetti 25( considerando i 5 di Coldilana)
Mancini 19
Eriksson 16
Zoff 9
Rossi 5
Pioli 1
in base ai risultati ottenuti Eriksson ma gli stessi poi sarebbero "drogati" dai giocatori che allenava
in base alla qualità del gioco espresso Mancini.
Menzione speciale per Fascetti e i primi 2 anni di Zeman.
Però faremmo un torto a tutti gli altri perché è come se confrontassimo il parco macchine di Pininfarina con quello mio...
5 svennis
3 fascetti
1 mancini
5 Zoff - Squadra divertente, tanti goal fatti, buon equilibrio peccato per una rosa non all'altezza delle primissime
3 Mancio - Gran gioco, leader, ma le assenze di Nesta e Crespo hanno pesato, alla fine
1 Reja - Risultati oltre le aspettative, ha sconfitto la crisi del secondo anno, squadra non spettacolare ma solida ed equilibrata
Fascetti 28 (con i 3 di Porgascogne)
Mancini 23 (con l'uno di Porgascogne)
Eriksson 21 (con i 5 di Porgascogne)
Zoff 14
Rossi 5
Pioli 1
Reja 1
Anger1
secondo me nessuno è un top allenatore.
in quanto a metterci del suo: Zeman
in quanto a vittorie: Eriksson
complessivamente: Mancini
A me, se non retrocediamo, interessa il bel gioco. Perché col bel gioco puoi sperare di arrivare in alto, con Reja raccogli punti, per un po'.
Su questa base scelgo senza alcun tema di smentita Mancini per primo, Pioli per secondo (primo per la fase di non possesso) e Zoff terzo.
Zeman oo damo ae cimici.
A mio avviso, l'allenatore che ha ottenuto di più in relazione al materiale che aveva in mano é Delio Rossi.
Soprattutto nell'annata 2006/2007
Non é stata la Lazio più bella, pero' se faccio la lista di quella formazione, l'averla portata in Champion's é stata una grandissima impresa.
1) da telefono uno spesso non legge tutto il topic, non e' praticissimo. Io ho letto il primo test e ho pensato, avranno espresso tutti la loro opinione, esprimo la mia.
2) se volete un sondaggio, fate un sondaggio.
1)Fascetti per sempre.quel gruppo è leggenda
poi Eriksson.ma già è un altra epoca
Citazione di: Tarallo il 16 Dic 2015, 15:13
1) da telefono uno spesso non legge tutto il topic, non e' praticissimo. Io ho letto il primo test e ho pensato, avranno espresso tutti la loro opinione, esprimo la mia.
2) se volete un sondaggio, fate un sondaggio.
Rispondo a te, e così pure a Porga, che mi ha chiamato in causa come estensore del topic.
E' vero che con un topic chilometrico potevo aspettarmi che qualcuno non leggesse la richiesta di aggiormnamento se posta in fondo al testo: colpa mia.
Non ho fatto un sondaggio perché volevo dare la possibilità di avere un "voto calibrato" (5-3-1 appunto). Aggiornare la classifica, se vi va di farlo, permette col minimo sforzo per ogni utente di avere sott'occhio il trend delle opinioni.
Detto questo, mica è un obbligo :)
Come ho scritto prima, è un gioco, che si regge sulla disponibilità altrui: se vi va, lo fate, sennò amen, è comunque un topic di discussione. Io non mi metterò ad aggiornare costantemente, se a qualcuno andrà ogni tanto di mettere ordine mi farà piacere. Se altri voteranno aggiornando, meglio. Sennò, stikatzi, in grandissima tranquillità.
Non vi inkazzate che non ne vale la pena, lo dico pure a chi si aspetterebbe gli aggiornamenti costanti.
Forza Lazio
Ma chi si incazza :lol:
Poi con te figurati :luv:
Magari col sellerone, ma con te...
Andavo di corsa. :)
Trent'anni di panchine, sembra un topic di Garcia Marquez (a proposito: è svincolato?), ma provo a dire la mia.
Ebbene, a me piacque il primo Zoff (1990) quello che tanto ci serviva per sprovincializzarci un po', anzi molto. Mi piaceva il personaggio, un monumento del calcio che arriva nella modesta Lazio calleriana in ansia di riportarsi nel calcio che conta. E poi non dimentichiamo che era un ex allenatore della Nazionale olimpica e fresco vincitore di un double, UEFA-Coppa Italia, con la Juventus, che pensò bene di esonerarlo (per Maifredi ...).
Poi mi piacque anche lo Zoff-bis (1997), che mise le cosine a posto (centrocampo a quattro, regimi del motore ridotti, cose pratiche) e portò una squadra che ipnotizzata dalle droghe zemaniane si avvicinava pericolosamente al fondo classifica fino a un fantastico quarto posto, preludio ai fasti eriksonniani.
Poi ancora di più il Zoff-ter (2001), che riprese una squadra in confusione, ma pur sempre di grandioso livello, e la rimise in moto fino a sfiorare un incredibile, insperabile e irrealizzato (ma soltanto rinviato ...) terzo scudetto.
Ecco, si potrebbe magari proporre a Lotito un nuovo allenatore con una pazza idea, uno Zoff-quater.
Ma non lo farò, perché non mi va di aprire un topic e perché poi Dino ha oggi ben altri problemi.
Ciao Dino! Stiamo tutti qui, hai visto mai ...
Eugenio Fascetti
Dino Zoff
Delio Rossi
Fascetti e Rossi per quanto mi riguarda meritano una menzione speciale per aver lavorato in condizioni non propriamente agevoli.
Mancini
Fascetti
Delio
- Zoff tutta la vita
- Fascetti
- Petko
:ssl
1) Mancini
2) Eriksson
3) Zoff
tra gli allenatori " offensivi" Mancini, per quello che ha fatto con noi e come dimostra la sua successiva carriera
tra gli allenatori " minestrari " Nonno Reja, poco spettacolo ma tanti punti in rapporto alle qualità delle Lazio allenate da lui
I miei tre:
Rossi 5
Eriksson 3
Zeman 1
Classifica aggiornata (escludendo le votazioni non chiare e se ho fatto bene i conti):
Fascetti 39
Mancini 33
Eriksson 27
Zoff 23
Rossi 12
Pioli 1
Reja 1
Zeman 1
Eriksson
Mancini
Fascetti
Inviato dal mio iPhone utilizzando Coppainfaccia 71"
Fascetti
Mancini
Rossi
Mancini
Eriksson
Rossi
Fascetti 45
Mancini 44
Eriksson 35
Zoff 23
Rossi 14
Pioli 1
Reja 1
Zeman 1
-Eriksson
-Zoff
-Rossi
a Fascetti, come sempre, eternamente grazie!
la mia classifica sarà falsata dal fatto che non andavo allo stadio prima di lotito (o comunque molto raramente) e non avevo la paytv, cosa che mi permette di ricordare bene solo le partite recenti. Quindi sarà una classifica degli allenatori degli ultimi anni.
1) Rossi
2) Reja
3) Pioli (nonostante tutto)
Mancini
Reja
Rossi
Sven con quella squadra avrebbe dovuto vincere tutto
che bel topic, grazie ! :)
5- zeman
3- mancini
1- petkovic
Citazione di: Tarallo il 16 Dic 2015, 15:01
A me, se non retrocediamo, interessa il bel gioco. Perché col bel gioco puoi sperare di arrivare in alto, con Reja raccogli punti, per un po'.
Su questa base scelgo senza alcun tema di smentita Mancini per primo, Pioli per secondo (primo per la fase di non possesso) e Zoff terzo.
Mi scuso per l'ot ( magari continuiamo nel topic apposito )
ma io sarei curioso di sapere come giustifichi la tua teoria che l'anno scorso Pioli è stato un drago
e quest'anno invece una schiappa.
Che je' successo?
zoff
mancini
fascetti
reja
rossi
5 Eriksson
3 Zoff
1 Mancini
Non mi aspettavo un risultato così favorevole per Dino Zoff.
Mancini
Eriksson
Zoff
In realtà Eriksson non mi piaceva ma mi sembra veramente sgarbato non mettere l'allenatore del secondo scudetto!
Eriksson
Zoff
Mancini
La mia classifica in base solo al gioco espresso:
Zeman
Mancini
Pioli
per me, in relazione alle rose ed a quello che stava attraversando la Lazio in termini di difficoltà non solo sportiva
Fascetti
Mancini
Reja
Citazione di: kelly slater il 16 Dic 2015, 23:31
Mi scuso per l'ot ( magari continuiamo nel topic apposito )
ma io sarei curioso di sapere come giustifichi la tua teoria che l'anno scorso Pioli è stato un drago
e quest'anno invece una schiappa.
Che je' successo?
OT
Provo a spiegare, premettendo l'ovvio, e cioe' che la mia e' una teoria, basata su quasi niente e indimostrabile, ma temo che questo sia vero per il 99% delle cose che scriviamo qui quando pontifichiamo di pallone.
Pioli e' arrivato con un'idea di 4-3-3 in testa. Si e' trovato una squadra fatta al bacio per questo modulo, particolarmente in alcuni ruoli: 1) Biglia-Parolo. Fatti apposta, proprio. Il giusto mix di baricentro basso (nel senso di scendere a impostare) e capacita' di costruire anche a ridosso dell'area (ricorderete che Ledesma negli ultimi 30 metri era nullo, scaldabagno e un lancio per Rocchi a parte) in Biglia, perfetta combinazione di dinamismo e verticalizzazioni, con conclusioni ottime, in Parolo. 2) I laterali. Candreva e FA? Dipinti per il 4-3-3. In un 4-4-2 perderebbero la loro propensione al gol essendo troppo larghi, in un 4-2-3-1 si allontanano troppo dalla porta.
Quest'anno per me Pioli ha subito un paio di tragedie. La prima e' la mancata soluzione del problema De Vrij anche prima del preliminare. Qui dentro c'e' chi continua a dire che ha fatto cappelle scordandosi che era infortunato. Pechino una tragedia, infortuni a raffica, campagna acquisti a scoppio ritardato (anzi anzi, in genere ci vuole un anno a integrarsi, vedi Biglia e FA, Kishna e SMS hanno fatto anche prima. Ma sempre troppo tardi, e alla fine troppo poco). Una volta trovatosi in una situazione difficile, abbiamo scoperto un lato di Pioli che forse conoscevano a Bologna ma noi no: il panico da dubbio. Da quel momento in poi ha cominciato a mettersi in mano a uomini fidati (che fossero in forma o no) e a cambiare duecento moduli in desperate mode on. E' chiaro come non sia in grado di uscirne, quindi deve andere via al piu' presto, Udinese o no, Inter o no, Carpi o no.
EOT
la possiamo spostare della'?
Zeman - perchè quella Lazio giocava come giocherebbe Dio
Fascetti - perchè in quegli anni ho provato le più grandi emozioni calcistiche della mia vita
Eriksson - perchè ci ha portati davanti a tutti nel mondo (anche se certamente non solo per merito suo)
Zoff è stato quello che più di tutti ha tratto il massimo dalle proprie squadre. Con Mancini ho visto il gioco più bello. Fascetti ha fatto una cosa che in quel contesto pochissimi sarebbero stati in grado di fare.
Fascetti
Mancini
Zoff
1) Mancini per distacco.
Allenatore di categoria superiore. Se Lotito un giorno lo porta alla Lazio, lo perdono di tutto.
2) Zoff, soprattutto per il dopo Eriksson dove fece un mezzo miracolo
3) Eriksson, perché il luogo comune che con i giocatori forti sono buoni tutti ad allenare è facile da sostenere, meno da mettere in pratica.
1) Zeman: nessuno ha fatto giocare come lui la Lazio, anche se certe cose non si dimenticano (remember Las Palmas?)
2) Mancini: non gli perdono l'arrivismo ma la sua era una gran bella Lazio in un momento difficilissimo
3) Zoff: è stato per noi l'avvio di una favola bella
P.S. Eriksson doveva vincere tre scudetti con la Lazio che aveva!!!
zoff
mancini
pioli
1) Eriksson
2) Zoff
3) Mancini
Classifica aggiornata (spero di aver fatto bene i conti - non ho considerato Maestro83 perché non é chiaro l'ordine delle sue preferenze):
Mancini 83
Eriksson 60
Fascetti 59
Zoff 51
Rossi 21
Zeman 21
Reja 8
Pioli 4
Petkovic 1
Beh, Svennis non é che non li ha vinti. Non glieli hanno fatti vincere. Sappiamo come. Possiamo dirgli e pesta a corna per le sue avventure europee, quelle sì.
Citazione di: BiancoCeleste il 18 Dic 2015, 20:50
1) Eriksson
2) Zoff
3) Mancini
Classifica aggiornata (spero di aver fatto bene i conti - non ho considerato Maestro83 perché non é chiaro l'ordine delle sue preferenze):
Mancini 83
Eriksson 60
Fascetti 59
Zoff 51
Rossi 21
Zeman 21
Reja 8
Pioli 4
Petkovic 1
1 Zoff
2 Mancini
3 Fascetti
:ssl
Alla faccia dei " Dino Dino vattene, Dino Dino vattene "!
Pioli
Eriksson
Mancini
(Gigi Simoni)
Se in quegli anni, oltre che in campo, avessimo avuto mancini anche in panchina, avremmo sbaragliato tutto lo sbaragliabile.
5 pt mancini
3 pt fascetti (grazie per sempre)
1 pt petkovic (la Lazio più bella degli ultimi dieci anni e il trofeo più orgasmino)
Mancini 92
Eriksson 64
Fascetti 62
Zoff 56
Rossi 21
Zeman 21
Reja 8
Pioli 9
Petkovic 2
Se devo giudicare in base ai risultati raggiunti rapportati alla qualità del capitale umano a disposizione e alla coralità di gioco espressa, dico:
5. Mancini
3. Rossi
1. Materazzi
Sulla "Lazio del Flaminio" penso di aver scritto molto nel corso di questi anni e non vi tedierò ulteriormente.
Certo è che si tratta dell'unica Lazio - del periodo in oggetto - che sia riuscita a battere le prime 3 in classifica nella stessa stagione, a battere con 3 gol di scarto i futuri campioni d'Italia (il Napoli di Maradona e Careca) e a vincere al Meazza col Milan.
Mancini 97
Eriksson 63
Fascetti 63
Zoff 56
Rossi 24
Zeman 21
Pioli 9
Reja 8
Petkovic 3
Materazzi 1
Citazione di: arturo il 18 Dic 2015, 23:05
Alla faccia dei " Dino Dino vattene, Dino Dino vattene "!
stavo a pensà la stessa cosa
1 - Fascetti per il miracolo e per il cuore;
2 - Zoff per la concretezza e la signorilità;
3 - Mancini per quello che poteva essere. :)
Se non fosse per i due mezzi campionati in cui prese la Lazio in corsa (1996-'97 e 2000-'01) metterei Zoff un palmo sopra il Balla e comunque sotto a tutti gli altri, Mimmo Caso incluso.
Uno che con questa formazione è arrivato undicesimo su diciotto era da ritiro del patentino:
Fiori, Bergodi, Sergio, Pin, Gregucci, Soldà, Stroppa, Doll, Riedle, Sclosa, Ruben Sosa.
Quelle due mezze stagoni riscattarono molto. Ma il resto, per me, fu solo da dimenticare.
Zoff e Mancini (il vero allenatore della Lazio dello Scudetto)
1) Fascetti
2) Erikson
3) Mancini
Un plebiscito per Fascetti.
Che non ha mai allenato la Lazio in serie a.
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1. Eriksson. Ha vinto. Un sacco de robba. Società ricca in quel momento, vero, ma grande capacità di gestione dei campioni che c'erano, grande feeling con i risultati, in certi momenti anche ottimo gioco, magari un po' fisico diciamo (i primi 4 mesi del '98, fino al 7 aprile partita-scudetto con la juve furono clamorosi, una cosa tipo 10 vittorie consecutive. E' il periodo anche di 3 dei 4 derby vinti in 4 mesi).
2. Zeman. Per la qualità del gioco. Inarrivabile. Mai più vista una Lazio così bella esteticamente. Anche qui, a mio avviso, soprattutto i primi 4 mesi del primo anno (fino al derby di mazzone, fine novembre, che segnò l'inizio del primo inverno zemaniano). Partite vinte nel primo tempo, 3-4 a zero con un sacco di squadre. MI ricordo 3-0 al torino, 5-1 al napoli nel primo tempo, 5 gol al padova (o alla cremonese) tutti nel secondo tempo. Quel primo anno fu quello dell'8-2 alla fiorentina, del 7-1 al foggia, del 4-1 all'inter qui, con i gol tutti nel primo tempo (il giorno che si suicidò Mia Martini), dello 0-3 a casa della juve. Valanghe di gol, pure contro certe volte (3-4 con la juve, dopo che vincevamo 1-0 e Cravero se fece caccià dal campo e prendemmo un parziale di 0-4, poi mitigato da altri 2 gol nostri alla fine o il 2-2 col parma di Zola, che se Rambaudi (credo, oppure Signori) fa il 3-2 nel secondo tempo invece di prendere il palo della porta di curva nord allo stadio ce portano via tutti con l'ambulanza. Dopo quel palo sragionavo per come stavamo giocando e, esaltato, mi misi a parlare da solo in mezzo alla gente). Il secondo anno fu quello del 4-0 alla juve (mai più rivedrò una partita così bella della Lazio).
3. Reja. Essenzialmente per i risultati e il pragmatismo, per essersi dimostrato un ottimo allenatore per quella Lazio di Lotito. Abbiamo fatto un sacco di punti per 2 anni e mezzo (da quando arrivò a marzo 2010 e per i due campionati successivi). Punti, vittorie, un sacco in trasferta. Fu sfortunato perché perse i preliminari di champions sempre alla fine e calando negli ultimi mesi ma ebbe anche un sacco di infortuni. Un grande zio Edy.
Quindi, v'avrò rin[...]to de chiacchiere, andiamo al sodo: 5 punti a Eriksson, 3 a Zeman, 1 a Reja.