La Lazio soffre l'Atalanta negli scontri diretti: a me sembra evidente, ormai.
Al di là dell'andamento delle singole partite.
Io credo per caratteristiche: loro sono molto dinamici e aggressivi; allo stesso tempo anche molto tecnici, dalla trequarti in su.
Noi l'esatto contrario, in termini di dinamismo: la nostra tecnica è più diffusa tra i reparti, predilegiamo il possesso palla, l'azione manovrata, spesso al piccolo trotto; oppure il contropiede fulmineo.
Giocassimo come il "primo 3-5-2 d'Inzaghi" - quello dei derby di Coppa - per me vedremmo partite diverse, contro di loro.
Ma, nel bene o nel male, non abbiamo più quella mentalità, quella filosofia di gioco.
Se non sei più bravo dell'Atalanta - ovvero vinci i singoli duelli uomo contro uomo - alla fine perdi, perchè loro segnano con una facilità disarmante.
Potevamo rientrare in partita con Immobile; e in tante altre occasioni.
Fallite.
Perdi.
Ma questo non vuol dire che tra noi e loro ci siano tre gol di differenza.
Magari al ritorno - come (quasi) qualche settimana fa - facciamo la partita perfetta (dunque fortunata) e li schiantiamo.
Ora brucia, per modi e proporzioni.
Anche perchè tra le due squadre - oltre ai tifosi, intendo proprio staff e giocatori, più che le società - s'è creata una forte rivalità.
Ma ci sono, oltre l'Atalanta, altre 18 squadre e altre 36 partite.
Se i nostri rinforzi saranno tali, per me non arriveremo molto distanti, sopra o sotto.
Anche l'anno del famigerato "ottavo posto", vincendo lo scontro diretto di fine stagione saremmo andati a -2; dopo i suicidi con Chievo, Spal e Sassuolo (mi pare di ricordare).
Sono bravissimi.
Forse i peggiori per noi.
Ma tante cose dovranno ancora succedere...