Chi sarà l'allenatore per la stagione 2016/17?

Aperto da Cri, 28 Apr 2016, 16:41

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skizzo87

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Citazione di: Andrewblu il 24 Mag 2016, 09:15
Brevemente, giusto per chiarire che trattasi di una scelta di alto profilo visti i canoni di Lotito:

1998-99 porta l'Hellas Verona in serie A
1999-00 Hellas Verona 9° in classifica in serie A. Si dimette a fine campionato
2000-01 porta il Venezia in serie A
2001-02 esonerato in A dal Venezia dopo 5 sconfitte in 5 gare
2002-03 porta il Parma 5° in serie A (qualificato per la Coppa UEFA)
2003-04 porta il Parma 5° in serie A
2004-05 ingaggiato dalla Roma si dimette subito per stare vicino alla moglie
2005-06 porta la Fiorentina al 4° posto e preliminare di Champions (ma calciopoli dara -19 punti ai viola)
2006-07 porta la Fiorentina al 6° posto (qualificato in Coppa UEFA partendo da -15)
2007-08 porta la Fiorentina al 4° posto (preliminare Champions). Perderà in semifinale di Coppa UEFA ai rigori.
2008-09 porta la Fiorentina al 4° posto (preliminare Champions)
2009-10 porta la Fiorentina al 11° posto (eliminata agli ottavi di Champions dal Bayern Monaco e in semifinale di Coppa Italia dall'Inter di Mourinho).
2010 diventa Ct dell'Italia.

é che dopo il 2012 non ne ha azzeccata una :D

Comunque ripeto non é la mia scelta migliore ma é sicuro altro livello (anche se non ha mai vinto niente ) sui predecessori e le alternative italiane.

Sonni Boi

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Citazione di: Tarallo il 24 Mag 2016, 09:10
Si ma al Gala ha fatto superschifo (malgrado i punti; il campionato turco e' spezzato in due, con non piu' di qualche squadra decente), io vidi diverse partite e era sconvolgente l'assenza totale di idee. Che poi puo' essere tradotta in assenza totale di voglia dei giocatori di muoversi. Che dipende dall'allenatore. Che puo' dipendere dall'ambiente. Insomma un po' di rischio c'e'.

Sì, ma il Gala di quest'anno dimostra che il problema non fosse Prandelli.
Alla prova dei fatti, andatosene lui - che l'anno scorso viaggiava comunque quasi alla media di 2 punti a partita - sono colati a picco.

Parliamo di un allenatore che ha avuto 5 mesi 5 negativi (da giugno 2014 a novembre 2014) nell'arco di una carriera ricca di soddisfazioni.

Citazione di: skizzo87 il 24 Mag 2016, 09:24
é che dopo il 2012 non ne ha azzeccata una :D

Comunque ripeto non é la mia scelta migliore ma é sicuro altro livello (anche se non ha mai vinto niente ) sui predecessori e le alternative italiane.

Ma perchè dopo il 2012?

Ma la Confederation Cup del 2013 ce la siamo scordata? E poi scusa, ai Mondiali del 2014 non ci siamo qualificati? Quei 2 anni Prandelli ha fatto il suo egregio lavoro, il fallimento è ascrivibile a giugno 2014 e non vedo perchè iniziare a contare dal 2012.

vaz

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la cosa che mi preoccupa di Prandelli è che non è un vincente. Cioè, arrivato al dunque (in una finale) spesso e volentieri perde.

JoseAntonio

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skizzo87

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Comunque Prandelli aveva una media punti di 1.25 in turchia.

Tra campionato e coppe 6 vittorie 2 pareggi e 8 sconfitte.

Tra cui aver preso 4 gol in 4 partite diverse nel giro di un mese e mezzo.

Constantine

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Citazione di: inquisitor il 24 Mag 2016, 06:33
Riprendendo il post di Tarallo87 riconosco Che Prandelli si veste bene, è ben pettinato, è italiano (e in un periodo in cui si alzano i muri ciò serve anche a pararsi il sedere). Altro non trovo se non che anni fa era un discreto allenatore e nulla più e da qualche anno è precipitato in un gorgo pipparsughesco. Se ne può uscire? Speriamo.

Per me invece il Cesarone non mangerà il panettone e gli verrà dato un bel ciaone.
Scommetti un cenone? [emoji4]

Me lo ha detto anche mia moglie ieri sera ricordandomi che una volta le avrei detto: "piuttosto Oddo". Ma sinceramente non lo ricordo.


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Citazione di: vaz il 24 Mag 2016, 09:29
la cosa che mi preoccupa di Prandelli è che non è un vincente. Cioè, arrivato al dunque (in una finale) spesso e volentieri perde.

Dai, Vaz, sul serio?
Portamece in finale, famme gira' l'Europa.
Famme gemella' coi tifosi dell'Atletico de salcazzo.
Poi ne riparliamo.


Splash

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Citazione di: Tarallo il 24 Mag 2016, 08:31
(Io questa infatuazione per Mihajlovic continuo a trovarla incomprensibile)
E` riuscito a raggiungere il settimo posto una volta, giocando sempre con le palle. (per onor di cronaca, quest`anno stava sesto prima di essere esonerato)

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skizzo87

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MH stavi in un girone con Bulgaria, Danimarca e Repubblica Ceca. Non proprio il top della creme Europea.
Per me é da cacciare a calci in c... se l'Italia non si qualifica in quel girone. Per questo non conto quel periodo.

vaz

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beh di finali ne ha fatte tre in carriera.
boh, per me è una cosa da non sottovalutare. Sia ben chiaro, a me lui va bene.

italicbold

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Citazione di: skizzo87 il 24 Mag 2016, 09:29
Comunque Prandelli aveva una media punti di 1.25 in turchia.

Tra campionato e coppe 6 vittorie 2 pareggi e 8 sconfitte.

Tra cui aver preso 4 gol in 4 partite diverse nel giro di un mese e mezzo.

Pero' é come se venisse Allegri e si tirasse fuori la media punti del Milan 2013/14...

Citazione di: skizzo87 il 24 Mag 2016, 09:33
MH stavi in un girone con Bulgaria, Danimarca e Repubblica Ceca. Non proprio il top della creme Europea.
Per me é da cacciare a calci in c... se l'Italia non si qualifica in quel girone. Per questo non conto quel periodo.

Agli europei del 2012 era nel gruppo di Spagna e Croazia, lo passa e poi prende a sganassoni Inghilterra e Germania  per poi arrendersi alla Spagna in una finale dove tutto é girato male per l'Italia.


Warp

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Citazione di: JoseAntonio il 24 Mag 2016, 09:29
Un peccato che sia su repubblica, altrimenti l'avrei letta volentieri.

te la metto qui allora  :) parla molto della moglie morta di recente (ai tempi dell'intervista) ma parla anche di se stesso e della sua visione delle cose

L'allenatore della Fiorentina Prandelli e il calvario della moglie scomparsa
La malattia, le cure, il dolore, la fine. E l'obbligo di ricominciare
"La mia vita senza Manuela
tra il calcio, i figli e Dio"
di DARIO CRESTO-DINA

<B>"La mia vita senza Manuela<br>tra il calcio, i figli e Dio"</B>

L'allenatore della Fiorentina Prandelli con la moglie Manuela

FIRENZE - Questa è la storia di un uomo e una donna. Come ce ne sono tante. È la storia di un amore. Come a volte esistono. È la storia di un dolore. Come quelle che prima o poi ci sbattono addosso perché non può esserci una vita senza dolore. L'uomo si chiama Cesare Prandelli. Ha cinquant'anni. Alla fine della terza media voleva iscriversi al liceo artistico, si è ritrovato invece geometra perché la mamma gli raccomandava: il diploma, Cesare, il diploma... Voleva diventare architetto perché gli è sempre piaciuto pensare, creare, costruire qualcosa. Anche solo un'idea. Ha fatto invece il calciatore. Ha vinto con la Juventus qualche scudetto e una coppa campioni, si è distrutto le ginocchia e ha smesso presto, senza barare, a trentadue anni. Oggi è l'allenatore della Fiorentina, ma qui se potessero lo farebbero sindaco, presidente di tutti i posti in cui è previsto un presidente e, perché no?, persino papa e santo, naturalmente subito.

La donna si chiama Manuela Caffi, è sua moglie. È morta all'ora di pranzo del 26 novembre dell'anno scorso. Aveva quarantacinque anni. Quel giorno era un lunedì, il giorno in cui i calciatori e gli allenatori si riposano. "Fino alle dieci della domenica era lucidissima. Io e i miei figli durante le ultime ore ci siamo messi nel letto con lei. L'abbracciavamo, la accarezzavo, le parlavamo di continuo. I medici della terapia del dolore, che lei chiamava i suoi angeli, ci hanno spiegato che i malati terminali perdono per ultimo il senso dell'udito, ma riconoscono solamente le voci dei familiari, quelle degli estranei si trasformano in un rumore metallico. Porto dentro di me le sue ultime parole. Ma non riesco a dirle, a farle uscire. È troppo dura".

Dopo tre mesi è la prima volta che Cesare Prandelli accetta di raccontare la sua Manuela. Nella sala riunioni della sede della Fiorentina. Una t-shirt bianca e un maglione arancione, il fisico da ragazzo, lo sguardo sulla fede che porta al dito, un bicchiere d'acqua sul tavolo che a un tratto si rovescia e lui va nello sgabuzzino, prende uno straccio e asciuga il pavimento mettendosi in ginocchio. Si deve pur ricominciare, da qualche parte, in qualche modo.

Potremmo partire dalla terra, la sua. Da Orzinuovi, provincia di Brescia.

"Di lì si parte e lì si torna. Dove sono nato e cresciuto, dove vivo ancora nella casa dei miei. Papà è morto che avevo sedici anni, mamma sta con me. A Orzinuovi sono Cesare e basta. C'è la piazza Vittorio Emanuele, una bella piazza con i portici. Manuela l'ho conosciuta là, al bar, una domenica pomeriggio. Giocavo in B con la Cremonese, tornavo dalla partita, avevo voglia di una cioccolata calda. Lei era con una sua amica, ci siamo soltanto guardati, ci siamo piaciuti subito. Il giorno dopo con una scusa sono andato a prenderla a scuola. Avevo diciott'anni, lei non ancora quindici. Non ci siamo più lasciati".

Quando vi siete sposati?

"Nell'82. Ero alla Juve. I miei testimoni sono stati Antonio Cabrini e Domenico Pezzolla, mio compagno a Cremona. Ora fa l'ambulante, vende formaggi".

Mai una crisi, mai un tradimento?

"In trent'anni abbiamo litigato una volta sola, colpa di una racchetta da tennis. Se mi chiede se le ho messo le corna le rispondo di no. Se per tradimento invece intende la mancata condivisione di una scelta e di una idea, allora le dico di sì, che a volte credo di averlo fatto. Nell'educazione dei figli, per esempio. Su questo piano sarò sempre in difetto nei confronti di mia moglie".

Padri e figli: che cosa ha imparato dai suoi genitori?

"Da mio padre il rispetto per chi lavora, spero di averlo fatto mio. Da mia madre la fisicità dell'amore, il non vergognarsi di volere bene. Dimostrarlo con il cuore, la testa, le mani".

E che cos'è l'amore?

"Credo ci siano diversi tipi di amore. Quello per una donna, quello per i figli, quello per gli amici. Ho scoperto che molte persone hanno paura di amare, hanno paura di vivere l'amore. Perché in amore devi dare, devi essere altruista. Forse è più facile non amare. Siamo spesso prigionieri del nostro egoismo".

Che cosa le ha insegnato Manuela?

"Tutto. Ho sempre le tasche vuote, non un soldo. Mai usato il bancomat, i soldi me li dava lei. Qualche giorno fa sono stato costretto a farmi prestare cinquanta euro da un collaboratore della società per fare benzina. Non mi sono ancora abituato... Manuela mi ha insegnato a usare le parole. Mi diceva: Cesare, la cosa più importante è sapere che cosa si vuole. Domandarselo e avere il coraggio di darsi le risposte. Quando sono diventato responsabile del settore giovanile dell'Atalanta mi sembrava di toccare il cielo con un dito. Poi mi offrirono il Lecce. Le dissi: mi piacerebbe provare, ma solo se tu vieni con me. I bambini erano piccoli. Andiamo, mi rispose, ma promettimi che terrai i nostri figli fuori dal mondo del calcio".

A lei che cosa non piace di questo suo mondo?

"L'esasperazione, le polemiche, i processi, l'arroganza, la stupidità, l'oblio. Quando giocavo io ci divertivamo di più, tra compagni di squadra ci si frequentava dopo le partite, gli allenamenti. Mischiavamo le nostre solitudini. Oggi i calciatori lo fanno molto di meno. Questo mondo ha dato lavoro a tanti, ma tanti si prendono troppo sul serio. Eppure fai un mestiere che ti piace, ti danno un sacco di soldi, sei un privilegiato. Vivi una vita che non è normale. Se ho una qualità è quella di saper scegliere i miei abiti mentali. Non posso assumere un modo di essere che non è il mio. Non riesco a fingere, a mordermi la lingua, a mettere su il disco dell'ipocrisia".

Parlavate spesso di politica, lei e sua moglie?

"Poco. Ho votato la sinistra più di una volta, ho avuto ad un certo punto simpatia per il centrodestra. Sono stato un ondivago, come vede. Vorrei una politica liberata dall'ideologia. Non mi chieda di più. Non sono preparato".

Lei è ricco?

"Sto bene, molto bene. Ma la ricchezza non mi interessa. Mi preme la tranquillità economica dei miei figli. Nicolò ha ventitré anni, studia da manager dello sport. Carolina ne ha ventuno, fa lettere all'università e adora la danza. Non voglio diventare ricco. Voglio cercare di vincere qualcosa, questo sì".

Mi hanno raccontato che prima di prendere Capello, la Juventus la voleva come allenatore. Di fronte alla scrivania di Moggi lei sparò una richiesta altissima, Moggi si alzò, le strinse la mano e le disse arrivederci. È vero?

"Sì. Per la Juve avrei firmato in bianco, ma sapevo che non mi avrebbero preso. Chiesi quella cifra per andare a scoprire le loro carte. Non mi presero, come avevo previsto".

Quando si è ammalata Manuela?

"Sette anni fa. Allenavo il Venezia. Un nodulo a un seno. Sembrava routine. Operazione a Brescia. Meno di due anni dopo un problema a un linfonodo. Nuova operazione, parecchie metastasi, chemioterapia. Un disastro".

La Roma per qualche mese, poi le dimissioni. Perché?

"Manuela voleva stare a casa. Facemmo un patto, le dissi che se le cure fossero state invasive sarei stato ogni minuto al suo fianco. Era lei la mia priorità. La sua vita era la mia vita. Tornai a Orzinuovi. Molti si sorpresero, per me invece fu una scelta naturale. Il calcio a volte ha paura della normalità".

C'è stato un momento in cui ha creduto che Manuela si sarebbe salvata?

"Sì, dopo Parigi e un interminabile calvario di terapie chemioterapiche. I medici ci diedero molte speranze. Lei stava meglio. Venimmo a Firenze. Per quasi tre anni le cose sono andate bene. La scorsa primavera la situazione è improvvisamente precipitata, a maggio il tumore ha colpito il fegato. È stato l'inizio della fine. Da allora la lotta è stata soltanto contro il dolore, un dolore devastante, non più contro la malattia".

A chi altri avete chiesto aiuto in questi anni?

"A Dio. Siamo andati a Spello, da frate Elia. Lunghe, dolcissime chiacchierate. Sedute di preghiera. Emozionanti, commoventi. Manuela, io, i due ragazzi. Io ho la fede, l'abitudine alla preghiera. Lei era invece un po' come San Tommaso, ma l'incontro con frate Elia è stato straordinario. L'ha cambiata. Credo che senza di lui la mia Manu sarebbe morta prima".

Ora lei come sta?

"Sto. Quasi tutta la mia famiglia è venuta a Firenze, respiro quando sono con Carolina e Nicolò. Cerchiamo di capire assieme come ricominciare. Mi danno sollievo il campo, i ragazzi, le partite. Da solo mi sento sperduto".

E crede che rimarrà da solo?

"Adesso le posso solo rispondere di sì. Non riesco a immaginarmi con un'altra donna accanto. Penso che una persona che abbiamo tanto amato continui a vivere dentro di noi fino a quando moriremo a nostra volta".

A Firenze la strada principale che conduce allo stadio si chiama Viale dei Mille. Per un lungo tratto a ogni albero è appeso un cartellone dell'Associazione tumori della Toscana. Raffigura Cesare Prandelli sul prato del campo. È in giacca blu e cardigan viola. Non sorride. Con il braccio destro saluta i tifosi della curva Fiesole. È il suo modo di dire grazie.

(27 febbraio 2008)

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Citazione di: Tarallo il 24 Mag 2016, 08:31
(Io questa infatuazione per Mihajlovic continuo a trovarla incomprensibile)
So che non te ne frega molto ma.... Pure io [emoji2]

Neal

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Qualcuno mi aiuterebbe a capire perché un allenatore non sarebbe più affidabile a 59 anni?

Capisco un centravanti che, dopo un paio di stagioni negative , inizia a mostrare limiti fisici e problemi muscolari. Un allenatore invece?

Dal 2012 non mi sembra che il calcio sia cambiato e 59 anni mi sembrano pochi per l'arteriosclerosi.
Lo dico senza polemica: mi spiegate perché le sperienze negative del mondiale e del gala sono foriere di futuri fallimenti?

Giusto per curiosità.

Sonni Boi

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Citazione di: skizzo87 il 24 Mag 2016, 09:29
Comunque Prandelli aveva una media punti di 1.25 in turchia.

Tra campionato e coppe 6 vittorie 2 pareggi e 8 sconfitte.

Tra cui aver preso 4 gol in 4 partite diverse nel giro di un mese e mezzo.

Mischi campionato e Champions, dove si è ritrovato un girone con Arsenal e Dortmund.
In campionato 19 punti in 10 partite.

Citazione di: skizzo87 il 24 Mag 2016, 09:33
MH stavi in un girone con Bulgaria, Danimarca e Repubblica Ceca. Non proprio il top della creme Europea.
Per me é da cacciare a calci in c... se l'Italia non si qualifica in quel girone. Per questo non conto quel periodo.

Eh vabbè, ha fatto il suo dovere. Non vedo perchè scrivere che "dal 2012 non ne ha azzeccato più una". Che doveva fare, più che qualificarsi?

nfario

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Citazione di: ES il 23 Mag 2016, 23:16
Il tifoso,Laziale e non, è sempre stato un non conoscitore di calcio.Normale,ovvio.

Nel nostro caso l'ammutinamento  costato la non cessione di signori,le contestazioni a fiore, pancaro,favalli, Zoff,cragnotti stesso, per tacer di lenzini e maestrelli, la spinta all'acquisto di zarate, la spinta per chinaglia presidente, insomma non ne ha mai azzeccata una.
Una mosceria iniziale è genetica,oserei dire ,coi risultati tutto tornerà nella normalità .
Oggi si fa la Lazio,oserei dire, e il tifoso Laziale sta inneggiando verso colui che si è venduto le partite mandando la Lazio in B.
E' così, va accettato con serenità,poi tornano, quando iniziamo a vincere.
Offriremo loro una coppa di un buon Chianti per festeggiare.  :ssl

Scusa ma nn compriendo il fstto che si sia venduro le partite e la lazio in serie b!!!!!!!!!!!!!!!

Tarallo

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Sembra una splendida persona. Speriamo di sfruttarlo al meglio, o almeno di non bruciarlo. (Se arriva)

Balde89

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Citazione di: Andrewblu il 24 Mag 2016, 09:15
Brevemente, giusto per chiarire che trattasi di una scelta di alto profilo visti i canoni di Lotito:

1998-99 porta l'Hellas Verona in serie A
1999-00 Hellas Verona 9° in classifica in serie A. Si dimette a fine campionato
2000-01 porta il Venezia in serie A
2001-02 esonerato in A dal Venezia dopo 5 sconfitte in 5 gare
2002-03 porta il Parma 5° in serie A (qualificato per la Coppa UEFA)
2003-04 porta il Parma 5° in serie A
2004-05 ingaggiato dalla Roma si dimette subito per stare vicino alla moglie
2005-06 porta la Fiorentina al 4° posto e preliminare di Champions (ma calciopoli dara -19 punti ai viola)
2006-07 porta la Fiorentina al 6° posto (qualificato in Coppa UEFA partendo da -15)
2007-08 porta la Fiorentina al 4° posto (preliminare Champions). Perderà in semifinale di Coppa UEFA ai rigori.
2008-09 porta la Fiorentina al 4° posto (preliminare Champions)
2009-10 porta la Fiorentina al 11° posto (eliminata agli ottavi di Champions dal Bayern Monaco e in semifinale di Coppa Italia dall'Inter di Mourinho).
2010 diventa Ct dell'Italia.

A me non sembra niente di che questo curriculum, sinceramente.
Il Parma di quegli anni era quello con Adriano, Mutu, Gilardino, P Cannavaro, Frey, Bonera... portarlo in Uefa non fu un miracolo alla Leicester, per capirci.
Con la Fiorentina buoni risultati, eccetto l'11 posto.
Dopo, il baratro.

E' sicuramente vero che se per la prima volta in 12 anni abbiamo ingaggiato un allenatore da 1,2-1,4 milioni (se le cifre sono quelle) si tratta di un passo avanti, quindi mi tengo i miei dubbi e dico "mister, fammi ricredere".

Una cosa è certa: non è uno che verrà ad allenarci per giocare con Perea/Djordjevic in attacco e con Patric terzino.

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Tarallo

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Anche qui, pero', se cerchiamo di essere razionali e abbiamo dubbi su Prandelli (vedi post di Balde89) dobbiamo restarlo e dire che la preferenza per Sampaoli era del tutto incongruente, vista anche l'impossibilta' di paragonare due curriculum(a) in modo scientifico. Voglio dire, non si possono usare basi razionali per preferire Sampaoli a Prandelli, ecco. Era solo una cosa d'istinto.

Constantine

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Non ho nulla da dire sull'uomo; chi ha vissuto questo tipo di esperienze ne viene cambiato, ve lo assicuro. Quello che mi preoccupa è il nostro ambiente, che obiettivamente è strano e non brilla per logica e freddezza. Spero che uno come Prandelli riesca a farsi scivolare le sciocchezze che già immagino di leggere alle prime difficoltà.


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