Sono ore decisive per il futuro di quello che sta diventando il tecnico più corteggiato del calcio internazionale.
Jorge Sampaoli, argentino di 56 anni, è la prima scelta per la panchina della Lazio, ma tra le richieste dell'allenatore e la proposta del club biancoceleste c'è un gap di 400.000 euro ancora da colmare: Sampaoli vuole 2,6 milioni di euro all'anno, per un biennale, Lotito ne propone 2,2.
Una differenza di poco conto? Non proprio, perché la dilatazione dei tempi in una trattativa che sembrava potersi chiudere già la scorsa settimana, con la visita dell'argentino nella Capitale, rischia di riaccendere il corteggiamento da parte di altre società che farebbero di tutto per ingaggiare l'ormai ex c.t. del Cile.
Valencia ed Espanyol hanno già bussato alla sua porta nel corso dell'ultimo weekend, approfittando dello stallo nella negoziazione con la Lazio e se finora Sampaoli è stato di una correttezza esemplare, evitando di tradire la parola data agli interlocutori romani, non si può tirare troppo la corda, perché per un tecnico del suo calibro è inevitabile che si possa scatenare un'asta dagli effetti potenzialmente pericolosi.
Oggi Sampaoli è considerato un vero e proprio guru, un condottiero dal carisma nemmeno paragonabile agli allenatori che si sono alternati nel corso dell'ultima stagione sulla panchina della Lazio: Stefano Pioli e Simone Inzaghi. Eppure, fino a qualche anno fa era uno dei tanti illustri sconosciuti del calcio sudamericano, non avendo mai incantato ne' da calciatore (dovette smettere a 19 anni, per un brutto infortunio ad una tibia), ne' da allenatore, avendo percorso fino al 2012 un tratto decisamente anonimo con alcune squadre minori del calcio argentino.
Il salto di qualità lo ha fatto approdando sulla panchina del Cile, con il quale lo scorso anno ha vinto in maniera decisamente inattesa la Coppa America. A rendere il tutto ancora più eccitante, è stato il fatto di giocare la finalissima contro l'Argentina dei suoi connazionali Messi e Agüero e sconfiggerla ai calci di rigore.
Certo, non si può dire che una squadra che annoverava giocatori come Vidal e Alexis Sanchez fosse un'outsider, ma sicuramente non era la prima scelta dei bookmaker, al momento di pronosticare il vincitore del torneo. Se non fosse stato per i problemi con la federazione cilena, che lo hanno convinto a fuggire a gambe levate, "la Roja" non si sarebbe mai privata del suo vero asso nella manica, che è proprio "Don Sampa".
L'impresa contro l'Argentina ne ha fatto uno dei tecnici più ammirati e coreggiati del mondo, anche per via di alcuni metodi di allenamento e preparazione della partita decisamente singolari.
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