Dal blog di Andrea Satta, musicista, pediatra e scrittore, più noto come voce dei Têtes de Bois, apparso oggi sull'Unità on line (http://dioemorto.com.unita.it/2012/10/21/campioni-riuniti-chinaglia-riposa-accanto-a-maestrelli/)
Esule fin dall'approdo, figlio di emigranti mezzi liguri e mezzi toscani, e ora pure, che ritorna casa, a Roma, dove è stato amato. Giorgio Chinaglia riposerà nella tomba della famiglia Maestrelli, me lo ha detto Massimo, il figlio di Tommaso, il suo allenatore. Felice Pulici, che di quella Lazio era il numero uno: «Un gesto straordinario, ritorna nell'amore che lo ha sempre atteso, nella famiglia che lo sapeva migliorare. Uno si può chiedere come mai, ma forse non si può spiegare. Maestrelli è stato un grandissimo personaggio, sapeva cogliere di noi ogni necessità. Eravamo un gruppo che litigava tutta la settimana, ma poi si raccoglieva e nel pullman già sapeva cosa fare e si ritrovava in campo compatto. Forse la stampa dell'epoca non ha colto fino in fondo il valore di quella Lazio, giocavamo il "calcio totale" prima che l'Olanda lo mostrasse al mondo. Chinaglia era protagonista sempre, anche quando in un Inter–Lazio, sul 3 a 1, furioso con Re Cecconi e Frustalupi, scalciò il pallone verso gli avversari urlando "Ecco come dovete lanciare il vostro centravanti!", anche quando, sul 2 a 0 di un Lazio-Milan del '73, in un dribbling al limite della nostra area, si fece soffiare la palla da Rivera che mi trafisse per il 2 a 1. E meno male che Lo Bello annullò il 2 a 2 di Chiarugi per fuorigioco e Nereo Rocco, infuriato ed espulso, uscendo, si sollevò il suo cappello da alpino, al quale mancavano solo le piume, per salutare l'arbitro... Da allora Giorgio non lo volevo neanche più in barriera, temendo qualche maldestra deviazione. Giorgio che dormiva a casa di Maestrelli che gli alzava le tapparelle e lo avvertiva che era domenica, Giorgio che viveva del suo pensiero... I figli di Tommaso, i gemelli, li avevamo sempre fra i piedi, erano dei bambini vivacissimi e ormai facevano parte della famiglia».
Uno dei due bambini è un uomo adulto, Massimo Maestrelli (Maurizio è scomparso prematuramente l'anno scorso) mi racconta: «L'idea venne con Giancarlo Oddi (il terzino di quella Lazio), ci piaceva ospitare Giorgio accanto al babbo... sentii la famiglia ... in fondo io la vedo una cosa normale... Giorgio che viveva da noi che ero piccolino, Giorgio che in preda al dolore, una notte, si tolse un dente con una forchetta... fra tre settimane sarà qua. Mi fa piacere immaginare che un tifoso possa andare al Camposanto a trovare Giorgio o il babbo e trovarci l'altro accanto».
Non è una cosa normale, Massimo, è un gesto d'amore. L'intimo che non si può condividere lascia una traccia e migliora chi legge e chi ha la fortuna di scrivere e di ascoltare.
Citazione di: radar il 22 Ott 2012, 00:11
Dal blog di Andrea Satta, musicista, pediatra e scrittore, più noto come voce dei Têtes de Bois, apparso oggi sull'Unità on line (http://dioemorto.com.unita.it/2012/10/21/campioni-riuniti-chinaglia-riposa-accanto-a-maestrelli/)
Esule fin dall'approdo, figlio di emigranti mezzi liguri e mezzi toscani, e ora pure, che ritorna casa, a Roma, dove è stato amato. Giorgio Chinaglia riposerà nella tomba della famiglia Maestrelli, me lo ha detto Massimo, il figlio di Tommaso, il suo allenatore. Felice Pulici, che di quella Lazio era il numero uno: «Un gesto straordinario, ritorna nell'amore che lo ha sempre atteso, nella famiglia che lo sapeva migliorare. Uno si può chiedere come mai, ma forse non si può spiegare. Maestrelli è stato un grandissimo personaggio, sapeva cogliere di noi ogni necessità. Eravamo un gruppo che litigava tutta la settimana, ma poi si raccoglieva e nel pullman già sapeva cosa fare e si ritrovava in campo compatto. Forse la stampa dell'epoca non ha colto fino in fondo il valore di quella Lazio, giocavamo il "calcio totale" prima che l'Olanda lo mostrasse al mondo. Chinaglia era protagonista sempre, anche quando in un Inter–Lazio, sul 3 a 1, furioso con Re Cecconi e Frustalupi, scalciò il pallone verso gli avversari urlando "Ecco come dovete lanciare il vostro centravanti!", anche quando, sul 2 a 0 di un Lazio-Milan del '73, in un dribbling al limite della nostra area, si fece soffiare la palla da Rivera che mi trafisse per il 2 a 1. E meno male che Lo Bello annullò il 2 a 2 di Chiarugi per fuorigioco e Nereo Rocco, infuriato ed espulso, uscendo, si sollevò il suo cappello da alpino, al quale mancavano solo le piume, per salutare l'arbitro... Da allora Giorgio non lo volevo neanche più in barriera, temendo qualche maldestra deviazione. Giorgio che dormiva a casa di Maestrelli che gli alzava le tapparelle e lo avvertiva che era domenica, Giorgio che viveva del suo pensiero... I figli di Tommaso, i gemelli, li avevamo sempre fra i piedi, erano dei bambini vivacissimi e ormai facevano parte della famiglia».
Uno dei due bambini è un uomo adulto, Massimo Maestrelli (Maurizio è scomparso prematuramente l'anno scorso) mi racconta: «L'idea venne con Giancarlo Oddi (il terzino di quella Lazio), ci piaceva ospitare Giorgio accanto al babbo... sentii la famiglia ... in fondo io la vedo una cosa normale... Giorgio che viveva da noi che ero piccolino, Giorgio che in preda al dolore, una notte, si tolse un dente con una forchetta... fra tre settimane sarà qua. Mi fa piacere immaginare che un tifoso possa andare al Camposanto a trovare Giorgio o il babbo e trovarci l'altro accanto».
Non è una cosa normale, Massimo, è un gesto d'amore. L'intimo che non si può condividere lascia una traccia e migliora chi legge e chi ha la fortuna di scrivere e di ascoltare.
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ma da dove è uscito questo Antonio Satta?
ha scritto un articolo spettacolare
sono senza parole
Grazie Antonio
p.s. Oddi era stopper non terzino (Petrelli, Martini)
Andrea Satta ;) è un musicista italiano che nonostante il suo impegno come voce dei Tetes de Bois non ha lasciato il suo lavoro principale, pediatra da qualche parte nella provincia di Roma. Si occupa di integrazione dei minori ed è anche poeta