Chiamatele, se volete, motivazioni. Le care, vecchie motivazioni. Un genoa mai così arrendevole, e mai così fischiato dai tifosi a fine match, nemmeno dopo lo 0-5 con l' inter, si ritrova in vantaggio ma poi lo difende malissimo e lascia che la Lazio effettui il sorpasso. Agli uomini di Reja, espulso per proteste, qyesta vittoria serviva come l'aria e adesso ha un piede, anzi due, sulla linea della salvezza. Il genoa coi 3 punti poteva continuare a sognare l'europa. Ma era un traguardo lontano e vuoi mettere le motivazioni di chi invece vuole sopravvivere? Qualcuno dice che è un risultato annunciato. Ad analizzare la partita, non gli si può proprio dar torto.
Ritmi blandi fin dall'inizio, con l'alibi del primo vero caldo. Ma un gol all'improvviso che sveglia la partita. Milanetto batte una punizione veloce a sorpresa a Palacio, tiro non irresistibile ma ben indirizzato nll'angolino e Muslera, sorpreso come i suoi compagni non ci arriva. Sono passati appena 8 minuti. Partita in discesa per il grifo? Macchè. I rossoblù non spingono, sono in clima di fine stagione, mancanza di muscoli e idee. La Lazio reagisce subito, tiene bene le fasce e s'appoggia a Floccari che ha tanta voglia di dimostrare che averlo ceduto ( per ora in prestito ) è stato un errore, senza contare che vuole farsi perdonare per il rigore fallito nel derby. In più, Moretti si fa male subito e vista la squalifica di Dainelli, la difesa va in riserva. Dentro Mesto, Tomovic arretrato e Bocchetti centrale. Fioccano le occasioni della Lazio che raggiunge prima il pari con una zuccata di Dias ( su corner di Baronio ) e poi mette la freccia con Floccari che trova un varco, dopo un pasticcio in area dove è coinvolto Mesto. Non siamo nemmeno a fine primo round e Il genoa fa solo un altro tiro in porta, mentre la Lazio prende anche una traversa con Rocchi. Nel secondo round un tiro di Fatic, su cui Muslera fa la prodezza e uno al volo di Sculli in tribuna, sono gli unici brivisi per i laziali. Quando poi viene espulso per doppio giallo Bocchetti, al 24, si capisce che la partita è finita. L'unico che ha provato a reagire è stato Gasperini, coi cambi: dentro Fatic e Sculli, per Tomovic e un disastroso Palladino. Ma è stato inutile. La Lazio ha tenuto a bada le poche scorribande rivali e ha usato i cambi nel finale solo per dare respiro alla squadra
Alle motivazioni non si comanda, in Italia. Purtroppo da noi sarà sempre così. Per dire, inutile fare il paragone con le partite della Premier, dove una squadra già retrocessa ce la mette tutta anche se chi ha davanti insegue un qualsiasi traguardo. Gasperini aveva ordinato " dimenticare il derby". La banda del grifo non c'è riuscita. Diciamo che mettercela tutta è un'altra cosa. Buon per la Lazio, che ora ha 6 punti sull'Atalatanta e deve incontrare Livorno e Udinese. Come dire, salvezza: loro sì possono dimenticare una stagione da buttare.
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