Campionato - coronavirus

Aperto da alex73, 08 Mar 2020, 09:43

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Sonni Boi

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Citazione di: StylishKid il 29 Apr 2020, 14:42
Ma poi è una questione di casualità.

Se un giocatore si becca una malattia infettiva per caso, ok sta fuori e si aspetta che guarisca.

Qui stiamo parlando di una pandemia, che già sai che può ridurre le rose delle squadre.
Che fai? Ti affidi alla sorte?

Chi c'ha più culo col virus vince il campionato?

Poi boh.

Non so se ne sei consapevole, ma seguendo questo approccio (che poi è lo stesso di Spadafora, Malagò e Tommasi) altro che ripartire a ottobre.
Di calcio (e ogni altro sport di squadra) se ne riparla nel 2022, se è stato trovato un vaccino.

Il che significa il fallimento di un buon 70-80% delle società sportive italiane, Lazio compresa.

Pergianluca

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Dal Corriere dello Sport (il giornalista è l'ex direttore del Mattino)

L'uso politico della paura
Alessandro Barbano

mercoledì 29 aprile 2020 08:45

Lo stop del campionato francese galvanizza il partito del tutto si fermi, il via di quello tedesco e di quello spagnolo scalda l'animo dei giochisti. E sulle proteste del Paese contro l'incerta strategia d'uscita dal lockdown cade lo spettro di uno scenario pestilenziale. Una manina rende pubblica la relazione riservata del comitato tecnico scientifico, che avrebbe indotto il governo a frenare sulla fase due: nel caso si riaprisse tutto e subito – scrivono gli esperti - rischieremmo 151mila richieste di ricovero in terapia intensiva, 16 volte di più dei posti disponibili. Come si vede, l'idea di giocare con le proiezioni matematiche continua a essere una suggestione politicamente spendibile. Lo aveva già fatto il ministero della Salute, citando uno studio di gennaio che minacciava tra 600 e 800 mila morti. E che tuttavia non è servito a farci trovare preparati all'arrivo del coronavirus.

Ma non è l'uso politico della paura a coprire una navigazione a vista. Che una ripresa della vita comporti un rischio epidemiologico è circostanza che molti Paesi europei hanno ben nota. Tanto quelli, come la Svezia e il Portogallo, che hanno adottato una versione soft e liberale del lockdown, cioè senza divieti ma con una politica di responsabilizzazione dei cittadini. Tanto quelli, come la Germania, che, dopo aver stabilizzato i contagi, hanno riaperto fabbriche e uffici con misure di protezione personale e distanziamento sociale, constatando un lieve incremento dei positivi. Perché all'allentamento dei vincoli deve corrispondere una lotta al virus combattuta sul territorio, con tamponi e tracciamento dei contatti, che vedono in prima linea la medicina di base. Vuol dire - come spiega il virologo Andrea Crisanti, artefice dell'unica esperienza italiana che possa dirsi vincente, quella veneta -, ipotesi diagnostiche fatte via telefono e verificate in tempo reale, geolocalizzazione del contagio e chiusura chirurgica degli eventuali focolai, con una speciale protezione degli anziani.

Ma il punto è questo: dopo due mesi e mezzo di lotta alla pandemia, l'Italia è attrezzata per condurre una simile strategia? Una risposta empirica la fornisce un lettore torinese del Corriere dello Sport, che ci ha telefonato per raccontare la sua esperienza: si è ammalato cinquanta giorni fa, e ha ricevuto il primo tampone solo ieri. Ma la stessa conferma viene anche dagli esperti. Tanto Crisanti, quanto lo stesso consulente del ministero della Salute, Walter Ricciardi, ammettono all'unisono che la macchina sanitaria non è pronta per la fase due.

Purtroppo quello che vale per la sanità vale per tutti gli ambiti della vita del Paese. C'è una strategia per portare la scuola fuori dalla crisi? Che prefiguri un sistema ibrido centrato su una didattica fisica e una virtuale, lezioni temporalmente sfalsate e in spazi compatibili con il distanziamento sociale? C'è nell'idea di far ripartire i trasporti, il lavoro, le opere pubbliche un ridisegno delle città attorno un modello sostenibile di relazioni umane? La risposta sembra essere no. Dalla sanità all'istruzione, dal lavoro allo sport, l'azione di governo non coincide con una strategia del rischio, ma piuttosto con una tattica dell'attesa. Affinché i contagi cessino e tutto torni come prima.

Paventando lo spettro di una nuova fiammata epidemica, il governo ci sta chiedendo di farci carico della sua confusione. Noi dobbiamo chiedere al governo un piano per portarci fuori dalla crisi, che è ormai sanitaria, ma anche economica, sociale e perfino esistenziale. Per la piccola, ma simbolicamente importante, battaglia che il calcio combatte, vuol dire date e regole certe per provare a ripartire. Come ha fatto la Spagna, che pure non ha meno contagi di noi. Ma fa sua la responsabilità del rischio, non la retorica da social per buttare la palla in tribuna.

Lazio19001989

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Citazione di: RubinCarter il 29 Apr 2020, 15:16
Marco Valerio Bava. Un raggio di sole nella tempesta più lunga.
Grazie.

NandoViola

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non ho capito di cosa stiamo parlando: se dal 2 giugno riparte più o meno tutto (parrucchieri, dentisti, bar, ristoranti etc per intenderci) NON può ripartire il calcio, con tutte le precauzioni (ed i privilegi) del caso?
ma stiamo scherzando?
PS: che poi, a questo punto, se dovesse significare far zompare 6/7 società di serie A (di cui una nota associazione a dilinquere)... quasi quasi

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Tarallo

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Scusa Nando, ma per quanto ipocrita e inattuabile, la teoria che in altre occupazioni il rispetto delle distanze di sicurezza, maschera e tutto, sia possibile e nel calcio no non è peregrina.
Che me so perso?

StylishKid

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la verità è che non potrebbe né dovrebbe ripartire nulla.
Però se non lo fai finiamo come il bangladesh.

Per cui tutti in fabbrica!

Per il calcio mi pare si stia adottando un metodo diverso.

Non sto dicendo che fanno bene eh, è pura constatazione.

trax_2400

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Secondo me non rischierà di fallire nessuna società di serie A.
Altrimenti sai le cause?
Cause che ci saranno comunque perché chi stabilisce quali società vengono promosse e quali retrocesse?
Si parla di serie A a 22 squadre per il prossimo anno ma chi glielo spiega al Frosinone, terzo in serie B a 2 soli punti dalla seconda che non può essere promosso e neanche fare i playoff?
Questo secondo me significa solo una cosa: che tutti i buffi verranno ricoperti dallo stato approfittando della possibilità di aumentare il debito o con i soldi che verranno dall'Europa.
In definitiva, coi soldi nostri.
Iscrizione fatta  :)

vaz

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stanno aprendo tutto, per ora.

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carib

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Per me - purtroppo - quel che disse Cattaneo il 13 marzo è ancora valido

Citazione di: carib il 13 Mar 2020, 09:48
Questa "riflessione" di Marco Cattaneo (direttore de Le Scienze) IMHO aiuta a farsi un'idea di quando si potrà iniziare a pensare di far giocare delle partite: se tutto va bene, non prima di agosto...

+++BREAKING NEWS+++
Quando finisce un'epidemia
Dato che non mi fido, meglio che ve lo dica subito. E vi chiedo, dato che mi seguono parecchie persone, di cominciare a condividerlo e a ripeterlo da adesso ai vostri contatti, reali e virtuali.
Ma veniamo al punto.

Già oggi vedrete qualche curva che si discosta lievemente dall'andamento esponenziale che l'epidemia in Italia (e soprattutto in Lombardia, per i numeri) ha avuto fino a un paio di giorni fa.
Potrebbe (POTREBBE) essere un buon segno.
E potrebbe (POTREBBE) ottimisticamente accadere che tra una decina di giorni o giù di lì il numero dei contagi diminuisca di molto, se TUTTI facciamo la nostra parte.

Ecco, ve lo dico dal cuore: non c'è un cazzo da festeggiare, né oggi né tra dieci o quindici giorni.
E soprattutto non c'è da scaraventarsi fuori di casa gridando "Campioni del mondooo! Poropoporopoporo!" e abbracciando sconosciuti sudati in canottiera.
Se non mi credete, andate a vedere i criteri con cui l'Organizzazione mondiale della Sanità dichiara conclusa un'emergenza epidemica. Vediamo quella di Ebola, per esempio. L'emergenza finisce dopo DUE PERIODI DI INCUBAZIONE COMPLETI in cui non si registrano nuovi contagi. Sono 42 giorni per Ebola. Potrebbero essere 30 per SARS-CoV-2. Dopo di che, è richiesto a ogni paese di mantenere un'elevata sorveglianza per 90 giorni.

Non so se mi sono spiegato, ma spero che sia chiaro. Quando vedremo la luce in fondo al tunnel mancheranno ancora diversi chilometri per essere fuori. Perciò, travolti dall'euforia, non baciate i vicini che detestavate fino a un mese prima. Continuate a farvi i cazzi vostri. Rimanete a casa il più possibile ANCHE DOPO. Finché davvero gli epidemiologi non ci diranno che possiamo tornare alla normalità. Che arriverà piano piano, riapriranno le attività, torneremo a sussurrarci pettegolezzi all'orecchio, con prudenza, torneremo in ufficio anziché lavorare dal divano (premuratevi di rendervi riconoscibili, nel frattempo, almeno dai vostri familiari), a cenare al ristorante, magari.
Ma prima di cantare vittoria dovremo rimanere in allerta per un po'.

Mettiamola così. Se tutto va bene, ma proprio bene, facciamo una festa a Ferragosto (ma proprio se ci dice culo eh, a essere molto ottimisti, ma meglio pochi e selezionati e senza gli amici stranieri).
Ditelo ai vostri amici, ai vostri parenti, ai semplici conoscenti. Proviamo a non fare i [...], perché resistere a una seconda botta sarebbe molto, molto più dura.


vaz

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L'ipocrisia è schiacciante sugli allenamenti, Lotito, Parolo, Acerbi, hanno ragionissima.
Sulle partite non lo so.
Che poi nelle fabbriche la realtà sarà diversa da quella auspicata credo che sarà scontato, ma che due calciatori non si scambino droplets anche se non si chiamano Zago o Poulsen (cit. gazzetta) a me pare impossibile.

trax_2400

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Pare che si possano andare a trovare anche gli amici.
Quindi in pratica posso andare a trovare chi mi pare.
Bello e pure giusto.
Però mi sembra più pericoloso che far ricominciare le partite di calcio con un protocollo rigoroso.

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Tarallo

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Citazione di: trax_2400 il 29 Apr 2020, 15:35
Pare che si possano andare a trovare anche gli amici.
Quindi in pratica posso andare a trovare chi mi pare.
Bello e pure giusto.
Però mi sembra più pericoloso che far ricominciare le partite di calcio con un protocollo rigoroso.

Ma no. Di nuovo, in teoria gli amici la distanza la possono osservare. I calciatori no. I tennisti si (anche se si potrebbe discutere sulle palle ecc)

StylishKid

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Tennisti coi guanti.

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Quando parliamo di calcio in realtà parliamo di calcio di serie A. Non parliamo del torneo di calciotto o dei calciatori di categoria inferiore. Parliamo del calcio dove si usa la Var e che rapresenta una delle industrie più importanti per il calcio.

Quindi parliamo di un gruppo ristrettissimo di individui. Solo di loro. Non del calcio in generale.

Come fai a fare un ragionamento serio se non parti dai tamponi.

Li fai allenare dal 4 e non dal 18, in modo individuale, fai la prima tornata di tamponi e ragioni.
Su dati.
Poi dopo 10 giorni rifai i tamponi.
Monitori e di volta in volta decidi.

Se e quando sono tutti negativi (90%?) parti. Se sei troppo in là intanto ti sei organizzato per la prossima stagione.

Non riusciamo a controllore neanche un gruppo di 1000 persone?


Pergianluca

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Citazione di: Tarallo il 29 Apr 2020, 15:33
L'ipocrisia è schiacciante sugli allenamenti, Lotito, Parolo, Acerbi, hanno ragionissima.
In realtà non è ipocrisia (nel senso di disparità di trattamento, irragionevolezza della misura o simili).
E' solo la premessa per attuare una decisione (quella di farla finita qui) che non si ha il coraggio di dichiarare.
Se non ti sei allenato, che cosa vuoi ricominciare?
Al netto di tutto e pur volendo dare per buono il ragionamento complessivo (sul quale comunque ho molti dubbi), rimane un interrogativo che nessun giornalista d'inchiesta ha ancora avuto l'idea di sottoporre al Presidente del Consiglio ed al Ministro dello Sport.
Dovendoci dire per correttezza che la situazione sanitaria generale rimarrà invariata quanto meno sino a gennaio (e già siamo ottimisti) e se vogliamo veramente preservare le curve di contagio tendenti a zero suggerite dalla task force degli scenziati (anche su questa categoria si dovrebbe cominciare una riglessione), come cazzo si può immaginare che il calcio e qualsiasi attività umana possa iniziare nuovamente prima della fine del 2021?

Corallo

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Citazione di: Tarallo il 29 Apr 2020, 15:33
L'ipocrisia è schiacciante sugli allenamenti, Lotito, Parolo, Acerbi, hanno ragionissima.
Sulle partite non lo so.
Che poi nelle fabbriche la realtà sarà diversa da quella auspicata credo che sarà scontato, ma che due calciatori non si scambino droplets anche se non si chiamano Zago o Poulsen (cit. gazzetta) a me pare impossibile.

il problema è a cosa serve allenarsi se poi tanto non ti fanno giocare?

ma sono d'accordo sul fatto che è una cosa senza senso poter correre in un parco e non poter organizzare un allenamento a formello dove ci saranno 7 campi e quindi avresti la possibilità di dare una metà campo ad ogni calciatore...

vaz

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Citazione di: DajeLazioMia il 29 Apr 2020, 15:41
Li fai allenare dal 4 e non dal 18, in modo individuale, fai la prima tornata di tamponi e ragioni.
Su dati.
Poi dopo 10 giorni rifai i tamponi.
Monitori e di volta in volta decidi.

Non riusciamo a controllore neanche un gruppo di 1000 persone?



il fatto è che se tra i 10 gg tra tampone e tampone c'è qualcuno asintomatico, o se il tampone ha dato un falso negativo, come fai?

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Pergianluca

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Citazione di: Pergianluca il 29 Apr 2020, 15:41
In realtà non è ipocrisia (nel senso di disparità di trattamento, irragionevolezza della misura o simili).
E' solo la premessa per attuare una decisione (quella di farla finita qui) che non si ha il coraggio di dichiarare.
Se non ti sei allenato, che cosa vuoi ricominciare?
Al netto di tutto e pur volendo dare per buono il ragionamento complessivo (sul quale comunque ho molti dubbi), rimane un interrogativo che nessun giornalista d'inchiesta ha ancora avuto l'idea di sottoporre al Presidente del Consiglio ed al Ministro dello Sport.
Dovendoci dire per correttezza che la situazione sanitaria generale rimarrà invariata quanto meno sino a gennaio (e già siamo ottimisti) e se vogliamo veramente preservare le curve di contagio tendenti a zero suggerite dalla task force degli scenziati (anche su questa categoria si dovrebbe cominciare una riglessione), come cazzo si può immaginare che il calcio e qualsiasi attività umana possa iniziare nuovamente prima della fine del 2021?
Aggiungo, questa risposta dovrebbe darcela chi, pure in possesso di tutte le informazioni da gennaio, ha dato quella che, ormai lo si può dire con una certa sicurezza, una delle risposte di sistema peggiori di tutta Europa. I tristi numeri dei decessi stanno lì a dimostrarlo. Ancora una ventina di giorni fa si discuteva tampone si, tampone no

Corallo

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Citazione di: DajeLazioMia il 29 Apr 2020, 15:41
Quando parliamo di calcio in realtà parliamo di calcio di serie A. Non parliamo del torneo di calciotto o dei calciatori di categoria inferiore. Parliamo del calcio dove si usa la Var e che rapresenta una delle industrie più importanti per il calcio.

Quindi parliamo di un gruppo ristrettissimo di individui. Solo di loro. Non del calcio in generale.

Come fai a fare un ragionamento serio se non parti dai tamponi.

il problema diventerebbe anche tutte le varie troupe televisive, arbitri etc etc...per una partita di serie A secondo me si muoveranno minimo 500 persone

Li fai allenare dal 4 e non dal 18, in modo individuale, fai la prima tornata di tamponi e ragioni.
Su dati.
Poi dopo 10 giorni rifai i tamponi.
Monitori e di volta in volta decidi.

Se e quabdo sono tutti negativi (90%?) parti.

Non riusciamo a controllore neanche un gruppo di 1000 persone?

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