Guardando l'evoluzione dell'epidemia penso che, oltre alla doverosa felicità, possiamo anche prevedere, con naturale facilità, che il campionato italiano possa ricominciare a metà maggio, a porte chiuse, in maniera da disputarsi anche senza patemi e senza tour de force.
le polemiche di questi giorni poteremmo tranquillamente metterle in archivio come "stronzate", l'UEFA ha rimandato gli Europei, oltre che per opportunità organizzative, anche per far terminare i campionati nazionali, senza difficoltà, per cui farsi di questo o quello "...non gioco, la stagione è finita...."....sono non solo da archiviare ma anche da catalogare sotto il titolo "squallore".
Strumentalizzare la gravità dell'epidemia per dire "annulliamo tutto" è stato di quanto più schifoso si possa osservare, oltre che un atteggiamento codardo e pauroso, che mai trasmetterei ai miei figli.
Mettiamo da parte le polemiche, il campionato dovrebbe ripartire a maggio, ora la discussione va spostata sulle modalità, che devono essere quanto più normali e naturali possibili, il tempo c'è e va sfruttato per avere una competizione fluida e senza compressioni.
tutto ciò cmq era prevedibile, bene avrebbero fatto gli organi di informazione a tacere ed eviatre di immaginare ipotesi di chiusura, invece la solita squallida figura di chi non riesce ad avere sobrietà ed attendere con compostezza.
in ogni caso il comporto che ne esce peggio, almeno per me, non è il mondo dirgenziale calcistico, ma una buona parte del giornalismo sportivo, mai sulle vicende e pronto solo a cavalcare polemiche e cercare di orientare l'opinione pubblica, allucinante come molte testate abbiano soffiato sull'annullamento del campionato, per meri interessi di fede calcistica, ben sapendo che i primi a pagare dazio sarebbero stati loro stessi.
La cosa più bella sarà cmq rivedere partite di calcio.