Benevento, classe 77.
Mai seguito il calcio fino alla stagione 93-94.
Terzo liceo, mi capita un nuovo compagno di banco ripetente, tifoso a modo suo della Nostra. Ricordo che imbrattava il banco con le formazioni dell'epoca.
Mi capita di vedere una foto della squadra vestita di tutto punto con le divise giacca e cravatta.
Mi innamoro all'istante. Colpo di fulmine. Signori, Casiraghi e che ve lo dico a fare. E poi Boksic, Salas, Nesta, Vieri.
Gli anni di Cragnotti. Il 14 maggio, un pomeriggio di pioggia anche nella mia Benevento. In trepidante attesa attaccato alla radio.
Mosca bianca. Dalle mie parti ci contiamo sulla punta delle dita. Per contrappasso i romanardi aumentano (non riesco a capire come). Spesso e volentieri mi ritrovo da solo a battermi nelle solite dispute che finiscono con i soliti "undiciannideb": me ne vado chiedendogli se hanno risolto l'amletico e secolare dubbio che li attanaglia.
Quello che mi da più fastidio è quando in genere mi chiedono "come mai proprio della Lazio?", quasi come se gli avessi detto che tifavo per un bologna o un verona. Non spiego mai, non capirebbero. Mi limito ad un "così". Come potrebbero, del resto, comprendere la storia, le gioie ed i dolori, la bellezza, la profondità e l'unicità di una passione come la nostra.