L'emergenza da superare è quella sanitaria, ovvero arrivare ad un punto in cui il sistema ospedaliero possa operare senza stress, è questa la funzione di queste resterizioni.
Inutile dire che la Nazione vive un momento difficile, a prescindere dagli incoraggiamenti che ci si fa più o meno platealmente, c'è tanta paura e tanta tristezza, tra poco aumenteranno anche i casi di depressioni, tralasciando il virus stesso.
Il calcio, lo sport, assume proprio in questa circostanza una grandissima importanza, è sempre stato così, in un momento difficile e cupo, la ripresa del campionato, ma anche delle coppe europee, assumerebbe un grandissimo significato da un punto di vista morale e psicologico, di forza e di ripresa....riprendere vuol dire che il virus avrà causato tante perdite, tante paure ma non ci ha tolto quello che avevamo, non lo ha portato via, significherebbe che abbiamo fatto sì che non distruggesse nulla ci apparteneva e ci appartiene....perciò è importante riprendere....quando...?
A metà aprile, a maggio , a giugno....?
La salute è il bene primario, per tutti, tifosi, giocatori.....per cui quando l'emergenza sarà diminuita, e si potrà rimettere in moto una sorta di normalità, il campionato e le coppe europee devono essere il volano della ripresa.
Quello che il calcio però deve comprendere, ma sembra che il Presidente della Federcalcio e la Lega di A vogliano seguire questa strada, è che a fronte di una situazione straordinaria e speciale se non unica, bisogna avere la massima flessibilità e adeguarsi alle circostanze, senza porre limiti o paletti che nella normalità avrebbero avuto un valore....si metta da parte la scadenza del 30 giugno, si prendano, d'intesa con tutte le parti in causa, club giocatori agenti federazioni, decisioni che superino ostacoli e date che ora non hanno senso, tempo per fare vacanze a Dubai, nei lussuosi resort, ce ne sarà in seguito, la priorità deve essere la ripresa, anche se si dovesse riprendere a giugno, e tutto si concluderà con la regolarità che Noi sportivi e tifosi abbiamo sempre auspicato.