ROMA - Dalle parti di Formello già si stanno cercando i soprannomi più adatti. Con un cognome come il suo i nomignoli ed i vezzeggiativi si sprecano. Keisuke Honda è veramente vicinissimo alla Lazio, a parlare della situazione è lo stesso diretto interessato, che rompe il silenzio e chiarisce quali sono le sue intenzioni: "Voglio andare a giocare a Roma, si stanno negoziando gli ultimi punti della trattativa tra i due club, anche se il Cska deve ancora accettare formalmente l'offerta della Lazio - ha detto il talento nipponico in patria - Sono positivo, nel calciomercato può succedere anche tutto all'ultimo minuto". Sul perchè Honda abbia scelto l'Italia è chiaro, gli stimoli della serie A sono molteplici: "Anche se meno rispetto al passato, il campionato italiano resta uno dei più difficili al mondo, è molto complesso avere successo lì, rappresenta una sfida. In Italia il gioco è molto difensivo, per un giocatore offensivo è il miglior banco di prova". Dal Giappone sono sicuri del buon esito della trattativa, Honda si continua a preparare per tornare al meglio della forma fisica dopo l'operazione. Il giocatore, che in Giappone è considerato l'asso della nazionale nipponica, sta proseguendo il suo percorso riabilitativo a Barcellona. Si allena per tre ore al giorno e fa terapie agli ultrasuoni per il ginocchio destro.
Come riporta stamane l'edizione de il Messaggero, nel pomeriggio di ieri si sarebbe svolto un incontro tra i procuratori del giapponese e la dirigenza del Cska, tema del colloquio sono state le motivazioni che ancora non danno il via libera per il trasferimento. Secondo le stesse indiscrezioni ci sarebbe stato anche una chiacchierata telefonica tra il presidente Giner e lo stesso calciatore, che avrebbe avuto rassicurazioni in merito al suo futuro. Oggi è previsto un ulteriore contatto (forse l'ultimo?) tra i due club, la Lazio avrebbe alzato l'offerta a 4 milioni subito per il prestito e 9 da corrispondere in estate. Sulla faccenda extracomunitario, poi, Lotito avrebbe risolto il caso, tenendo in serbo un asso nella manica.
Alessio Aliberti
famo che ci crediamo...