Citazione di: AutumnLeaves il 10 Gen 2026, 14:13Le lotte di Lotito, qualsiasi siano e per qualsiasi scopo, non devono coinvolgere le sorti della Lazio, sportive e/o economiche. Il bene della Lazio, per noi tifosi, dovrebbe essere la prima ed insindacabile cosa da chiedere a chi la governa.
Dovrebbe.
ma guarda, su questo sono completamente in disaccordo.
premettendo che non credo nel lotito paladino come già ho detto, penso che stia dalla parte del giusto solo in maniera fortuita, qui si parla di qualcosa, SE dovesse confermarsi vera, che va ben oltre la Lazio.
ovunque ci sia corruzione, mafia, abuso di potere... PRETENDO da cittadino che venga combattuto con tutti i mezzi possibili da chi ha modo di farlo, me compreso.
oh se qualcuno si sente prima laziale che cittadino onesto abbiamo un problema.
io mi auguro che non sia questo il caso.
SPERO (ma non credo) che il nostro sia un caso unico dovuto alla scaramuccia tra gravina e lotito.
se dovesse invece venire fuori un qualcosa di sistematico, di un sistema corrotto, il discorso cambia.
il calcio influisce per lo 0,5% del nostro PIL con quasi 150.000 dipendenti diretti.
se un mostro del genere risultasse corrotto davvero, e non chiacchiere da tifosi, sai che me frega dei punti che mancano? devono saltà tutti in aria. Intanto domani ci sarà un microscopico indizio con la sentenza su Zappi per la questione dei voti e le pressioni su serie C e D, perchè Zappi è il principale oppositore al PGMOL voluta da Gravina per riciclare Rocchi alla direzione tecnica.
Rocchi che ora è il designatore aia che sta facendo sto casino.
A pensar male si fa peccato? ma guarda un po' se il buon Rocchi dal distruggere la credibilità AIA per PRESUNTI favoritismi richiesti dal presidente della FIGC, viene messo in cima alla nuova società che ha come soci chi? FIGC e Lega.
devo dire questo quanto influirebbe su nomine, contratti, soldi ecc se passasse da società indipendente ad avere la Lega (quindi anche i club) come socio vuol dire spostare il baricentro del potere. Perché oggi, per quanto l'AIA abbia mille difetti, almeno l'architettura è questa: gli arbitri rispondono a un sistema "interno" agli arbitri, con una catena di comando che nasce dentro l'associazione e che, in teoria, dovrebbe proteggere la funzione arbitrale dalle convenienze del momento dei singoli club. Se invece crei una società dove i "clienti" del prodotto arbitrale (le Leghe/club) diventano anche proprietari/finanziatori, hai un conflitto d'interessi strutturale. Non serve la mazzetta, non serve la telefonata...basta la logica aziendale. E i pericoli sono concreti.
Nomine e carriere: chi decide AD, direttore tecnico, responsabili VAR, commissioni? Se la governance è condivisa, ogni nomina rischia di diventare merce di scambio.
E quando le nomine sono politiche, anche le scelte tecniche finiscono inevitabilmente "a valle" condizionate, pure solo per autocensura. Contratti e ricatti "puliti": se il tuo stipendio, il rinnovo, la permanenza nel gruppo élite dipendono da una struttura dove siedono anche gli interessi economici dei club, la pressione diventa sistemica. Non è "ti compro": è "ti taglio". E la cosa peggiore è che non lascia tracce. Budget come guinzaglio: formazione, tecnologia, staff, supporto... tutto passa dai soldi. Se i soldi li mettono soggetti con interessi sportivi diretti, il rischio è che il budget diventi leva per orientare linea, comunicazione, priorità, perfino "stile" di arbitraggio richiesto. Gestione delle crisi e comunicazione: oggi già è un caos, ma domani potresti avere comunicazione e "ammissioni" calibrate per proteggere il brand/diritti TV/rapporti con i club. Quindi meno trasparenza reale e più storytelling. Cattura dell'organo: la cosa più pericolosa non è l'episodio singolo, è la normalizzazione. Quando sai che chi ti valuta/ti gestisce è legato ai soggetti che hanno interesse nel risultato complessivo del sistema, ti adatti. E quando ti adatti, la credibilità muore anche senza prove di combine. E capiamoci: la professionalizzazione può anche portare benefici (struttura, tecnologia, preparazione), ma se non metti paletti blindati, è un regalo enorme alla politica calcistica. Paletti minimi? Tipo: direzione tecnica veramente indipendente (non "amico di"), regole di nomina con maggioranze qualificate e incompatibilità nette, audit esterni e tracciabilità delle decisioni, separazione totale tra governance economica e scelte tecniche, mandati brevi e rotazione, pubblicazione di protocolli e criteri, non "fidatevi". Perché altrimenti non stai riformando: stai solo cambiando padrone. E se poi ci piazzi sopra persone già percepite come parte del problema, l'effetto è devastante: da "non mi fido" a "è tutto controllato" il passo è breve. E a quel punto sì, altro che punti e classifica: ti sei giocato la credibilità dell'intero sistema.
Ma in tutto questo casino noi ci concentriamo su quanto lotito possa esprimersi bene o male e sui suoi interessi.
Spero se ne vada domani principalmente per questo, non se ne può più di questo clima ambiente dove la risposta è sempre "piove, lotito ladro" e usando lui come valvola di sfogo nel frattempo passano in sordina alcuni veri responsabili di cosa ben più grosse ad un presidente mediocre che parla male e non è capace a gestire una società di calcio oggi.