La mia attività sportiva si limita alla bicicletta, ci vado assiduamente da molto tempo. Chi va in bicicletta sa di che parlo, un mio amico ama dire "dall'eroina si riesce a uscire, dalla bici mai!"
In effetti si beccano ciclisti di 65/70 anni e anche di più che non te la regalano per niente...
Ad andare in bicicletta, si sa che se raggiungi qualcuno e decidi di superarlo, "dopo" devi essere pronto a menare, a staccarlo pedalando di brutto, più forte che puoi perchè tanto è sicuro, quello ti si è attaccato dietro e proverà prima o poi a risuperarti.
Ci vuole, appunto, cattiveria.
Non solo spirito competitivo, grinta, rabbia, passione e forza. Cattiveria. Devi essere cattivo, devi essere consapevole che "l'avversario" lo stai battendo.
Parlo ai livelli infimi miei, ma anche ai livelli più alti, quelli dei professionisti.
Al di là di tutti i discorsi che si sono fatti, la "carognata" di Sebastian Vettel due domeniche fa in Malesia, nei confronti del compagno di squadra Mark Webber, era appunto solo e soltanto cattiveria.
Certo, autorità, voglia di vincere, insaziabilità, determinazione, tutto quello che volete. Sopra tutto c'era la cattiveria.
Quella sana, intendiamoci, quella sportiva. Non certo la cattiveria del brigante, del mascalzone o dell'uomo senza scrupoli.
A me, personalmente, è qualcosa che manca del tutto.
Lo so e lo riconosco. Probabilmente, e non solo nello sport, è il mio limite (o il mio pregio? ma non credo...) più grande.
Ripeto, nei limiti del ciclismo delle mie dimensioni, eh...
A me capita di vedere uno laggiù in fondo al rettilineo? Vado a prenderlo, mi dico. E comincio a spingere, a spingere, a spingere fuori soglia, in maniera ostinata, pure con le gambe che fanno male, pure col cuore in gola e senza fiato, magari in salita chè è il limite massimo.
Mi impegno, mi ammazzo e alla fine, esultando come un pazzo nel mio intimo, lo becco! Lo aggancio, è mio.
E a quel punto... mi ci metto a ruota, paziente e soddisfatto, al massimo lo affianco per fargli vedere che ci sono e che l'ho raggiunto.
Ma poi rinuncio a superarlo. Perchè, come l'ho raggiunto posso pure superarlo, e magari staccarlo.
Ma mi manca la cattiveria, appunto. Quella del colpo di grazia.
Non a caso sono Laziale, forse è quello...
La Lazio in questa stagione non ha mai fatto più di tre gol (magari, se volemo aspetta' il Fenehrbace... N.d.N.

) .
Lo so, per vincere ne basta uno, ma a volte anche tre possono non essere sufficienti.
Gli manca a questa Lazio, forse, la cattiveria. Quella sana, quella sportiva.
Quella che sul 3 a 0 ti spinge a provare a fare il quarto, e perchè no il quinto. A continuare a menare, a menare forte.
Con la roma all'andata, col Milan, tante altre volte quest'anno, persino all'ultimo Derby, potevamo dilagare, potevamo fare gol a cariolate, invece ci siamo "fermati". Ci siamo specchiati e ci siamo piaciuti.
Pjanic al Derby di andata ha fatto 3 a 2 a tre dalla fine e al 95° non ricordo se Oswaldo o Balzaretti o chi altro fosse, ha mandato a lato di centimetri il 3 a 3. E idem col Milan, mi pare El Sharaawi che l'ha spedita alta.
Cattiveria, cattiveria, cattiveria. La giusta dose, ma cattiveria.