Pochi minuti fa - sulle frequenze di Radiosei - è intervenuto Fabio, padre di Matteo, che ai microfoni dell'inviato de
Lalaziosiamonoi.it Andrea Centogambe ha parlato della situazione vissuta da suo figlio di appena 20 anni, condannato per direttissima a due mesi. "In questo momento
è come se fossimo in trincea, è un continuo muro contro muro, informazioni che vengono date e non date. Sapere che in Italia il caso è seguito e sta montando ci dà conforto,
se l'attenzione rimane alta la soluzione arriverà prima, lo ha detto pure l'avvocato".
Sono tutti detenuti insieme?
Li hanno mischiati con altre persone che stavano in carcere, di nazionalità diversa.
Non hanno soldi, hanno pochi beni di prima necessità, a partire dalla semplice carta igienica. Mio figlio oggi mi ha detto: "Se esco e non trovo nessuno a prendermi, che faccio?". Fuori dal carcere c'è una landa deserta.
Abbiamo tre ore al mese per visitarli, già ci siamo giocati la prima ora. Da una parte sono contento, perché ho visto che comunque mio figlio e gli altri stanno bene. Dall'altra li ho visti smarriti,
sembrano veramente ragazzini di 10 anni. Ovviamente auspichiamo che si risolverà tutto entro pochi giorni.
Signor Fabio, non si preoccupi qui c'è un "popolo" biancoazzurro che, se martedi non sarà scarcerato, manifesterà come una vera "famiglia" pronta a tutto.....non si preoccupi se suo figlio è "smarrito" in una galera a Varsavia....gli porti il conforto del popolo laziale ......stia bene. Arrivederci