il cono d'ombra

Aperto da aquilante, 04 Ott 2013, 11:37

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aquilante

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l'opinione, molto diffusa, secondo cui lo zoppichio che caratterizza questo avvio di stagione della Lazio sia legato, in qualche modo, ai postumi della sbornia seguita al 26 maggio, non mi convince affatto. si dice, troppo entusiasmo, la testa è altrove, finiamola con questo processo di autoesaltazione

non sono d'accordo. non è in questa ipotesi di eccesso di autostima e di sopravvalutazione di se che va ricercata l'origine - psicologica, ché della natura tecnico-tattica delle attuali difficoltà biancocelesti si parla ovviamente altrove - di prestazioni opache come quella contro il sassuolo o dei secondi tempi contro aesse e udinese. è vero piuttosto l'esatto opposto: questa Lazio soffre di tendenza alla depressione, di sfiducia nei propri mezzi, è incerta sugli obiettivi, tentenna di fronte all'incalzare degli avversari. e se si vuole individuare il punto di rottura nella definizione della personalità di questa squadra, piuttosto che sulla fantastica, gioiosa, esaltante sfida del 26 maggio, lo sguardo si posi sulla triste, beffarda, "inspiegabile" disfatta del 18 agosto. è lì, in quegli abnormi cinque o sei minuti di inizio secondo tempo, che la Lazio ha visto andare in frantumi il proprio io

è quello il cono d'ombra da cui bisogna uscire. la Lazio deve ritrovare la voglia, la rabbia, la convinzione che aveva saputo mettere in campo nelle semifinali e nella finale di coppa. deve ritrovare consapevolezza della propria forza, deve guardare avanti, l'attuale sesto posto deve diventare il punto di partenza per avanzare, palmo dopo palmo, punto dopo punto, verso posizioni di classifica che sono ampiamente alla sua portata

giorni addietro, parlando di hernanes, petkovic ha detto che il brsiliano "deve ritrovare il sorriso". giustissimo, ma non vale soltanto per il profeta. vale per tutti, per la squadra, per lo staff tecnico, per la società. e per i tifosi. non siamo orfani di nulla, la nostra squadra non ha alcun buco incolmabile, non ci sono latenze incurabili, la Lazio ha poco o nulla da invidiare alle cinque squadre che la precedono. è ora di convincersene tutti e di tornare a giocare e a lottare come si deve e come sappiamo in campo, in casa e fuori. forza

AquilaLidense

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io invece volerei basso e affronterei il campionato pensando che 7 squadre sono più forti, e che il mio campionato deve essere con Udinese, Parma, Cagliari, Atalanta e Torino.

in questa maniera è, a mio dire, più facile trovara il fuorore agonoistico che così tanto manca.

ThomasDoll

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E' tutto un complesso di cose, diceva quello. Il problema non è nella testa, secondo me, o non solo, e le scorie del 26 maggio riguardano più i tifosi della squadra. Il problema è che questa ha smesso di essere una squadra, se torna a esserlo si può fare anche molto, ma al momento non c'è coesione perché non ci si aiuta tra compagni e si cerca di risolvere le cose da soli. L'ingresso di Perea, Anderson e Keita e la contemporanea uscita/assenza di Candreva, Hernanes e Ledesma ha mostrato che la mancanza di disposizione al gioco collettivo e la cattiva forma di alcuni è il problema principale della Lazio. Giocatori meno bravi (o solo più giovani) ma con la voglia di fare qualcosa tutti insieme hanno risolto la prima pratica. Petkovic deve dare a questa squadra un gioco e mettere in discussione chi non si adegua.

porgascogne

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Citazione di: ThomasDoll il 04 Ott 2013, 13:06Il problema è che questa ha smesso di essere una squadra, se torna a esserlo si può fare anche molto, ma al momento non c'è coesione perché non ci si aiuta tra compagni e si cerca di risolvere le cose da soli. L'ingresso di Perea, Anderson e Keita e la contemporanea uscita/assenza di Candreva, Hernanes e Ledesma ha mostrato che la mancanza di disposizione al gioco collettivo e la cattiva forma di alcuni è il problema principale della Lazio. Giocatori meno bravi (o solo più giovani) ma con la voglia di fare qualcosa tutti insieme hanno risolto la prima pratica. Petkovic deve dare a questa squadra un gioco e mettere in discussione chi non si adegua.

bravo

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HurricanEagle

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Citazione di: ThomasDoll il 04 Ott 2013, 13:06
E' tutto un complesso di cose, diceva quello. Il problema non è nella testa, secondo me, o non solo, e le scorie del 26 maggio riguardano più i tifosi della squadra. Il problema è che questa ha smesso di essere una squadra, se torna a esserlo si può fare anche molto, ma al momento non c'è coesione perché non ci si aiuta tra compagni e si cerca di risolvere le cose da soli. L'ingresso di Perea, Anderson e Keita e la contemporanea uscita/assenza di Candreva, Hernanes e Ledesma ha mostrato che la mancanza di disposizione al gioco collettivo e la cattiva forma di alcuni è il problema principale della Lazio. Giocatori meno bravi (o solo più giovani) ma con la voglia di fare qualcosa tutti insieme hanno risolto la prima pratica. Petkovic deve dare a questa squadra un gioco e mettere in discussione chi non si adegua.
condivido tutto.

Nex1

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Citazione di: ThomasDoll il 04 Ott 2013, 13:06
E' tutto un complesso di cose, diceva quello. Il problema non è nella testa, secondo me, o non solo, e le scorie del 26 maggio riguardano più i tifosi della squadra. Il problema è che questa ha smesso di essere una squadra, se torna a esserlo si può fare anche molto, ma al momento non c'è coesione perché non ci si aiuta tra compagni e si cerca di risolvere le cose da soli. L'ingresso di Perea, Anderson e Keita e la contemporanea uscita/assenza di Candreva, Hernanes e Ledesma ha mostrato che la mancanza di disposizione al gioco collettivo e la cattiva forma di alcuni è il problema principale della Lazio. Giocatori meno bravi (o solo più giovani) ma con la voglia di fare qualcosa tutti insieme hanno risolto la prima pratica. Petkovic deve dare a questa squadra un gioco e mettere in discussione chi non si adegua.

Condivido anch'io.

eaglemiky

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Citazione di: ThomasDoll il 04 Ott 2013, 13:06
E' tutto un complesso di cose, diceva quello. Il problema non è nella testa, secondo me, o non solo, e le scorie del 26 maggio riguardano più i tifosi della squadra. Il problema è che questa ha smesso di essere una squadra, se torna a esserlo si può fare anche molto, ma al momento non c'è coesione perché non ci si aiuta tra compagni e si cerca di risolvere le cose da soli. L'ingresso di Perea, Anderson e Keita e la contemporanea uscita/assenza di Candreva, Hernanes e Ledesma ha mostrato che la mancanza di disposizione al gioco collettivo e la cattiva forma di alcuni è il problema principale della Lazio. Giocatori meno bravi (o solo più giovani) ma con la voglia di fare qualcosa tutti insieme hanno risolto la prima pratica. Petkovic deve dare a questa squadra un gioco e mettere in discussione chi non si adegua.

Come non essere d'accordo con TD  :beer:.  dovresti scrivere piu spesso da queste parti.

Il Mitico™

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E' quello che ho detto anch'io nell'altro topic, ma nessuno m'ha cagato...

La Lazio gioca bene quando è tranquilla, gioca male quando ha paura di prenderle, questo è un dato comune in tutte le partite, tranne nel derby in cui giustamente si gioca più accorti, e contro il Legia Varsavia dove semplicemente si sono alzati i ritmi per rimediare all'assenza di un regista e vincere.

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matador72

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Citazione di: ThomasDoll il 04 Ott 2013, 13:06
E' tutto un complesso di cose, diceva quello. Il problema non è nella testa, secondo me, o non solo, e le scorie del 26 maggio riguardano più i tifosi della squadra. Il problema è che questa ha smesso di essere una squadra, se torna a esserlo si può fare anche molto, ma al momento non c'è coesione perché non ci si aiuta tra compagni e si cerca di risolvere le cose da soli. L'ingresso di Perea, Anderson e Keita e la contemporanea uscita/assenza di Candreva, Hernanes e Ledesma ha mostrato che la mancanza di disposizione al gioco collettivo e la cattiva forma di alcuni è il problema principale della Lazio. Giocatori meno bravi (o solo più giovani) ma con la voglia di fare qualcosa tutti insieme hanno risolto la prima pratica. Petkovic deve dare a questa squadra un gioco e mettere in discussione chi non si adegua.

Quoto al 100%, purtroppo Hernanes e Candreva , che reputo ottimi giocatori di un livello superiore in questo momento sono un "freno a mano tirato" per la squadra, troppo accentratori del gioco e troppo inclini alla giocata personale piuttosto che quella collettiva.

Alerub

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Citazione di: ThomasDoll il 04 Ott 2013, 13:06
E' tutto un complesso di cose, diceva quello. Il problema non è nella testa, secondo me, o non solo, e le scorie del 26 maggio riguardano più i tifosi della squadra. Il problema è che questa ha smesso di essere una squadra, se torna a esserlo si può fare anche molto, ma al momento non c'è coesione perché non ci si aiuta tra compagni e si cerca di risolvere le cose da soli. L'ingresso di Perea, Anderson e Keita e la contemporanea uscita/assenza di Candreva, Hernanes e Ledesma ha mostrato che la mancanza di disposizione al gioco collettivo e la cattiva forma di alcuni è il problema principale della Lazio. Giocatori meno bravi (o solo più giovani) ma con la voglia di fare qualcosa tutti insieme hanno risolto la prima pratica. Petkovic deve dare a questa squadra un gioco e mettere in discussione chi non si adegua.

sì, concordo con quello che dici TD, fare squadra. Però è pur vero che quest'anno non hai mai avuto un Klose. Un centravanti che la mette quasi sempre dentro. Ieri per la prima volta ho visto una squadra in attacco che mi faceva sperare in un gol ad ogni azione. Per la prima volta non ho sentito l'assenza del centravanti, pure sul 3 a 1. Adesso capire se era il collettivo che faceva segnare con facilità Klose o è Klose che trainava il collettivo è arduo da capire; però rispetto allo scorso anno è evidente la fragilità anche in difesa. Spero davvero che con il collettivo si possa ritrovare una difesa all'altezza.

Sonni Boi

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Citazione di: Alerub il 04 Ott 2013, 14:38
sì, concordo con quello che dici TD, fare squadra. Però è pur vero che quest'anno non hai mai avuto un Klose. Un centravanti che la mette quasi sempre dentro.

Klose ha segnato meno gol di Floccari in tutto l'anno solare 2013, timbrando il cartellino solo in due circostanze: Bologna e Juventus.

Non dobbiamo più affidarci a Klose come gli schiavi d'Egitto con Mosè, è altrove e segnatamente nei punti sottolineati da TD che bisogna cominciare a lavorare.

maumarta

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Condivido alcuni punti dell'analisi di Aquilante mentre sposo in pieno quella di TD.

La squadra abulica e passiva che stiamo vedendo in molti frangenti di questo inizio stagione non è diretta
espressione della sbornia post coppanfaccia, ma nasce da lì.
Potrebbe sembrare la stessa cosa ma non lo è.
Dal discorso terrei fuori i tifosi che, essendo "solo" tifosi, possono vivere i momenti come meglio credono.
Farei un discorso "a due": società e squadra, in questo ordine.

La società, come ha fatto altre volte in passato e sempre in corrispondenza di grandi obbiettivi raggiunti,
si è sentita "arrivata" dopo il 26 maggio.
Le principali operazioni concluse nel mercato estivo avevano una radice ante 26 maggio.
Anderson era stato "apparecchiato" a gennaio.
Biglia abbiamo cominciato a sentirlo nominare a maggio, nel finale di campionato.
Perea è nostro da gennaio.
Dopo il 26 maggio sono "cicciati" tutti gli altri, da Novaretti a Vinicius, passando per Elez.
Yilmaz si è appalesato come nuova opportunità solo ad agosto, parola di Lotito.
Se dico che la riapertura per il turco è arrivata al presidente nel momento in cui lui si aspettava
delle offerte per Hernanes non penso di passare per matto.
Quindi prima della coppanfaccia si è, giustamente, pensato a chiudere le falle a centrocampo.
Dopo il 26 maggio non c'erano più falle, la fame era passata e si sono presi solo dei contorni.
Ora sia chiaro che è molto probabile, secondo me, che la seconda parte del mercato, quella che doveva essere
dedicata a difesa e attacco, fosse tutta concentrata sulla monetizzazione dei mal di pancia di Hernanes.
Legittimo e condivisibile, visto che la dissenteria del brasiliano continua ancora oggi.

Fatto sta che la squadra certi meccanismi tecnico/contabili non li conosce e non li deve conoscere, se non
a cose fatte.
Quindi la squadra, una squadra "femmina" come è spesso stata la Lazio degli ultimi anni, una squadra
con un buon tasso tecnico ma con evidenti limiti di personalità, pensava di poter diventare più grande.
Un paio di innesti di livello, anche uno solo se fosse stato un Yilmaz (tanto per dire un nome), e stavi lì
dove sei sempre stato negli utlimi anni, ma un poì più vicino al gradino più alto.
Chi aveva aspirazioni di grandi palcoscenici sentiva appgare la sua ambizione, chi era più "low profile"
si ringalluzziva al pensiero.
Poi... il nulla.
Anzi un attacco decimato per una operazione mai conclusa (tipo Sculli e Cissè via per... Alfaro), pochi
giorni dopo il poker di supercoppa.
Immagino che molti di loro si saranno guardati in faccia negli spogliatoi.
Se giochi a pallone lo capisci se sei più forte o più debole.
E ti sei riscoperto più debole.
Quel briciolo di autostima che si era formato in alcuni è evaporato.
La luce dell'ambizione negli occhi di altri si è spenta.
Il gruppo si è, più o meno incosciamente, s[...]ato e Petkovic si è ritrovato a dover ricostruire
tutto, come se fosse appena arrivato.

Tutto questo non è il risultato dei bagordi post 26 maggio, ma ne è una conseguenza diretta.

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