Prigioniero di quel gol "eterno", intrappolato nel 26 maggio di un anno fa. Perché pure Lotito ora lo considera un re – 18 milioni – e Lulic è furioso: ha già detto alla Lazio di voler andar via a giugno, ha in mano diverse offerte. Nessuna però che soddisfi le richieste biancocelesti. Perché chi ha fatto Roma in un giorno non può mica fuggire così. Lotito lo valuta a peso d'oro e lo incatena a Formello. Senad resta in silenzio e attende il momento della verità: «A fine stagione vedremo». Piace parecchio alla Juve, mentre Mazzarri ha chiesto informazioni già in occasione dell'affare Hernanes. Non solo: ci sono pure le piste estere. Lulic porterà alla Lazio anche altre proposte: in Inghilterra si parla del Chelsea, in Russia lo Zenit aveva già sondato il terreno. Al momento però nessuno offre più di 10 milioni. Niente male, secondo Senad: la Lazio aveva sborsato appena 2,8 milioni milioni per il suo cartellino. Adesso Lotito pretende sette volte di più: una plusvalenza quasi folle, che fa quasi impazzire Lulic.
STIPENDIO
Quel vestito da eroe quasi lo soffoca. E' entrato nel cuore dei laziali, e non è la Lazio a stargli stretta: è il suo stipendio a non andargli giù. La scorsa Primavera, prima della gloria del "settantunesimo", Lulic aveva rinnovato sino al 2017 a poco più di un milione (premi compresi). Le corteggiatrici gli offrono il doppio. Questione economica, ma anche ambizione: già dopo la cessione d'Hernanes, Senad aveva bussato alla porta del ds Tare con le valigie in mano. La risposta glie l'ha data Lotito: «Porta un'offerta da 18 milioni e sarai accontentato». Inamovibile o forse no: a 15 milioni – cifra comunque alta – il via libera. L'agente Kevin Fioranelli si muove da tempo: «Tante squadre lo seguono. Ci sono pochi giocatori in giro che possono ricoprire tutti i ruoli – spiegava già a novembre – e, questa sua duttilità tattica, lo rende molto prezioso per gli allenatori».
MEZZALA
Guarda caso, rigioca il jolly, Reja: domani riscoprirà Lulic mezzala, due mesi dopo l'ultima volta nel derby di febbraio. La soluzione però era nata addirittura nell'autunno 2011, proprio dopo un'altra stracittadina (vinta 2-1): l'infortunio di Brocchi aveva costretto il tecnico goriziano a inventare Lulic mezzala il 23 ottobre 2011 contro il Bologna. Bingo: il bosniaco decideva la sfida conun siluro (deviato da Portanova) dal limite, dopo uno splendido assist di Cisse. Esordio da interno e primo gol in Italia. Senad iniziava una nuova vita, interrotta solo da un brutto stiramento, letale nel rush finale per la Champions: 27 presenze e 4 gol, il conto finale in campionato. Adesso Lulic tornerà mezzala, dopo l'ultima rete da cursore. Col Parma è entrato in tutte le classifiche della sfida: 1 assist, 1 rete, 1 assist sbagliato, 1 tiro sbagliato, tre falli inutili a centrocampo e tre palle perse. Da interno dovrà essere più preciso, correre e trasportare la Lazio in Europa League. Ultima missione, poi magari anche il suo futuro rivedrà Lulic. (Alberto Abbate)
«Tante squadre lo seguono. Ci sono pochi giocatori in giro che possono ricoprire tutti i ruoli – spiegava già a novembre – e, questa sua duttilità tattica, lo rende molto prezioso per gli allenatori».
Ma sto abbate lo capisce che la considerazione di quei "molti" allenatori fa crescere il prezzo ?
Ma questo scrive co la penna o co la clava ?
Per tacer di tutto l'articolo.
Monnezza.