Articolo del catalano Sport.es: "Keita in un club razzista"

Aperto da Eagle78, 13 Nov 2013, 02:13

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Citazione di: galafro il 13 Nov 2013, 05:44
In Spagna quando parlano della Lazio devono sciacquarsi la bocca. Se loro oggi hanno una democrazia compiuta un piccolo merito lo devono lo devono a questa Società con la S maiuscola quanto una casa che a suo tempo rinunciò a una coppa dei campioni per protestare contro un regime sì quello fascista che garrotava i suoi figli
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Citazione di: galafro il 13 Nov 2013, 05:44
In Spagna quando parlano della Lazio devono sciacquarsi la bocca. Se loro oggi hanno una democrazia compiuta un piccolo merito lo devono lo devono a questa Società con la S maiuscola quanto una casa che a suo tempo rinunciò a una coppa dei campioni per protestare contro un regime sì quello fascista che garrotava i suoi figli

Non c'era alcuna Coppa dei campioni in palio. Erano dei sedicesimi di finale di Coppa Uefa.

Nei forum, nelle ricostruzioni giornalistiche, così come più in generale nella vita, bisogna essere sempre precisi.

La precisione prima di tutto.

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La Lazio non rinuncio' alla Coppa dei Campioni.
La Coppa dei Campioni non la giocammo per la squalifica subita dopo la rissa con l'Ipswich Town in Coppa uefa nel 1973.
La Lazio si rifiuto' di giocare contro il Barcellona l'andata dei sedicesimi di finale della Coppa uefa del 1975.


EOT

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MisterFaro

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"keita in un club razzista",articolo del superficiale ed ignorante catalano Sport.es.

Scusate, mi sfugge o questa cosa il quotidiano spagnolo non l'ha scritta?
Non la vedo nel titolo, non la vedo nel indirizzo web, non la vedo nel corpo dell'articolo.
Leggo invece

"... sorprendió aceptando la de la Lazio (club conocido por su entorno racista), por encima de Real Madrid, Juventus y varios clubs ingleses que quisieron ficharle."

che (provo a tradurre) significa più o meno:

"accettò l'offerta della Lazio (club noto per il suo ambiente razzista) invece di quelle del Real Madrid , Juventus e di diversi club inglesi volevano ingaggiarlo."

che è affermazione:
- diversa
- gratuita e quindi fuori luogo e offensiva
- ma purtroppo anche vera.

Non hanno detto che la Lazio è razzista che è nota per l'ambiente razzista, non martelliamoci i cocomeri da soli (dando sponde a chi ci sguazza su questo) e rispondiamo nel merito.





Detto questo:
Citazione di: galafro il 13 Nov 2013, 05:44
In Spagna quando parlano della Lazio devono sciacquarsi la bocca. Se loro oggi hanno una democrazia compiuta un piccolo merito lo devono lo devono a questa Società con la S maiuscola quanto una casa che a suo tempo rinunciò a una coppa dei campioni per protestare contro un regime sì quello fascista che garrotava i suoi figli

!!!


Kim Gordon

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Thomas Hitzlsperger è svincolato...

ripiamoselo.  8)

richard

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OT ma non troppo:

Non dev'essere il giorno più felice del mondo per Ahmed Abdel Zaher, attaccante dell'Al Ahly neo campione d'Africa. Forse lo è stato domenica, quando la società egiziana ha vinto due a zero contro gli Orlando Pirates, formazione sudafricana, assicurandosi la CAF Champions League per la settima volta della sua onorata storia. Abdel Zaher ha segnato una delle due reti festeggiando con il segno della Rabaa. Quattro in arabo. Un gesto utilizzato per ricordare le centinaia di morti durante la distruzione della moschea Rabaa al-Adawiya, il 14 agosto scorso, dopo che i militari decisero di reprimere nel sangue la manifestazione in favore dell'ex Premier egiziano Mohammed Morsi, leader dei Fratelli Musulmani, destituito il primo luglio. Ovviamente il giocatore è stato sospeso dal club, nonostante il tentativo di parare critiche e problemi. "Non volevo simpatizzare con una fazione politica o con l'altra. La mia unica intenzione era ricordare i morti di Rabaa, sia i cittadini e che le forze dell'ordine".
Un binomio, quello fra calcio e politica, assolutamente indissolubile. Non solo esultanze ovviamente, ma un discorso da allargare a moltissimi interpreti. Nel 1996 il portiere dell'Aston Villa Mark Bosnich, australiano, venne beccato praticamente da tutto il pubblico di White Hart Lane. Dopo novanta minuti di beccate, Bosnich decise di salutare la tifoseria del Tottenham con un gesto nazista, chiaro riferimento alle origini ebree del club londinese. Fu multato di mille sterline. La scusa? "Volevo soltanto scherzare, non intendevo offendere nessuno". Tutti ridono. O forse no?
Nel 1997 altro episodio abbastanza clamoroso, stavolta con la maglia dell'under 21 italiana, a Livorno. Protagonista principale lui, Cristiano Lucarelli, tornato nella sua città. Sparring partner la Moldova, il 27 di marzo. La maglietta del Che Guevara in bella vista, dopo l'esultanza, e la reazione non proprio simpatica dei tifosi del Padova che decisero di rispondere con forza. "Comunista, vattene". Se ne andrà davvero, all'Atalanta, la stagione successiva. Ma prima era davvero l'idolo della curva dell'Euganeo. "I carabinieri e i poliziotti mi hanno consigliato di uscire da una porta secondaria, visto il clima che tirava... Ma non sono pentito, tornassi indietro mi comporterei alla stessa maniera". Una delle poche volte che un calciatore non ha tentato di minimizzare il proprio omaggio.
Nel settembre del 1999, Gianluigi Buffon mostrò alla curva del Parma una maglietta con scritto "Boia chi molla", in occasione di un match contro la Lazio. Una tifoseria avversaria che avrebbe potuto gradire, viste le idee politiche di chi la popola, ma lo stesso numero uno spiegò che aveva letto la scritta sul cassetto di un tavolo ai tempi del collegio. E che non sapesse nulla dello slogan fascista a Reggio Calabria nel 1970. Come la maglia numero 88 scelta qualche anno più tardi senza sapere che fosse il numero della doppia H di Heil Hitler.
Il 6 gennaio 2005 il centravanti laziale Paolo Di Canio, in occasione del gol contro l'odiata Roma, fece il saluto romano. Che fosse politicamente schierato a destra non era certo una novità, ma come si suol dire la pezza sembrava quasi peggio del buco. "Sono un giocatore professionista e vorrei sottolineare che le mie esultanze non hanno nulla a che vedere con comportamenti politici di alcun tipo". Opinabile, certamente, visto che lo stesso braccio fu più volte ripetuto nei mesi successivi, contro Siena, Livorno (appunto) e Juventus. Un gesto che fece scuola prima con Mauro Zarate, che salutò i tifosi in un'occasione nel 2010, e poi ultimamente con Stefan Radu, ad aprile 2012, dopo il gol contro il Napoli. Deferimento per lui e per il club per responsabilità oggettiva.
Esattamente un anno fa è toccato pure a German Denis, centravanti dell'Atalanta, che dopo una doppietta siglata contro l'Inter (vittoria bergamasca per 3-2) aveva mostrato una maglia con una K sbarrata, in pieno dissenso contro la Kirchner, numero uno dell'Argentina, in solidarietà ai manifestanti che si erano sollevati - tramite un'adunata generale organizzata su Facebook - nei giorni precedenti. "Voglio però chiarire che non sono un politico, non parteggio per nessuno e non sono contro il governo. Ho protestato per le condizioni di sicurezza che mancano nel mio Paese", aggiungendo aneddoti sul passato dei propri famigliari.
Poi c'è a chi è andata meglio, come a "Super" Mario Mandzukic, centravanti del Bayern Monaco di nazionalità croata. Accusato dopo un gol segnato al Norimberga un anno fa di avere salutato con il braccio destro teso i propri tifosi dopo che era stata cancellata in appello la precedente condanna per crimini contro l'umanità inferta a Ante Gotovina e Mladen Markac, croati anche loro. Il giocatore fece marcia indietro solo parzialmente perché "salutando la Croazia e i tifosi", mentre il quotidiano croato Vecernji List raccontava le parole del suo procuratore, Ivan Cvetkovic, che si diceva "orgoglioso di Mario e entusiasta di come ha celebrato il gol, unendosi alla gioia di tutti i croati per il ritorno dei nostri generali". Non proprio una bella storia da raccontare, soprattutto considerando che a esultare con lui c'era lo svizzero, ma di origini kosovare, Xherdan Shaqiri.
Infine c'è chi ha pagato un conto salato, anzi, salatissimo per il suo non sapere. Dopo un saluto nazista in occasione di Aek Atene-Veria, in un match di Super League greca, il centrocampista Giorgios Katidis è stato squalificato a vita da tutte le nazionali, salpando poi dalla propria nazione in direzione Italia, acquistato dal Novara. Era il capitano della nazionale under 19, ora fa panchina in Piemonte. "Onestamente, non sapevo chi fosse Hitler. Per me il 28 ottobre e il 25 marzo erano solo giorni in cui stavo a casa da scuola, in cui non mi serviva una giustificazione" Di certo quella volta non fu proprio giustificabile.

http://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/quando-la-politica-e-un-esultanza-da-denis-a-ahmed-abdel-zaher-501154

kurt

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Comunque era un sedicesimo di coppa UEFA quello contro il Barça, squadra antifranchista per eccellenza. Che ironia, noi squadra "di destra" che protestiamo per le esecuzioni di un regime fascista e nongiochiamo contro una squadra che annovera tra i suoi presidenti un fucilato dallo stesso regime...sarebbe stato più forte, giocare con il lutto al braccio in onore dei garrotati. La cosa veramente ridicola è che, due anni prima la FIT se ne fregò delle polemiche e andò in Cile a vincersi la Davis, mentre nel 78 si girarono tutti dall'altra parte per i mondiali in Argentina.

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voltaire

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Citazione di: Precisione il 13 Nov 2013, 10:16
Non c'era alcuna Coppa dei campioni in palio. Erano dei sedicesimi di finale di Coppa Uefa.

Nei forum, nelle ricostruzioni giornalistiche, così come più in generale nella vita, bisogna essere sempre precisi.

La precisione prima di tutto.
ok.tutto giusto,ma perchè ci rifiutammo di scendere in campo li? per chiarezza e precisione!!

italicbold

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Citazione di: voltaire il 13 Nov 2013, 10:52
ok.tutto giusto,ma perchè ci rifiutammo di scendere in campo li? per chiarezza e precisione!!

WikiLazio Voltaire, Wikilazio...
ce l'abbiamo, sto meraviglioso strumento... :)

http://www.laziowiki.org/wiki/Mercoledì_22_ottobre_1975_-_Roma_-_Lazio-Barcellona_0-3_a_tavolino_per_rinuncia

kurt

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Citazione di: kurt il 13 Nov 2013, 10:51
Comunque era un sedicesimo di coppa UEFA quello contro il Barça, squadra antifranchista per eccellenza. Che ironia, noi squadra "di destra" che protestiamo per le esecuzioni di un regime fascista e nongiochiamo contro una squadra che annovera tra i suoi presidenti un fucilato dallo stesso regime...sarebbe stato più forte, giocare con il lutto al braccio in onore dei garrotati. La cosa veramente ridicola è che, due anni prima la FIT se ne fregò delle polemiche e andò in Cile a vincersi la Davis, mentre nel 78 si girarono tutti dall'altra parte per i mondiali in Argentina.
errore, il golpe in Cile è del 73, la Davis del 76.

Tyler87

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Citazione di: voltaire il 13 Nov 2013, 10:52
ok.tutto giusto,ma perchè ci rifiutammo di scendere in campo li? per chiarezza e precisione!!
Ricordo qualche tempo fa a Lazialita in tv di Guidone e c'era una signora tra gli ospiti(non rixordo chi fosse ma era dentro la società in quel periodo) e parlo ke la rinuncia non venne x volontà della Lazio ma sotto 'consiglio' della politica, parlo proprio di una telefonata in cui si chiedeva di non scendere in campo.

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galafro

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E vero non  era la CL ma l'altra competizione europea, chiedo venia. comunque non cambia la sostanza delle cose e non cambia anche se questa decisione, come dicono alcuni fu presa dietro forte pressione della federazione italiana, anzi rafforza quanto detto prima. Il buon Lenzini si assunse l'onere di uscire dalla coppa per protestare contro il regime franchista che stava garrotando un oppositore e questo resterà nella Storia e gli spagnoli se lo dovrebbero sempre ricordare specialmente i catalani. Volevo vedere se al posto della Lazio ci fosse stata la Juve o il Milan avrebbero fatto altrettanto e/o avrebbero subito subito le stesse pressioni.

aquilante

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insomma, non è che siano tanti gli stadi in Europa nei quali si espone uno striscione per inneggiare ad alba dorata

che poi quello striscione esprima l'opinione di alcune centinaia (o migliaia?) di sostenitori laziali della curva nord e non della tifoseria biancoceleste nel suo complesso, è cosa che si fa fatica a sostenere persino qui su lazionet (nel senso che ad ogni puntualizzazione corrisponde una puntualizzazione uguale e contraria che invita a non rompere le palle e a non buttarla in politica...). pretendere che a raccontare le cose con chiarezza sia un giornale catalano (obiettivamente infastidito, peraltro, dall'idea di aver buttato a mare un possibile campioncino), a me sembra speranza vana e francamente eccessiva

romolo

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Citazione di: kurt il 13 Nov 2013, 10:51
Comunque era un sedicesimo di coppa UEFA quello contro il Barça, squadra antifranchista per eccellenza. Che ironia, noi squadra "di destra" che protestiamo per le esecuzioni di un regime fascista e nongiochiamo contro una squadra che annovera tra i suoi presidenti un fucilato dallo stesso regime...sarebbe stato più forte, giocare con il lutto al braccio in onore dei garrotati. La cosa veramente ridicola è che, due anni prima la FIT se ne fregò delle polemiche e andò in Cile a vincersi la Davis, mentre nel 78 si girarono tutti dall'altra parte per i mondiali in Argentina.
la Lazio fu l'unica squadra che si dette la zappa sui piedi. A quell'epoca c'erano guerre, attentati, dittature rosse e nere: tutte le squadre di diversi sport andavano a giocare regolarmente. Solo noi rinunciammo a vedere Chinaglia contro Cruyff...e questo l'anno dopo la squalifica in coppa dei campioni...se è per questo giocammo anche contro i russi, Chernomoretz di Odessa.


RohanKishibe

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"club conocido por su entorno racista"

io non mi incazzo col giornale, il comportamento della tifoseria organizzata avvalora giorno dopo giorno questa "nomea"

dopotutto se si espongono strisconi celebrativi dell'organizzazione più xenofoba di grecia (e d'europa) cosa dovremmo aspettarci?

Boom!

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Citazione di: RohanKishibe il 13 Nov 2013, 12:07
"club conocido por su entorno racista"

io non mi incazzo col giornale, il comportamento della tifoseria organizzata avvalora giorno dopo giorno questa "nomea"

dopotutto se si espongono strisconi celebrativi dell'organizzazione più xenofoba di grecia (e d'europa) cosa dovremmo aspettarci?

intelligenza, troppo eh?

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ES

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Purtroppo sto "entorno" dimostra come per colpa di alcuni cela pijamo tutti in quel posto.

Poi i giornali la buttano in caciara, fanno minestra, in Italia come in ogni paese del mondo, ma resta il fatto che se non decidiamo, noi, di guardarci per primi dentro, di pulirci la monnezza dentro casa, troveremo sempre il vicino che ci farà notare la casa sporca, anche solo per quel cumulo di polvere nemmeno nascosto sotto il tappeto.


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