Condivido, nel complesso, il discorso di FatDanny.
Fat propone un'analisi della "totalità" che circonda e coinvolge Sarri: è impossibile capire cosa Sarri ci faccia qui, senza considerare l'aspetto della gestione sportiva (Tare: a partire da un nuovo allenatore, costruzione di un ciclo sportivo che duri nel tempo, oltre i bisogni della stretta attualità, che pure conta, perchè sennò arrivi sempre decimo o lotti per la B, come Toro e Fiorentina) e quella della gestione prettamente societaria (Lotito: determinazione del budget a disposizione del d.s. e i modi per accrescerlo).
Fat dunque - preciso meglio il punto - con la sua analisi viaggia nello spazio (la rosa attuale e i suoi vincoli; Tare; Lotito; a cui aggiungerei la storia di ogni singolo calciatore coinvolto in questo progetto) e soprattutto viaggia nel tempo: ovvero, l'arco temporale necessario per avviare un nuovo ciclo sportivo, con a capo un nuovo allenatore, completamente diverso dal suo predecessore. Se poi non si vuole viaggiare nel tempo, lo capisco, ma sono scelte.
L'economia (sportiva) procede per cicli, non è una linea retta: purtroppo però - anche se tutto andasse bene: e non è detto - la crescita non è infinita, e ad un certo punto s'incontrano i limiti del singolo, sia esso un individuo o un'azienda, e del contesto - limiti di budget, ad esempio, ma non solo: anche le idee, non sono inesauribili; quelle del d.s., certamente; ma soprattutto quelle del presidente, che tiene la cassa e dovrebbe cercare nuovi modi per accrescerne il contenuto... oltre a pescare giocatori semisconosciuti a poco, per poi rivenderli a tanto, prima o poi - ok, Muriqi e Vavro (10M!). Altri colpi fallimentari, ne abbiamo, a quei costi? Con quelle aspettative di valore? Non ne ricordo - tra Vavro e Muriqi ballano 10M, comunque.
La crescita (di un ciclo) avviene una tappa alla volta: il tempo di consumare costi e risultati dei precedenti investimenti; e poi si rilancia, sperando di avere più soldi di prima (o quantomeno, aver aumentato il proprio valore nel tempo: la Lazio degli ultimi cinque anni, in crescita costante, sino al suo limite attuale).
Serve pazienza, per avviare un nuovo ciclo - gradualmente - se non scoprono pozzi di petrolio, o si abbiano linee di credito infinite.
Sarri è qui, fra le tante, per due ragioni: la certificazione della avvenuta crescita degli ultimi anni, con un "boss" di nome ma a costi compatibili per la nostra dimensione, spendibile anche con i migliori calciatori in rosa e la piazza (perchè Lotito dovrebbe cacciare Tare, dopo questa crescita? Boh. Nemmeno Inzaghi, voleva cacciare!); ma Sarri è qui anche perchè la moda del nostro tempo gonfia le tasche degli allenatori giochisti, che fanno un calcio d'attacco, propositivo; e anche questo conta, assieme al risultato. Si dice che questo coraggio porti maggiori punti, alla lunga: non lo so. Ho i miei dubbi. Se non si può combattere ad armi pari, si fa la guerriglia. Però, boh. Sacchi dice sempre sia così! E poi... il gusto del bello! Oggi, tutto deve essere bello! Che sarà, poi, questo bello, boh? Pure una vetrina illuminata è bella!
Se non si può sempre vincere (no, la Lazio difficilmente vincerà lo scudetto con Lotito: mi dispiace tanto!), magari si può pensare di credere anche a qualcos'altro: dopo il calcio della "Grande Famiglia Lazio"; ora il calcio coraggioso, aggressivo, maniacale, tutto d'un fiato di Sarri. La Lazio vincerà di più, rispetto a se avesse avuto Mazzarri in panchina? Forse, sì; forse, no. Ma così è più "sexy", no? Diamoci un po' di speranza - almeno quella - e qatarioti; amerigani; e il mago Sartori; sono altrove...
Concludo.
Sarri non deve cancellare Inzaghi.
Sarri deve partire dalla grande crescita sportiva, favorita da Inzaghi, per mantenerla (al netto del tempo d'assestamento, necessario) o migliorarla (difficile) - questo riguarda anche i singoli calciatori, che devono tanto ad Inzaghi, e non possono certo dimenticare i suoi insegnamenti; devono arricchirli, semmai, con altre nozioni; producendo un nuovo risultato per cercare di migliorare se stessi e il collettivo - sin dove è possibile. Un limite, c'è.
La Lazio potrebbe finire anche in Conference League (la Coppa delle Coppe contro Losanna, Panionios, Lokomotiv e Maiorca, la buttate via? Beati voi!).
Se finisse fuori dalle coppe, invece, sarei addolorato. Ma Sarri, per me, dovrebbe comunque restare.
Perchè - per mezzo di una nuova sessione di mercato; magari una nuova cessione eccellente; e la progressiva scadenza di determinati contratti - la squadra potrebbe venire ulteriormente calibrata, secondo i desideri dell'allenatore (2 anni di contratto, con opzione; Inzaghi, rinnovò a metà percorso).
Molto dipenderà anche dal contesto, circa i risultati finali.
Faccio notare che, ad oggi, delle prime otto società italiane ben cinque appartengono a colossi industriali e finanziari (Juventus, Milan, Inter, asr, Fiorentina); una possiede il miglior settore giovanile d'Italia, miniera di plusvalenze dorate, mentre un tempo i calciatori li inserivano in prima squadra; oltre che un gioco unico nel suo genere, produttivo e vincente a bassissimo costo (Atalanta); una fa capo al pittoresco De Laurentiis, amante dei colpi di teatro, istrione della comunicazione e a suo modo rampollo di grande, storico imprenditore (Napoli - Lotito investirà mai 50M per Osimhen? 40 per Lozano? 30 per Manolas? Davvero? Io non ci credo...).
Forza Lazio!
E forza mister!