0-4 in casa del Chievo: si tratta di una delle sconfitte peggiori della storia della Lazio, seconda soltanto, nell'era lotitiana, allo 0-4 di Siena, ottenuto contro una squadra poi retrocessa con largo anticipo.
E' grave ed è un brutto segnale.
Non mi sembra un problema di gambe ma di testa, però non basta la confusione a spiegare quello che accade. L'atteggiamento della squadra in campo denota squilibri anche nell'organizzazione e preoccupante mancanza di contromisure rispetto all'avversario. Basta che la squadra avversaria pressi e cerchi di impedirci di costruire gioco e la Lazio non sa che fare. La partenza vogliosa vuol dire che davvero la squadra voleva riscattarsi dopo Leverkusen. Il crollo dopo l'autogol di Gentiletti è stato impressionante, il Chievo ha avuto via libera su tutto. Anche gli episodi ci hanno girato contro, ma Gentiletti aveva concesso troppo spazio a Meggiorini sul primo gol. La prodezza del Clivense sul secondo gol è nettissima, ma lo stanno tutti a guardare, mentre Paloschi salta da solo. Ottimo giocatore, Paloschi, marcato, come Meggiorini, a debita distanza tutta la sera.
Non può essere un gap di preparazione, la Lazio dovrebbe oggi essere più rodata del Chievo. Fa fatica a ritrovarsi e se prende uno schiaffo va in confusione. I problemi sono talmente tanti che è impossibile che la Lazio vista stasera sia attendibile. Non può essere. Si lavori alla rianimazione.