Premettendo che mi piace molto, che apprezzo il suo modo di fare e la sua caparbietà, ha saputo trasformare i fischi in applausi e questo dimostra quanta determinazione abbia questo ragazzo. Sono convinto anch'io che i numerosi/ innumerevoli, tentativi da fuori siano una direttiva del mister che giustamente vuole sfruttare questa dote del giocatore. Però, ho notato anch'io che ultimamente è un po' più nervoso del solito. Non parlo solo di ieri sera, ma delle ultime partite. Sicuramente le prestazioni sono ottime come sempre, ma un filo di nervosismo l'ho ravvisato anch'io. Quei sassolini nella scarpa di cui parla V. ci sono anche per me. Niente di che, più granelli di sabbia che sassolini, ma tant'è.
A parte i tiri che per me con Pelizzoli in porta non puoi, ma devi fare, c'è stata una situazione strana. Con Pereirinha che avanzava verso la palla per raccogliere il passaggio del compagno di turno,e Candreva che puntualmente gli tagliava la strada. M'è sembrato un caso, una fatalità, ma la cosa s'è ripetuta altre 2 volte. Niente di che, ci mancherebbe, è solo una grande voglia di fare, che a volte si traduce in "strafare", però ci sta. Anzi, secondo me chi ha i numeri deve provarci, deve dire "ci penso io" e prendere la squadra per mano nei momenti di difficoltà. Tentare, tentare sempre e crederci sempre! Col pressing (come ha fatto col Borussia), e col tiro. Certo è, se davanti hai un Saha che ti chiede palla, un pensierino puoi anche farlo...

P.s Per tutti quelli che si stupiscono dell'atteggiamento di molti Netters, iper-autocritici anche dopo le vittorie, riporto la definizione che Gianni Brera diede dei Laziali: " ...Competenti, obiettivi e spesso critici nei confronti della squadra, ma pronti ad unirsi per seguire l'Aquila fino all'inferno se necessario." Non so voi, ma per me è una grande verità.
Forza Antonio, e forza Lazio sempre!