Mi permetto di intervenire in un topic che ho letto parzialmente e abbastanza distrattamente. In quanto non è che l'argomento, sviscerato in tutte le salse e non da oggi, mi appassioni più di tanto.
Per di più, a un certo punto, mi imbatto in questa frase, del netter che ha iniziato il topic, di cui comunque rispetto il pensiero (come rispetto quello di chiunque argomenti in maniera civile):
Una società di calcio, come qualsiasi azienda che produce entartainment
Ecco, qui è la chiave di tutto. La Lazio, e le altre, quindi producono entertainment. Tenuto inizialmente a bada il Nanni Moretti che alberga in me, capisco che siamo su universi diversi.
La Lazio è entertainment? Ma quando mai?
L'entertainment, per me, è vedermi un film, un concerto, vedere una partita di tennis.
La Lazio è stata tutto meno che entertainment. Mi ha fatto incazzare, piangere, gioire, prendermi delle strizze assurde.
Il risultato mi cambia, ovviamente entro certi limiti, la giornata e la settimana. La Lazio è papà che non siamo riusciti a riportare allo stadio l'ultima volta prima che se ne andasse, è mamma che a ottanta anni suonati ancora la segue come una ragazzina, anche se ancora non ha ancora ben capito come funziona il fuorigioco.
Entertainment, ma quando mai.
Ok, non pretendo che tutti la vivano così. Forse, anzi sicuramente, sono più razionali e intelligenti quelli che la vivono come entertainment. E io rispetto pure questi. Se la Lazio vi 'entertaina' venite, siete i benvenuti. Se no pazienza, ma non me ne frega niente, state a casa. Ovviamente anche io vorrei sempre migliorare. Ma non chiederò mai alla mia Lazio di rischiare l'osso del collo per riportare allo stadio chi non si diverte più.
E preferisco che stiano a casa, a maggior ragione se devono venire a rendere lo stadio quel posto triste che è diventato da dieci anni a questa parte.
Grazie comunque a chi è arrivato a leggere fin qui.