Io mi sono stufato da un bel po', tanto che sto maturando la decisione di prendermi un periodo sabbatico. E forse lo avrei preso sicuramente se non ci fosse stata questa maledetta partita del 26, perché se le cose vanno male c'è da rimanere in trincea, e se le cose vanno bene bisogna inserirsi nel cono del decollo.
Però sì.
E' stressante per vari motivi. Il piacere, il gusto del calcio lo sto smarrendo e me lo restituisce a gettone solamente assistere a partite internazionali, tipo la champions o l'europa League. Non le nazionali. Ma devono essere partite in cui non devo stringere il c.ulo per tifare per o tifare contro.
Sennò un motivo per rosicare lo trovi sempre.
Stare sul divano seduto in pizzo a sbraitare perché 11 magliettati di celeste non riescono a strappare un pareggiotto a Cagliari, l'ultima giornata di un campionato di cacc.a è sintomo di stress.
Servirebbe più distacco.
Ma mica è facile, perché è una lotta continua. L'errore è a monte: l'aver espresso a tutti i conoscenti, amici, parenti il proprio amore per il calcio, la passione per la Lazio.
Ma sono ormai troppe le cose che lo rendono fonte di cattivo umore.
La faziosità dei giornali
La spaccatura all'interno della tifoseria- il dover combattere ogni santo giorno con quello che ti dice una caxxata che lo prenderesti a sberle per quanto è imbecille.
La gente che vive di sfottò.
E chiarisci di qua, e rispondi allo slogan di là.
Poi in questa città? con dall'altra parte l'armata delle tenebre tifata da individui arroganti e pacchiani.
Le radio.
Le strisciate con i soliti immancabili favori arbitrali.
Le affermazioni velenose di questo o quello.
chi pende dalle labbra di calciatori/allenatori analfabeti e antipatici pure a Gandhi.
L'umore legato al risultato, all'articolo di repubblica, all'apertura di fb, alle dichiarazioni di Lotito, alle risposte alle dichiarazioni di Lotito. Le porte chiuse allo stadio, i cori macabri allo stadio.
Le discussioni con gli amici che una volta erano sane ed invece ormai sono all'insegna del "sipperò" e del "ve lo avevo detto".
Ognuno fermo sulle sue posizioni dogmatiche - al pub, in tv, sui forum, alla radio, ovunque - che per avvalorare le proprie tesi mistifica la realtà, distorce i fatti.
Il becerume. Ma li avete mai letti i commenti degli utenti agli articoli sui giornali? Uno specchio di quello che noi calcistici siamo diventati; una sintesi devastante di volgarità, razzismo, frustrazione, incompetenza. E rancore.
Il calcio è un mondo pieno di rancore. Fra tifosi della stessa squadra, dell'altra squadra; contro i conduttori, i telecronisti, i giornalisti, i giocatori, gli allenatori.
Un carrozzone di psicopatici e per noi laziali è ancora più difficile. Se alzi la voce soffri di sindrome di accerchiamento; se ti stai zitto ti vogliono cancellare; lotti una vita per studiare e farti una reputazione poi arriva il primo cretino decerebrato e dice che sei razzista.
E poi il culto di titty, le cassanate, le balotellate. Galliani che esulta come se veramente fosse vero quello a cui sta assistendo.
Boh.
Fosse per me tornerei indietro nel tempo e diventerei un tifoso tiepido.
Ma, stringi stringi, quante giornate veramente serene avete passato - calcisticamente parlando? tipo quest'anno?
Ma pure le vittorie non vi sembrano un contorno?
Alla fin fine, il nostro umore viene dettato da agenti esterni sui quali noi non possiamo incidere. Ve pare normale?
Dice: la cultura della sconfitta. Sì, fico, Io ce l'ho, ma se non ce l'abbiamo tutti passi per fregnon.e.
E pistocchi, guido, caressa, mauro, mensurati, il collega d'ufficio che t'aspetta pe rompete i
coglio.ni. Ma che mondo è? Ma che vordì?
vabbè, FORZA LAZIO