di quanti anni hai, joseph, non frega niente a nessuno. non è con te ce l'hanno, la tua foto in prima pagina è ad altro che mira. la tua faccia da "irregolare", da extracomunitario, da "clandestino", assai più della tua carta di identità, i tuoi lineamenti così scandalosamente diversi da quelli dei diciassettenni - ma anche dei ventisettenni o trentaquattrenni - nostrani, deve fare il giro d'Italia e del mondo per "sporcare" la maglia con il tricolore che tu indossi con tanto orgoglio e felicità
niente di nuovo, è già successo. quelli che hanno ignorato, fino a oggi, i documenti taroccati di decine di stranieri che riempiono le squadre primavera e non solo di tutti i club italiani, sono gli stessi, esattamente gli stessi, che scoprirono, improvvisamente, i passaporti falsi nel calcio italiano soltanto quando le maglie biancocelesti riuscirono a esibire, finalmente, quello stesso tricolore che tu indossi oggi. altre le facce, altre le firme, ma sono esattamente gli stessi pennivendoli, le stesse testate, gli stessi educatori di ieri. non ce la fanno, la maglia biancoceleste con il tricolore gli corrode l'anima, gli consuma la mente
gioca, joseph, gioca, segna, vinci, gonfia la rete nel prossimo derby, falli morire. e diventa ricco, diventa famoso, firma un bel contratto da professionista, comprati una porche decappotabile, continua il tuo viaggio, goditi Roma, goditi l'Italia, goditi l'Europa intera. e se un giorno si dovesse scoprire - non sia mai! - che la tua nascita non risale al 1996, bensì all'89, o al 91, o a chissà quando, bene, tanto peggio per tutti i sepolcri imbiancati improvvisamente riemersi alla luce
forza, joseph, su la testa. con il sorriso sulle labbra e la rabbia nel cuore