Arrendetevi (cit.)

Aperto da GuyMontag, 28 Feb 2013, 13:10

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AquilaLidense

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Citazione di: GuyMontag il 28 Feb 2013, 13:10
Quando un sistema è al collasso, non gli rimangono molte opzioni. A ben vedere, ne ha due: o riesce a riformarsi dall'interno, o deve attendere un intervento esterno. Quanto più questo intervento è traumatico, tante più sono le possibilità di successo. Soluzioni soft, che scalfiscono solo la superficie, brodini caldi, servono a tenere in vita il paziente, in attesa della prossima crisi.

Con una banale metafora, quanto sta accadendo nelle aule parlamentari è quanto si sta verificando all'interno della nostra curva. Potremmo estendere il concetto ad altre curve, e non sbaglieremmo, ma la nostra curva è il laboratorio, la nostra curva è al top del nostro interesse. Se gli ultras del Rubin Kazan non vogliono giocatori di colore, me ne dispiace moltissimo ma, insomma, non possiamo cercare di risolvere tutti i problemi del mondo. Ci pensassero i tifosi sani di Kazan, avranno la nostra solidarietà.

Così come la nostra classe politica non è stata in grado di riformarsi dall'interno, in modo miopissimo incapace di percepire la voragine che - giorno dopo giorno - la separava sempre di più dal mondo reale, la nostra curva si è rivelata inadeguata al compito invero improbo di ripulirsi, di eliminare le scorie senza che qualcuno all'esterno facesse il lavoro per lei.

La UEFA è stata il nostro m5s. Che Platini abbia alzato una coppa insanguinata, o che si sia rivelato non troppo sensibile alle istanze dei cani ucraini, non sposta di un millimetro la sostanza, così come non la sposta il fatto che sicuramente ad analoghi comportamenti non abbiano fatto seguito analoghe sanzioni. Per carità. Ma tornando a noi, la UEFA è stata meno drastica di un Grillo. Non ha chiesto di mandare tutti a casa, ha sanzionato, ha sospeso la sanzione, è rimasta in attesa, ha mandato i suoi sbirri a verificare de visu, solo allora ha deciso di applicare la sanzione. Come spesso succede, se l'arbitro ti dà un giallo e ti avverte che alla prossima ti butta fuori, non è necessario che la prossima sia una gomitata in faccia o un calcio a mezz'altezza. Basta molto meno, e molto meno è bastato nel nostro caso.

Un utente, credo V., faceva notare l'occasione che si presenta. La UEFA in questo caso è nostra preziosa alleata. Il sistema non ha voluto riformarsi dall'interno, non vuole riformarsi. Non siamo ipocriti, non c'era bisogno di constatare le reazioni piccate di tutto il mondo ultras per sapere come la pensano, come l'hanno sempre pensata. Il fatto che per loro romanista ebreo, squadra di negri, banane, onore alle tigri, mameli a paletta, non siano un problema ma la normalità quotidiana, giustifica ampiamente la sorpresa e oserei dire l'indignazione di tutto un settore della tifoseria. Romanista ebreo sulle note di topolino è sempre stato un coretto divertente, cosa c'entra colla politica, noi non siamo mica razzisti, non li ha mai sfiorati l'idea che magari un pochettino sta cosa non era proprio il massimo, che riempire di buu uno perché è nero non colpisce tanto la sensibilità sua, che magari guadagna un botto e se ne frega, ma forse la sensibilità di ogni essere umano... Goliardia, battute da stadio, è peggio chi ruba, gli stupratori, i pedofili. Perbacco, sicuro! Questa collusione strisciante, questo non-stigmatizzare appieno, queste prese di distanza di facciata, ci hanno portato alla situazione attuale.

Il sistema non si è riformato dall'interno perché - come nel mondo politico - è colluso con coloro di cui si dovrebbe liberare. Come nel mondo politico, ci va di mezzo pure un sacco di brava gente, cui fa sinceramente orrore essere associata a fioriti e palettanti. Tipo noi, tipo molti ragazzi che in curva ci vanno con entusiasmo. Noi che di fronte al mondo siamo i cattivi, noi che ci dobbiamo difendere da accuse infamanti, noi che non abbiamo nessuna colpa, anzi. Noi che stigmatizziamo, che fischiamo gli ululatori, noi che siamo estenutati dai decibel, noi che tiriamo un sospiro di sollievo quando tra gli avversari non c'è un nero, noi che pensa se la Lazio incontrasse una squadra israeliana, che già il Tottenham è bastato, noi che dobbiamo andare allo stadio preoccupati non tanto del centrocampo avversario o della scarsa forma dei nostri attaccanti, quanto di cosa potrà avvenire in curva.

Io la mia decisione l'ho presa a suo tempo, vigliacco forse come i palettatori nostrani. Me ne sono andato. Non sopportavo più l'autoreferenzialità di un organismo che nulla più aveva a vedere con l'oggetto del mio amore, la Lazio. Non la curva, non i tifosi della Lazio. La Lazio. E basta. Me ne sono andato in un periodo in cui predominavano contestazioni ad orologeria, insulti per novanta minuti a presidente, staff, giocatori della mia squadra, in cui tifare era considerato quasi un atto di ostilità. Poi il clima era migliorato, nuovi gestori della curva avevano sostituito i vecchi. Ma era un maquillage di superficie, non una volontà di riformarsi. Tant'è che oggi è un fiorire di autodifese, che avremo mai fatto, sono romano e saluto romanamente, alla prossima ve la facciamo vedere noi, migliaia di braccia tese, noi fuori dal sistema ed amenità del genere.

Non illudiamoci che qualcosa cambi, che si trovi una soluzione interna. Tra due partite questi ricominciano. Anzi peggio, siamo eroi che combattono contro il sistema. Noi contro tutti, in Italia, in Europa e nel Mondo.

Dal tempo dei tempi il giullare castigat ridendo mores. Faccio mie le amare parole di un giullare moderno: siete morti che parlate. Siete finiti, non rappresentate più nessuno. Vi siete incartati, avete creato questa enorme area franca, questo mondo altro di cui siete i padroni, dove gli sbirri non entrano, dove come Dredd la legge siete voi, e non sapete più cosa farci. Non sapete più come gestirlo, vi sfugge di mano, parlate a nome un direttivo ma vi lamentate che nun ve danno i megafoni. Arrendetevi, diceva il giullare. Siete circondati, toglietevi la camicia nera, mettetevi una maglietta della Cirio o della Tonini, colorate lo stadio, cambiate finché siete in tempo. Per il bene vostro e nostro, per il bene della Lazio. Altrimenti andatevene dallo stadio, perché sennò alla fine ci sarà qualcuno che vi ci butterà fuori, con le buone o con le cattive.

Nel frattempo un successo l'avete ottenuto. La gente se ne va. Non siete gli unici responsabili, siete in ottima e qualificata compagnia. Ma fate comunque parte dei motivi per cui la gente se ne va, non di quelli per cui la gente va allo stadio.

Arrendetevi. Ché voi, di più famosi trecento, dagli eroi delle Termopili a coloro che - giovani e forti - lasciarono la vita per un ideale, avete solo il numero.

@De Martino: rubba coll'occhi (cit.)

porgascogne

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Citazione di: jp1900 il 28 Feb 2013, 16:02
Io penso che il controllo completo non l'abbiano avuto, ma la tifoseria Laziale era nella direzione giusta per cercare un equilibrio tra i vari mondi.

Ora tutto questo sta saltando o già è saltato: di acqua sporca ce n'era ancora, ma c'era anche un bambino che stavamo cercando di far camminare finalmente per una strada nuova.

Perchè la CN è anche questo spettacolo


E grazie ai "falchi" di entrambe le fazioni stiamo perdendo tutti. Loro, e noi.


bravo, jp

Tarallo

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Scusate, mi sfuggono i falchi di una fazione.

TomYorke

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Citazione di: Tarallo il 28 Feb 2013, 16:10
Scusate, mi sfuggono i falchi di una fazione.

idem.

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Kalle

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Citazione di: Tarallo il 28 Feb 2013, 16:10
Scusate, mi sfuggono i falchi di una fazione.

idem

Alexia68

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Citazione di: Tarallo il 28 Feb 2013, 16:10
Scusate, mi sfuggono i falchi di una fazione.

lo stavo per chiedere anche io.

mo' è colpa mia se giovedì 14 la squadra gioca in uno stadio vuoto ?


jp1900

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Citazione di: Tarallo il 28 Feb 2013, 16:10
Scusate, mi sfuggono i falchi di una fazione.
Parlo per me, per questo "mondo" di LazioNet.

Sono falchi quelli che, se su 100 bandiere ce ne sono 99 della Lazio, e una "strana", puntano il dito su quest'ultima. Non contando che magari, 2 anni prima, erano 70 e 30.

E' ovvio che l'ideale sarebbe 100 e 0, ma il mondo non è ideale, e tantomeno la curva di uno stadio, quindi occorre anche valutare il punto di partenza.

La società ha preso posizione, vogliamo essere uniti? La posizione di Lotito e De Martino mi sembra abbastanza equilibrata:

"Se non ci sarà la prese di posizione dei media nazionali sarà tenuta fuori anche la stampa dallo stadio. Se non entrano i miei tifosi non entra neanche i giornalisti. Noi dobbiamo difendere la nostra gente. Non bisogna fare altre considerazioni. Dobbiamo lavorare tutti per difendere questo club. Basta con le cose dette e non dette, basta con l'atteggiamento dello scaricabarile. Non è giusto per la storia  di questo club e per la sua gente. La Lazio non va lasciata sola. Oggi c'è la necessità di andare a protezione della Lazio e lo devono fare anche i mezzi di informazione, se non lo faranno sarà chiaro che la Lazio dà fastidio e allora io prenderò dei provvedimenti.  [...] Questo è il momento di dire basta e di stare insieme e pretendere dai mezzi di informazione la difesa della Lazio. Quando ci sono dei cori allo stadio, qualcuno si crea l'alibi e attacca la Lazio. Qualcuno si crea un alibi per poter dare un calcio alla Lazio. Questa è la cosa assurda. Adesso andiamo a vedere chi protegge la Lazio, quali media nazionali anderanno a protezione. Se allo stadio non potrà venire la tifoseria della Lazio , allora tutti se la vedranno in tv.Questo influisce sul morale della squadra. Nessun giocatore dirà mai che non vuole avere il pubblico a sostegno. Una regia per poter penalizzare la Lazio? Non lo penso ma ho tanti interrogativi in mente. Bisogna vigilare e capire dei concetti e non fare finta di nulla di fronte a certe cose. Altrimenti ci facciamo un danno enorme perchè la squadra è cresciuta. Questa deve essere la scintilla di un cambiamento, al nostro interno con un unità di tutti,  e dall'altra parte bisogna vigilare sul rispetto della nostra società da parte dei media. Il porte chiuse sono riferite a tre fatti (comportamento razzista, lancio di razzi e mancanza di organizzazione ndr) che noi non riteniamo siano accaduti durante la partita. Questo discorso non è dato dalla mancanza di peso della Lazio nei media nazionali ma il fatto che un certo tipo di argomento come questo e metterci la copertura di una emittenza nazionale non è semplice. Parliamo che all'interno delle redazioni un meccanismo che vada a tutela della Lazio e bisogna far capire agli operatori della comunicazione che la Lazio non può essere presa come modello negativo prendendo come alibi il coro contro il presidente. Chiedo ai tifosi di non creare alibi alla stampa. La società deve fare la società e difendere i propri tifosi ma dobbiamo spiegare alla gente che c'è bisogno di vicinanza e non di mode alla rovescia che non fanno bene.Nel momento che vengono addebitate delle cose queste devono trovare riscontro. Se poi ci sono dei comportamenti che possono concorrere a sanzioni, è giusto che se ne parli. Quando si parla di tifoseria organizzata che ti segue sempre. Nel proprio interno nel momento che bisogna fare dei correttivi c'è da farlo. Questo io lo lascio a quella organizzazione. Non credo che la curva si voglia creare un danno. Oggi bisogna capire che un certo tipo di comportamento dà alibi a qualcuno che c'è una spaccatura tra la società e la tifoseria. Il resto è una cosa che deve avvinire all'interno della tifoseria. Sul braccio teso. In passato ci sono state delle sottolineature sulle appartenenze politiche. La Uefa prima di poter dire certe cose deve appurare. Questa vicenda deve essere scintilla per qualcosa altro, io vorrei analizzare che questo.
Se non troviamo unione nel nostro  interno, non possiamo gridare allo scandalo all'esterno. Io ho chiusura nei confronti di chi vuole approfittarsi della Lazio. Sento qualcuno crearsi l'alibi che la società è chiusa, ma verso chi? La contrarietà dei tifosi verso il presidente consente sempre a qualcuno di trovare un alibi per poter avere un certo tipo di comportamento. Il comportamento dei tifosi che sono lesivi va capito. La società l'ha detto ma al tempo stesso ha promosso una crescita verso questo tipo di discorso. Ma in Europa più che in Italia, abbiamo un'attenzione per la Lazio che ha un'etichetta, una società di estrema destra che non rispetta le regole ed è divisa internamente. Ed è questa l'immagine che arriva all'estero. Come si cambia questa immagine? Bisogna capire alcune cose e inoltre chiedere ai media di considerare la Lazio per la sua storia, ma intanto cominciamo da noi.
Ritengo di dare la possibilità a tutti di fare il proprio lavoro. Ma quando noto che c'è un atteggiamento che la Lazio priva qualcuno di un interesse ecomonico che prima aveva contratto, allora prendo dei provvedimenti. Non nego a nessuno di lavorare e di esprimere la propria opinione ma non venite a dire che un certo tipo di approccio negativo abbiamo influenzato i tifosi. Gli steward sono lì per garantire un servizio e non fanno operazioni di polizia. Nel proprio interno la Curva si aprirà un confronto su un certo tipo di situazione che possono creare problemi alla tifoseria e alla società. Ritengo che quello che viene addebitato alla Lazio non sia da addebitare perchè non esiste. Oggi leggeremo le motivazioni complete, poi ne riparleremo. Sappiamo che ogni comportamento lesivo anche se non si ha quell'intento crea una sanzione. E' chiaro che è così. Però non ho mai avuto la percezione di una tifoseria razzista. Nel caso delle porte chiuse, verrebbero partorite diverse iniziative. Combattiamo questo tipo di provvedimento poi vediamo, ne discuteremo e faremo le valutazioni del caso. Quando apri questa radio mi fu detto: "una radio di regime che protegge il presidente". Ma qui nessuno protegge il presidente ma la Lazio che è fatta di tante cose, tra cui la tifoseria che va difesa. E pur vero che i laziali che devono andare a protezione della Lazio non ci vanno.


Charlot

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Citazione di: iDresda il 28 Feb 2013, 15:38
Non so se hai letto quello che scrive quello che li segue (tale Borstel)...
Tutti i resoconti delle partite della Lazio ci stanno, tutti.
condito da parecchi dettagli organizzativi che con le partite non hanno un cazzo a che vedere.

Non è solo un legame "grafico".

Non dimentichiamo che una certa "etichetta" è associata alla nostra società da decenni, purtroppo...

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Tarallo

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Citazione di: jp1900 il 28 Feb 2013, 16:17
Parlo per me, per questo "mondo" di LazioNet.
Sono falchi quelli che, se su 100 bandiere ce ne sono 99 della Lazio, e una "strana", puntano il dito su quest'ultima. Non contando che magari, 2 anni prima, erano 70 e 30.
E' ovvio che l'ideale sarebbe 100 e 0, ma il mondo non è ideale, e tantomeno la curva di uno stadio, quindi occorre anche valutare il punto di partenza.

E questi so' falchi? Magari piccioni....

Kalle

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Jp il mondo del calcio è molto molto semplice. Ci sono regole. Le conosciamo tutti. Ci vengono ripetute. Se non ti piacciono non partecipi allo spettacolo. E considerando tutte le critiche, e gli insulti, arrivati alla Società dopo la campagna acquisti di Gennaio direi che TUTTI vogliamo partecipare alle competizioni italiane ed europee.
Bene.
Se vogliamo partecipare lo facciamo alle regole che loro si sono dati.
Senza se e senza ma.
Semplice.

Bashush

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Citazione di: GuyMontag il 28 Feb 2013, 13:10
Quando un sistema è al collasso, non gli rimangono molte opzioni. A ben vedere, ne ha due: o riesce a riformarsi dall'interno, o deve attendere un intervento esterno. Quanto più questo intervento è traumatico, tante più sono le possibilità di successo. Soluzioni soft, che scalfiscono solo la superficie, brodini caldi, servono a tenere in vita il paziente, in attesa della prossima crisi.

Con una banale metafora, quanto sta accadendo nelle aule parlamentari è quanto si sta verificando all'interno della nostra curva. Potremmo estendere il concetto ad altre curve, e non sbaglieremmo, ma la nostra curva è il laboratorio, la nostra curva è al top del nostro interesse. Se gli ultras del Rubin Kazan non vogliono giocatori di colore, me ne dispiace moltissimo ma, insomma, non possiamo cercare di risolvere tutti i problemi del mondo. Ci pensassero i tifosi sani di Kazan, avranno la nostra solidarietà.

Così come la nostra classe politica non è stata in grado di riformarsi dall'interno, in modo miopissimo incapace di percepire la voragine che - giorno dopo giorno - la separava sempre di più dal mondo reale, la nostra curva si è rivelata inadeguata al compito invero improbo di ripulirsi, di eliminare le scorie senza che qualcuno all'esterno facesse il lavoro per lei.

La UEFA è stata il nostro m5s. Che Platini abbia alzato una coppa insanguinata, o che si sia rivelato non troppo sensibile alle istanze dei cani ucraini, non sposta di un millimetro la sostanza, così come non la sposta il fatto che sicuramente ad analoghi comportamenti non abbiano fatto seguito analoghe sanzioni. Per carità. Ma tornando a noi, la UEFA è stata meno drastica di un Grillo. Non ha chiesto di mandare tutti a casa, ha sanzionato, ha sospeso la sanzione, è rimasta in attesa, ha mandato i suoi sbirri a verificare de visu, solo allora ha deciso di applicare la sanzione. Come spesso succede, se l'arbitro ti dà un giallo e ti avverte che alla prossima ti butta fuori, non è necessario che la prossima sia una gomitata in faccia o un calcio a mezz'altezza. Basta molto meno, e molto meno è bastato nel nostro caso.

Un utente, credo V., faceva notare l'occasione che si presenta. La UEFA in questo caso è nostra preziosa alleata. Il sistema non ha voluto riformarsi dall'interno, non vuole riformarsi. Non siamo ipocriti, non c'era bisogno di constatare le reazioni piccate di tutto il mondo ultras per sapere come la pensano, come l'hanno sempre pensata. Il fatto che per loro romanista ebreo, squadra di negri, banane, onore alle tigri, mameli a paletta, non siano un problema ma la normalità quotidiana, giustifica ampiamente la sorpresa e oserei dire l'indignazione di tutto un settore della tifoseria. Romanista ebreo sulle note di topolino è sempre stato un coretto divertente, cosa c'entra colla politica, noi non siamo mica razzisti, non li ha mai sfiorati l'idea che magari un pochettino sta cosa non era proprio il massimo, che riempire di buu uno perché è nero non colpisce tanto la sensibilità sua, che magari guadagna un botto e se ne frega, ma forse la sensibilità di ogni essere umano... Goliardia, battute da stadio, è peggio chi ruba, gli stupratori, i pedofili. Perbacco, sicuro! Questa collusione strisciante, questo non-stigmatizzare appieno, queste prese di distanza di facciata, ci hanno portato alla situazione attuale.

Il sistema non si è riformato dall'interno perché - come nel mondo politico - è colluso con coloro di cui si dovrebbe liberare. Come nel mondo politico, ci va di mezzo pure un sacco di brava gente, cui fa sinceramente orrore essere associata a fioriti e palettanti. Tipo noi, tipo molti ragazzi che in curva ci vanno con entusiasmo. Noi che di fronte al mondo siamo i cattivi, noi che ci dobbiamo difendere da accuse infamanti, noi che non abbiamo nessuna colpa, anzi. Noi che stigmatizziamo, che fischiamo gli ululatori, noi che siamo estenutati dai decibel, noi che tiriamo un sospiro di sollievo quando tra gli avversari non c'è un nero, noi che pensa se la Lazio incontrasse una squadra israeliana, che già il Tottenham è bastato, noi che dobbiamo andare allo stadio preoccupati non tanto del centrocampo avversario o della scarsa forma dei nostri attaccanti, quanto di cosa potrà avvenire in curva.

Io la mia decisione l'ho presa a suo tempo, vigliacco forse come i palettatori nostrani. Me ne sono andato. Non sopportavo più l'autoreferenzialità di un organismo che nulla più aveva a vedere con l'oggetto del mio amore, la Lazio. Non la curva, non i tifosi della Lazio. La Lazio. E basta. Me ne sono andato in un periodo in cui predominavano contestazioni ad orologeria, insulti per novanta minuti a presidente, staff, giocatori della mia squadra, in cui tifare era considerato quasi un atto di ostilità. Poi il clima era migliorato, nuovi gestori della curva avevano sostituito i vecchi. Ma era un maquillage di superficie, non una volontà di riformarsi. Tant'è che oggi è un fiorire di autodifese, che avremo mai fatto, sono romano e saluto romanamente, alla prossima ve la facciamo vedere noi, migliaia di braccia tese, noi fuori dal sistema ed amenità del genere.

Non illudiamoci che qualcosa cambi, che si trovi una soluzione interna. Tra due partite questi ricominciano. Anzi peggio, siamo eroi che combattono contro il sistema. Noi contro tutti, in Italia, in Europa e nel Mondo.

Dal tempo dei tempi il giullare castigat ridendo mores. Faccio mie le amare parole di un giullare moderno: siete morti che parlate. Siete finiti, non rappresentate più nessuno. Vi siete incartati, avete creato questa enorme area franca, questo mondo altro di cui siete i padroni, dove gli sbirri non entrano, dove come Dredd la legge siete voi, e non sapete più cosa farci. Non sapete più come gestirlo, vi sfugge di mano, parlate a nome un direttivo ma vi lamentate che nun ve danno i megafoni. Arrendetevi, diceva il giullare. Siete circondati, toglietevi la camicia nera, mettetevi una maglietta della Cirio o della Tonini, colorate lo stadio, cambiate finché siete in tempo. Per il bene vostro e nostro, per il bene della Lazio. Altrimenti andatevene dallo stadio, perché sennò alla fine ci sarà qualcuno che vi ci butterà fuori, con le buone o con le cattive.

Nel frattempo un successo l'avete ottenuto. La gente se ne va. Non siete gli unici responsabili, siete in ottima e qualificata compagnia. Ma fate comunque parte dei motivi per cui la gente se ne va, non di quelli per cui la gente va allo stadio.

Arrendetevi. Ché voi, di più famosi trecento, dagli eroi delle Termopili a coloro che - giovani e forti - lasciarono la vita per un ideale, avete solo il numero.
Grande!!
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ho capito ma se davanti a un falco tu continui a correre avanti indietro lui daje e daje ti prende è

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maumarta

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Citazione di: jp1900 il 28 Feb 2013, 16:17
Parlo per me, per questo "mondo" di LazioNet.

Sono falchi quelli che, se su 100 bandiere ce ne sono 99 della Lazio, e una "strana", puntano il dito su quest'ultima. Non contando che magari, 2 anni prima, erano 70 e 30.

E' ovvio che l'ideale sarebbe 100 e 0, ma il mondo non è ideale, e tantomeno la curva di uno stadio, quindi occorre anche valutare il punto di partenza.

La società ha preso posizione, vogliamo essere uniti? La posizione di Lotito e De Martino mi sembra abbastanza equilibrata:
...

E vero, è il mondo ideale.

Però mettiamo che io ho un guppo di 10 amici molto maleducati.
Ogni volta che li invito a pranzo fanno a gara di loffe, durante il pranzo.
Gli faccio notare di non gradire la cosa.
La prima volta con il sorriso sulle labbra, poi senza sorridere ma sempre serenamente.
La volta dopo lo rimarco ancora e neanche tanto serenamente fino ad incaxxarmi, di brutto.

Alla fine di tutto questo ne resta solo uno a sganciare.
Prendo atto del fatto che ora è solo 1 su 10, moto meglio... ma la puzza resta.

A quel punto ho due strade:
- il deodorante;
- non lo invito più.

Io voto la seconda.

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Citazione di: Kalle il 28 Feb 2013, 16:21
Jp il mondo del calcio è molto molto semplice. Ci sono regole. Le conosciamo tutti. Ci vengono ripetute. Se non ti piacciono non partecipi allo spettacolo. E considerando tutte le critiche, e gli insulti, arrivati alla Società dopo la campagna acquisti di Gennaio direi che TUTTI vogliamo partecipare alle competizioni italiane ed europee.
Bene.
Se vogliamo partecipare lo facciamo alle regole che loro si sono dati.
Senza se e senza ma.
Semplice.
Kalle, cosa ne pensi della squalifica? Intendo, hai capito perchè ci abbiano squalificato il campo? Io ancora no. Non si tratta di saluti romani, a quanto pare.
Se la squalifica doveva essere per il coro antisemita con il Tottenham io sarei stato il primo ad accettarla. Cantare "giallorosso ebreo" o "roma juden club" è una cosa aberrante, per quello che è successo agli ebrei. Così come è aberrante quello che gli israeliani hanno fatto ai palestinesi (sono uno di quelli che ha postato le foto dei bambini palestinesi uccisi nel topic su argomenti, perchè le immagini valgono più di mille discorsi), tanto per chiarire la mia posizione.
Ma la squalifica è stata "congelata", per poi essere riproposta non si sa bene per cosa. E questa non è una regola infranta, è un gioco sporco, che lascia mille giustificazioni ed è notevolmente più inefficace di una eventuale squalifica diretta dopo il Tottenham.

Dai una letta a cosa ha detto De Martino, ci trovo molti spunti interessanti. Anche le dichiarazioni di Lotito: cosa c'è in America (dove hanno saputo della squalifica prima che la società stessa)? Possibile che una lobby (non ci giro intorno, il World Jewish Congress) abbia spinto per questa punizione?
Ricordi che si erano interessati del fatto sulla base di quanto letto sugli articoli di Repubblica in merito aggressione di Campo 'de Fiori? Ovviamente la prima versione, quella che ci accusava di essere gli unici partecipanti?

Ci sono troppe cose che non vanno in questa storia, si sta usando una leva "politically correct" per fare le scarpe a tutti noi, in quanto Laziali, non in quanto razzisti/fascisti.

Dovremmo essere un po' più cauti nei nostri commenti a caldo.

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io non mollo
sono LORO che se ne devono andare

porgascogne

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non fate le verginelle, eh

se, SU LAZIONET, si è cercato di dialogare con chicchessia e, durante 'sto dialogo, sono comparse ad capocchiam tonnellate di post che, invece, negavano ALLA BASE qualsiasi possibilità di dialogo, mettendo in difficoltà la leggibilità stessa dei topic e richiedendo più volte l'intervento della moderazione, quelli, gli estensori dei post, almeno io, li considero falchi

non sto dicendo che chi dialoga abbia ragione o meno
non sto dicendo che chi veniva qui aveva ragione a prescindere

sto dicendo solo che ci mettiamo in un capannello a parlare, chesso', de politica 10 persone di estrazione e convinzioni differenti, ed arriva uno o più di uno che, a manetta, cercano di entrare nel capannello dicendo "ammerde, annate a casa...gargamella...ammerde...rigormontis...ammerde", può darsi che il clima si esasperi ed il dialogo diventi un tutti vs tutti che non fa bene a nessuno, in principio a LN stessa

tutto qua

Tarallo

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Io sono fra quelli che dialogavano.

me posso senti' preso per il culo? Nondalla squalifica, che poteva venire una nno fa, tremesi fa, cinque anni fa o fra sei mesi.
Dal fatto ceh chiaramente e' successo quelcosa e so'spariti tutti, legittimando quelli che tu chiami i nostri falchi.
Allora loro con noi non ce possono parla' perche' c'avemo i falchi, e noi con loro dobbiamo?

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sweeper77

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in merito a quanto detto da porga, mi auguro che non ci abbiano preso in giro.
Non lo penso, soprattutto dopo le dichiarazioni del presidente, che fa capire l'esistenza di un dialogo con la curva che tempo fa non esisteva.
Sarebbe stupido farsi portavoci di una nuova curva nord, di una tifoseria meno politicizzata e più a fianco della squadra, per poi darsi una mazzata simile.
Per questo mi auguro che vcv e altri della curva intervengano su questo forum
Aspettiamo prima di dare colpe a uefa e curva nord.

jp1900

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Citazione di: maumarta il 28 Feb 2013, 16:37
E vero, è il mondo ideale.

Però mettiamo che io ho un guppo di 10 amici molto maleducati.
Ogni volta che li invito a pranzo fanno a gara di loffe, durante il pranzo.
Gli faccio notare di non gradire la cosa.
La prima volta con il sorriso sulle labbra, poi senza sorridere ma sempre serenamente.
La volta dopo lo rimarco ancora e neanche tanto serenamente fino ad incaxxarmi, di brutto.

Alla fine di tutto questo ne resta solo uno a sganciare.
Prendo atto del fatto che ora è solo 1 su 10, moto meglio... ma la puzza resta.

A quel punto ho due strade:
- il deodorante;
- non lo invito più.

Io voto la seconda.
Maumarta,
c'era (parlo al passato, ora non credo ci sia più) una terza ipotesi. Visto che sei riuscito a convincerne la maggioranza, aspetti ancora e cerchi di convincere l'ultimo, avendo ben chiaro che una loffietta ogni tanto gli uscirà, perchè è la sua natura. E nè te nè io la possiamo cambiare.
Ma se ogni volta che esce stiamo a sottolinearla, invece di apprezzare lo sforzo per trattenere le altre, potrebbe anche risentirsi (e non solo lui, tutti gli altri) e tornare al punto di partenza.
E a quel punto loro restano, ed esci tu da casa tua per non soffocare.

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