no, no non è il refrain - solo la Lazio, a Roma solo la Lazio - di uno dei nostri inni (il più brutto, decisamente)
è la constatazione, inconfutabile, dei risultati di un anno e passa di indagini della procura di Cremona sul calcioscommesse
perché, se è vero che il procuratore di martino già sei mesi fa chiedeva un'amnistia che consentisse al calcio italiano di andare avanti nonostante le macerie che stavano per sommergerlo
se è vero che il presidente del consiglio professor mario monti paventava addirittura due o tre anni di sospensione dei campionati per consentire al nostro calcio di ricostruire un proprio edificio più sano e più solido
e se è vero anche che in questo mare di lacrime e di scandali il ct della nazionale prandelli invitava la federazione a prendere in considerazione l'ipotesi di saltare la rassegna europea per manifesta impresentabilità dei nostri calciatori (e non solo)
se è vero insomma che il nostro "calcio infetto"- come ama titolare la gazzetta dello sport, un giornale che di infezioni se ne intende visto che organizza da un secolo ormai il giro d'Italia di ciclismo, una delle più importanti vetrine internazionali sui nessi economici tra chimica, farmacia e sport - è lì lì per esplodere, appeso com'è alle dichiarazioni di un gervasoni o di un gegic, di un masiello o di un carobbio
resta pur sempre il fatto che la procura di Cremona, al netto di titoloni e scoop, di annunci strabilianti e di promesse catastrofi, a tutt'oggi è riuscita a mettere in evidenza (più o meno), a sviscerare (forse), a enucleare (in parte, anzi, in particelle), a rivelare (mantenedo però il senso del mistero, come sempre nelle rivelazioni) i meccanismi nefasti che inquinano il calcio italiano d'èlite essenzialmente in due partite, Lazio-genoa e lecce-Lazio
a ben vedere, la cosa più strana di tutta questa inchiesta sta appunto nel rovesciamento, assolutamente incomprensibile, che essa subisce nel suo riflesso mediatico
ma se dopo un anno di indagini non si trova uno straccio di niente sulla juventus, sul milan, sull'inter, sul napoli, sul palermo, sulla fiorentina, sul catania, sul cagliari (della roma naturalmente non mette conto neppure parlare), sul bologna, sull'udinese - perché dalla procura di Cremona su quesi club non è emerso assolutamente nulla! - ovvero non si trova uno straccio di niente su quasi il cento per cento dei nostri club più importanti
e se gli unici nomi di rilievo finiti nel tritacarne sono quelli di doni (per partite però truccate in serie B), di milanetto (!?) e di mauri (immediatamente promosso capitano della Lazio); più un presidente e un allenatore, per vicende però anch'esse relative alla serie B dello scorso anno e comunque assai marginali rispetto alla questione calcioscommesse
se il quadro che emerge insomma è questo, allora la notizia, anzi la notiziona da sparare in prima pagina è la pulizia, la natura immacolata, il candore, il profilo virginale del calcio italiano di serie A
sì, il calcio italiano è pulito!
poi c'è la Lazio. e c'è mauri. questo appena un po' in sintesi dice la procura di Cremona. la Lazio e mauri sono il lato oscuro e inquinato che ha falsato la serie A italiana
tutto è straordinariamente semplice chiaro. tanto rumore per nulla, allora? oppure c'è un qualcosa che si non si vuol dire? o che noi non riusciamo a capire? o che è troppo difficile da ammettere?