La differenza tra il Laziale e il romanista.
Il Laziale è troppo buono, ci va in punta di fioretto, fa i distinguo, si scusa per cose tali che la controparte esalterebbe a ruoli invertiti. Cerca di utilizzare un costrutto morfo-sintattico accettabile e soprattutto, sembrerebbe che più che i blandi sfottò annacquati contro la roma, il punto sia commentare un fatto giornalistico, ovvero le dichiarazioni di Garcia.
Il romanista si esibisce in una colata volgare, indistinta e sconsiderata di insulti gratuiti, sfoggio di machismo, luoghi comuni a gò gò, autoesaltazione surreale (non so voi, ma io 'sto grosso merito di avere il codice fiscale di una delle città più popolose d'Europa non lo vedo e ce l'ho pure io, eh), il tutto in un italiano un po' zoppicante e dal costrutto incerto.