Sa attaccare gli spazi, ha esperienza, sa dare la palla, sa dettare il passaggio, sa segnare...
Tutto ok.
Però, ve prego, Genoa e Lecce sono stati due avversari a dir poco balneari; il Lecce al centro della difesa per poco non ha dovuto schierare un magazziniere.
Novembre, dicembre, gennaio, giornate corte, avversari affamati, campionato pulsante, neanche un attimo e ti ritrovi 3 giocatori addosso, campi pesanti e giornate rigide, provinciali col veleno nelle vene o big super concentrate, gomitate, pressing, stecche sulle caviglie, ogni centimetro di campo può essere un punto in più in classifica.
Oppure quegli scontri di fine aprile, quasi al termine del campionato ma non ancora alla fine, primi caldi pomeridiani, serate tiepide, partite da dentro o fuori, curve e distinti esauriti, gambe un po' vuote nel sottopassaggio ma tutto passerà, si spera, tra qualche minuto.
Ecco, ho evidenziato due "situazioni" in cui andrebbe meglio pesato l'apporto di Rocchi.
Non certo la situazione sabbia&infradito di partite come le ultime due.
Posto che il movimento, a far scorrere la palla e a tagliare dritto nel cuore della difesa, fatto a Udine (rigore ed espulsione) non si improvvisa. E da solo, quel movimento, vale le due ultime prestazioni messe insieme. Perché quella partita contava veramente.
Ma siamo ancora dalle parti della convalescenza.
Boni coi giudizi biblici su un giocatore che fu ottimo ma che non sappiamo se lo è veramente ancora.