Lazio mai scesa in campo, che ha cercato nevroticamente di concedere gol appena ha potuto, e si è immediatamente suicidata dopo un pareggio regalato da una follia loro. Usciamo per l'ennesima volta ridimensionati da uno scontro diretto, che probabilmente ci riconsegna al nostro solito livello, immediatamente sotto le prime quattro, a un passo dal paradiso, stavolta senza nemmeno il bisogno di sculare, menare o rubare.
Veramente male molti dei nostri, da Strakosha, oggi davvero pessimo, a Badelj, deleterio al posto di Parolo, a LA, evanescente, a Caceres, pecione, allo stesso Ciro, che ha segnato un gol da bomber fantastico, ma non ha tenuto una palla una, né azzeccato uno scatto sul filo del fuorigioco, non riuscendo a far rifiatare la squadra un solo secondo.
Peggio di tutti Inzaghi, che ci ha rifilato il solito modulo vulnerabile e prevedibile, col quale abbiamo fatto i soliti venti minuti di pseudopossesso palla sterile per poi svanire.
Nella classifica della Lazio pesa sicuramente il palo di Acerbi contro il Napoli, ma anche il miracolo di Strakosha su Caputo, e la scivolata del polacco impronunciabile dell'Udinese a 1 cm dal palo. Abbiamo i punti che meritiamo, forse qualcuno di più e non qualcuno di meno.