Citazione di: happyeagle il 11 Lug 2013, 21:03

Maggio 2001. La reuma, ahimé, vince lo scudetto.
Mia figlia, all'epoca tre anni, frequentava un asilo privato. Torno a casa, lei mi si avvicina e mi dice con candore:"Papà, Totti gol!...".
Fulminato.
"Che hai detto?!".
"Totti gol!". Ed io:"Chi ti ha insegnato queste parole?".
Vengo a sapere che le maestre, con la classica misura nell'agire di puro stampo riommico, erano venute a scuola bardate con maglie, sciarpe e bandiere piscioruggine recitando i loro slogan. "Mortacci vostra" penso "co' tutti i soldi che ve do me fate veni' pure la fija romanista?"
"Vieni qui, bella di papà, che ora papi ti insegna una canzoncina". Me la sono messa sulle ginocchia e le ho insegnato "Vola Lazio vola". "Ecco, tesoro, domani vai dalla maestra e, mi raccomando, gliela canti tutta tutta perbenino. Va bene?!". E così fu.
Non avevo intenzione di creare un imprinting particolare su una figlia femmina ma gli eventi mi costrinsero. Da allora, ogni partita della Lazio davanti alla TV è stata un'occasione per chiamarla vicino a me perché avrebbe portato fortuna e c'era bisogno della sua indispensabile presenza. Pian piano l'amore è sbocciato, violento e passionale, ed è grazie a lei se ora ho rifatto l'abbonamento e sono stato letteralmente trasportato alla finale di Coppa Italia, vivendo una delle più belle emozioni sportive della mia vita. Le sue lacrime - insieme alle mie, confesso - al triplice fischio finale sono un ricordo che porterò per sempre.
Sinceramente, sono contento di lasciarle in eredità questa meravigliosa passione che a sua volta il mio povero papà lasciò a me.
E romammerda.