Dario Canovi -esperto agente- è intervenuto ai microfoni di
Tuttomercatoweb.com, suo figlio Simone è stato uno dei registi dell'operazione che ha portato il terzino, classe '95, al City: "
Non so perché si parli di scippo se una squadra straniera prende un giocatore italiano e invece colpo se questo accade al contrario. La Lazio dice che aveva il progetto su Marin -continua Canovi-,
ma se il progetto è che i tre giovani di punta devono allenarsi con la Primavera capisco perché vogliono andare via". Parole pesanti, critiche non certo velate. C'è anche da dire, però, che Marin è un ragazzo di 17 anni, che nella scorsa stagione già era stato inserito come sotto età in Primavera. Niente avrebbe impedito al romeno -continuando a fare bene- di ambire alla prima squadra. Tant'è. La scelta è fatta, Marin ha valutato quello che riteneva giusto e adeguato per la sua carriera. Tare, però, non ha gradito e si è scagliato contro Roberto Mancini. Canovi frena: "
Mancini non c'entra niente. La Lazio dovrebbe fare una cosa più intelligente e cioè chiedersi perché i giovani vanno via e invece questo non accade con squadre come Inter e Milan. Io se fossi la Lazio me lo chiederei. Ai tre-quattro giocatori in cui credi devi fare il contratto, non puoi parlare di bilanci societari perché si tratta di poche decine di migliaia di euro. Vuol dire che non hai interesse verso i giovani. La Roma per esempio nei giovani crede tantissimo. Ecco, la Lazio faccia lo stesso...".
Canovi ha la credibilità del Gabibbo, che poi come detto da JSV probabilmente all'epoca dei 300k Tare manco faceva il DS della Lazio.