Chinaglia torna a parlare

Aperto da Pulp, 28 Feb 2012, 12:48

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Giorgio ma chi è il vero Chinaglia?
"E' quello che vedi ogni giorno. Non mi piace la gente bugiarda e per questo dico sempre quello che penso. La mia vita è molto semplice, porto con me i ricordi di sempre e ringrazio Dio per il fisico e la salute che ancor oggi mi conserva. Poi se invece parliamo della mia carriera il vero Chinaglia lo ritrovo nella mia esperienza da calciatore, ma non in quella da presidente..."
Come mai?
"Scelte sbagliate. Ero troppo innamorato della Lazio, non vedevo i difetti e mi sono fidato troppo di chi mi circondava. Per il resto il calcio me lo sono vissuto a pieno come una professione anche lontano dalla stanza dei bottoni. Da commentatore Tv prima e conduttore radiofonico ora..."
The Football Show, giusto ?
"Si, è un programma sul calcio, che conduco ogni mattina su Sirius XM. È un canale satellitare che conta 35 milioni di abbonati. Qui negli States le radio nelle macchine ricevono dal satellite e i nostri ascoltatori pagano un abbonamento annuale di 10 dollari. Io trasmetto direttamente da casa. Cuffie e microfono ogni mattina e durante le mie ore arrivano i picchi di ascolto... Ricevo tantissime telefonate. e in diretta intervengono dei pezzi grossi del calcio internazionale. Da Ancelotti a Mourinho, da Ferguson a McLeish dell'Aston Villa. La gente impazzisce "
Il calcio piace ancora negli Stati Uniti allora?
"Certo che piace. Qui seguono tantissimo la Premier League e la Liga. Un po' meno la Serie A..."
E la Major?
"La Major sta tornado importante, ma è ovvio che tutto è legato ai risultati. Bisogna vedere anche cosa farà la nazionale, maahh secondo me..!"
Cosa?
"Non andrà da nessuna parte e la colpa è di Klinsmann. Non capisce nulla di tattica. Zero schemi e allenamenti inadeguati, ma non lo dico solo io lo ha detto anche Beckenbauer. Non mi piace affatto!!"
Intanto però i Cosmos stanno ripartendo...
"Si è vero. Hanno sede a New York, ma attualmente sono un cantiere in allestimento. Il progetto è quello di entrare nella Lega, ma devono pagare 100 milioni di dollari. Penso che possono farcela. C'è stata una mini rivoluzione nel settore dirigenziale. Ora c'è un gruppo saudita alla guida: Pelè fa il presidente onorario ed io l'Ambasciatore. Cantonà invece si è defilato. Presto andrà via, lui era il Direttore Sportivo".
Con i Cosmos è un amore iniziato negli anno '70, proprio come la Lazio?
"Non scherziamo la Lazio è la Lazio, anche se con i Cosmos ho passato anni stupendi. Vennì in vacanza qui nel '72 e conobbi questa nuova sfida americana chiamata: Cosmos. A giocare con loro però arrivai nel '76, dopo lo scudetto. Era un progetto ambizioso:  introdurre il calcio nella cultura americana. Avevamo stadi pieni tutte le domeniche, più di 75 mila spettatori a partita e all'inizio fu un successone, poi il fenomeno si sgonfiò. Le stelle andarono via e la Major League sparì..."
Lei giocò con Pelè e Beckenbauer...
"No un momento: erano loro a giocare con me! Loro erano solo calciatori io invece facevo anche il dirigente. Nonostante mi dividessi fra campo e scrivania riuscii comunque a togliermi delle belle soddisfazioni. Ho segnato 243 gol in 253 partite. Nella classifica mondiale IFFHS sono attualmente l'attaccante numero 33 al mondo e il primo in Italia. Ho scavalcato anche Silvio Piola..."
Ma con Pelè che successe?
"Avevo un ottimo rapporto con tutti i miei compagni. Ho chiamato ai Cosmos anche Pino Wilson il mio capitano. Con Pelè i rapporti erano buoni, ma in campo avevamo un problema..."
Ossia?
"Lui veniva sempre al centro dell'attacco e ci pestavamo i piedi. Allora gli ho detto: "Vai a giocare sull'esterno così hai più spazio". Lui non la prese bene, allora da dirigente gli dissi: "O fai così oppure te ne vai..."
Ride divertito Long John, mentre si accende la sua seconda sigaretta della mattinata. Mettere a tacere Pelè non è cosa da tutti e lui lo sa. Ma per uno che ha mandato a quel paese in mondo visone il CT della Nazionale forse lo è...
"Italia-Haiti la ricordo bene come se fosse ieri. La sera della vigilia mi sono ritrovato con tutta la squadra in una stanza dell'albergo. In campo qualcosa non andava. La questione era il duo Rivera-Mazzola. Con tutti e due titolari si concedeva un uomo all'avversario. Allora mandammo ai voti chi escludere e la maggioranza scelse di far giocare Rivera. Mi feci portavoce della decisione e scrissi su un foglio la formazione che sarebbe dovuta scendere in campo il giorno dopo. Bussai alla porta di Valcareggi e..."
E lì che successe?
"Niente... Lui insonnolito mi disse: "Vai a dormire ci penso io...". Poi la storia la conoscete. Giocarono sia Rivera che Mazzola, e nel secondo tempo fui sostituito. A quel punto mi arrabbiai molto. Forse era più giusto lasciarmi negli spogliatoi, non togliermi in corsa e a quel punto c'è stato il vaffa. In più ero su tutte le furie per un altro motivo. Pensavo alla Lazio, a noi che avevamo vinto lo scudetto. In quegli anni eravamo i più forti, ma in c'ero solo io, Re Cecconi e Frustalupi. Assurdo!"
Oggi è ancora così secondo lei in nazionale, per i giocatori di certi club?
"Intanto lodo il lavoro di Prandelli. Lui è un grande tecnico. Per il resto penso che Juventus, Milan, e Inter abbiano qualcosa in più rispetto alle altre ed è ovvio che si peschi maggiormente nelle loro rose. Sono contento invece che siano uscite di scena certe persone dallo sport nazionale"
A chi si riferisce?
"Ad esempio Carraro. E' una brutta persona, mi diede del 'disadattato'. Allora un giorno in aereo lo invitai a sedersi vicino a me e gli dissi: "Ringrazia che non stiamo soli sennò ti davo tante di quelle botte...".
Però il calcio in Italia è ancora malato. Oggi si riparla di scommesse. Che ne pensa?
"Che sono dei pazzi! Con tutti quei soldi che guadagnano cercano ancora altro denaro".
Che carattere Giorgio. Come quello di quella Lazio del '74...
"Bèh si un bel gruppo bene assortito. Dobbiamo tutto a Tommaso Maestrelli che per me fu come un padre. Gestirmi non era semplice. Pensate: in allenamento facevamo sempre delle partite che non finivano mai. Terminavano solo dopo il gol che mi regalava la vittoria. Una volta era calato il sole. Stavo perdendo di un gol di scarto. Alla fine due miei compagni schierati fra gli avversari rinunciarono e se ne andarono. Io segnai e la partita finì. Ma eravamo 7 contro 5..."
C'erano invidie in quella squadra?
"No direi di no. Gli invidiosi li mandavamo via"
Ad esempio chi?
"Papadopulo! Mi stava sempre addosso, mi invidiava. Una volta arrivai in ritardo in allenamento perché dovevo vedere una ragazza molto carina. Lei abitava davanti casa sua. E lui mi spiò. Quando arrivai al campo voleva dirlo a Maestrelli, ma io l'avevo preceduto. Con Tomaso ero in simbiosi"
Di quegli anni si narrano un fiume di aneddoti stravaganti. Ce ne racconta uno inedito?
"Ve ne racconto uno, fu dopo un Napoli-Lazio finito 1-0 per loro. Mi trovavo in auto con mio padre e stavo andando verso Fuorigrotta. Ad un certo punto dei tifosi del Napoli ci circondarono. Allora io uscii dalla macchina con il mio Winchester e sparai due colpi in aria. In un attimo fu il vuoto. Risalii e ce ne andammo".
La Lazio è sempre la Lazio, la segue ancora?
"Si certo sempre. E' la squadra del mio cuore e sto seguendo tutte le partite. Mi piace Klose è forte, anche se ho l'impressione che possa calare di rendimento nel girone di ritorno. Cissè invece è stata una vera delusione.  La Lazio la vedo in corsa per il quinto sesto posto, non di più"
Lazio croce e delizia della sua vita. Le ultime vicissitudini in chiave biancoceleste le sono costate care: un mandato di cattura europeo, un'accusa di riciclaggio, un'altra di rapporti con clan camoristici e un'ammenda per 4,2 milioni di euro da parte della Consob per aggiotaggio. Oltre all'ira dei tifosi laziali...
"Tutto risale al 2006, quando delle persone mi avvicinarono spiegandomi che c'era la possibilità di acquisire la società Lazio, assicurandole un futuro migliore. Era un periodo buio per la storia del club. Gli stadi erano vuoti, non c'era entusiasmo ed anche ora non mi sembra che la situazione sia migliorata. Detto questo, ripeto io fui avvicinato da Guido Di Cosimo (facente parte del fantomatico gruppo farmaceutico. Anche lui poi finito in carcere, ndr) che mi parlò della possibilità che Bertarelli avrebbe potuto prendere la Lazio. Il mio ruolo nella vicenda doveva essere solo quello di colui che doveva rappresentare all'opinione pubblica la possibilità di acquisizione della SS Lazio da parte di un gruppo farmaceutico. Per fare questo mi avevano promesso 500 mila dollari. Poi a quel punto il mio compito si sarebbe esaurito ed io sarei tornato in America. Ovviamente non ho ricevuto nulla"
Sta dicendo che non ha mai parlato con nessuno che non sia Di Cosimo?
"Io ho parlato solo con Guido Di Cosimo. Lui ha convocato la stampa, mi ha spedito in Consob con un foglio dove mi aveva scritto il nome di un'azienda ungherese. Mi aveva fornito il materiale che ho letto in una conferenza stampa presso un hotel all'Eur. Come facevo a sapere che non era vero?"
Non esita neanche un attimo nel raccontare un misfatto che ha spezzato per sempre un idillio fra lui e la sua gente. Giorgione non si sottrae alle domande, anzi incalza e gira le accuse verso il suo nemico di sempre: Claudio Lotito...
"Sono passati più di cinque anni e ancora è tutto aperto. Sto aspettando la fine del processo. Ci tengo a ricordare però che la questione dei rapporti con i Casalesi ormai si è stata risolta. Io non le ho mai conosciute queste persone. I Casalesi non c'entrano nulla nella vicenda. La colpa è di Lotito che mi ha infangato e i giornalisti hanno rincarato la dose. A me non importava nulla di questo progetto. Io volevo i 500 mila dollari e poi me ne sarei tornato a casa..."
Ma alla gente laziale non si sente di chiedere scusa ?
"Scusa e per cosa?? Io mi sono fatto portavoce di una possibilità, non sapevo altro. Ho sempre detto anche a chi mi stava vicino, che non avevo nessun mandato per trattare con Lotito. Facevo solo quello che mi diceva Guido Di Cosimo. Ero venuto a Roma per i soldi che mi avevano promesso e per dare una nuova possibilità alla Lazio. Mi dispiace per quei ragazzi finiti in prigione".
Da casa al mare la giornata di Giorgio Chinaglia scivola via recitando sempre lo stesso spartito. Sole, passeggiate e qualche sapore italiano.
"Vi porto da mio figlio Anthony. Lì si che respirate un po' d'Italia. Il suo ristorante è caviale e champagne, ma io prefersco il ragù alla bolognese come lo sa fare lui..."
Le manca l'Italia?
"Certo. Sono italiano. Mi mancano gli amici di un tempo ed ho nostalgia dei sapori del nostro Paese. Adoro il pollo ai peperoni, ma qui nessuno sa cucinarlo. A volte vado a New York dove sanno preparare dei buoni piatti italiani"
Giorgio nel futuro cosa c'è ?
"I Cosmos. Spero che si costituisca presto la società, anche se mi pesa molto tornare a lavorare a New York. Poi spero che la Lazio venga acquistata da un'importante società per diventare grande come ai tempi di Cragnotti".
C'è qualcosa che non rifarebbe mai nella vita?
"Non ascolterei più Di Cosimo. Alla fine si è rivelata tutta una truffa. A volte mi dico che credo troppo nel prossimo, ma sono fatto così..."
Lo sguardo si incupisce, il sorriso si spegne.L'irriverente sicurezza del Chinaglia che fu sparisce dietro lo sguardo incerto del vecchio campione di oggi. "Presto chiarirò ogni cosa e tornerò in Italia. Ditelo, ditelo a tutti". Ci liquida così Long John prima di salutarci. "Giorgio Chinaglia è il grido di battaglia", cantava anni fa la curva nord. Addio campione d'altri tempi.

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sottoalsette

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Io volevo i 500 mila dollari e poi me ne sarei tornato a casa..."

sweeper77

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io mi chiederei come fa questo personaggio a parlare, concedere interviste, vivere nell'assoluta libertà.
Quei 4 ragazzi, colpevoli sicuramente, in galera ci sono andati, buonafede o non.
Lui va a mangià e fa passeggiate sulla spiaggia concedendo interviste.
Ringraziasse il cielo che il mandato di cattura europeo non è valido in territorio americano.
Tornerai...si si...io aspetto...e forse non sarò da solo.
Chissà quanto ci sperano in un tuo ritorno anche quei 4 ragazzi che la pena l'hanno pagata
mah!   :( mamma mia che delusione  :s

simcar

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Citazione di: Pulp il 28 Feb 2012, 12:48

La Lazio è sempre la Lazio, la segue ancora?
"Si certo sempre. E' la squadra del mio cuore e sto seguendo tutte le partite.

"Tutto risale al 2006, quando delle persone mi avvicinarono spiegandomi che c'era la possibilità di acquisire la società Lazio, assicurandole un futuro migliore.  Per fare questo mi avevano promesso 500 mila dollari. Poi a quel punto il mio compito si sarebbe esaurito ed io sarei tornato in America. Ovviamente non ho ricevuto nulla"
La colpa è di Lotito che mi ha infangato e i giornalisti hanno rincarato la dose. A me non importava nulla di questo progetto. Io volevo i 500 mila dollari e poi me ne sarei tornato a casa..."
Ma alla gente laziale non si sente di chiedere scusa ?

"Scusa e per cosa?? Io mi sono fatto portavoce di una possibilità, non sapevo altro. Ho sempre detto anche a chi mi stava vicino, che non avevo nessun mandato per trattare con Lotito. Facevo solo quello che mi diceva Guido Di Cosimo. Ero venuto a Roma per i soldi che mi avevano promesso e per dare una nuova possibilità alla Lazio. Mi dispiace per quei ragazzi finiti in prigione".
[b


La squadra del mio cuore, un futuro migliore per la Lazio, volevo solo 500000 dollari. Chiedere scusa e perchè?

Se amavi la Lazio non entravi in quella faccenda

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gingiula

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mi sembra semplicemente una persona non troppo intelligente, disperata e che c'entra ormai poco con la Lazio....


branco_azul

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"A me non importava nulla di questo progetto. Io volevo i 500 mila dollari e poi me ne sarei tornato a casa"


Alla faccia della Lazialità !!!


che delusione Giorgio tu che eri l'eroe della mia fanciullezza e adolescenza. :s




mazzok

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sprovveduto o in malafede ?

in entrambi i casi fu fatto rilevare, specialmente su questo sito, che avere Chinaglia come portavoce non era una garanzia, tutt'altro. Le caratteristiche del personaggio era stra-note pure prima di questa vicenda. Chi l'ha seguito ciecamente è stato quanto meno incauto.


karlsarzbringer

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Io stenderei un velo pietoso (a dir poco) su questa "intervista".

Forza Lazio

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Pulp

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Citazione di: karlsarzbringer il 28 Feb 2012, 13:31
Io stenderei un velo pietoso (a dir poco) su questa "intervista".

agghiacciante

Jeffry

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Citazione di: Pulp il 28 Feb 2012, 12:48
Ma alla gente laziale non si sente di chiedere scusa ?
"Scusa e per cosa?? Io mi sono fatto portavoce di una possibilità, non sapevo altro. Ho sempre detto anche a chi mi stava vicino, che non avevo nessun mandato per trattare con Lotito. Facevo solo quello che mi diceva Guido Di Cosimo. Ero venuto a Roma per i soldi che mi avevano promesso e per dare una nuova possibilità alla Lazio. Mi dispiace per quei ragazzi finiti in prigione".

Quei ragazzi sono finiti in galera, forse, anche per essersi fidati di te, del loro mito.
Gran parte del popolo biancoceleste ha creduto alle tue bugie eppure non senti il bisogno di chiedere scusa.
Ma in fondo lo dici tu stesso...sei venuto a Roma per i soldi; na marchetta...altro che amore?!!!

Pulp

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* 258
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Citazione di: Jeffry il 28 Feb 2012, 13:36
Quei ragazzi sono finiti in galera, forse, anche per essersi fidati di te, del loro mito.
Gran parte del popolo biancoceleste ha creduto alle tue bugie eppure non senti il bisogno di chiedere scusa.
Ma in fondo lo dici tu stesso...sei venuto a Roma per i soldi; na marchetta...altro che amore?!!!

non entro nel merito di chi sapeva o non sapeva.
quei ragazzi potevano essere in buona fede come non esserlo.
lo stesso dicasi per giorgio chinaglia.
di questo discorso a me interessa poco, lascio che sia la giustizia a dirmi cosa successe.

la cosa per me agghiacciante invece è la parte sono venuto solo per i soldi, presi quelli me ne sarei tornato a casa. hai detto bene jeffry, na marchetta.. altro che amore.

Jeffry

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Citazione di: Pulp il 28 Feb 2012, 13:40
..

Anche io non entro nel merito. Ho usato volutamente il termine forse proprio perchè aspetto che la giustizia faccia il suo corso e chiarisca la vicenda.
Ma le menzogne di Chinaglia sono oggettive; questa stessa intervista le testimonia.

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Warp

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* 12.904
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ma perchè questa gente non la lasciamo stare? sono stati calciatori trascinatori, tanti, tanti anni fa, presidenti tanti anni fa e l'esperienza fu pessima, perchè andiamo a riesumare queste persone per fargli raccontare per la milionesima volta di Italia-haiti, dei Cosmos dello scudetto del 74, ma lasciateli stare. Questo è un uomo di 70 anni che tira a campare in america con un programmino su una web radio...non vi abbasta mai......fateli riposare in pace.

Sonni Boi

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Citazione di: Pulp il 28 Feb 2012, 12:48
Giorgio ma chi è il vero Chinaglia?
"E' quello che vedi ogni giorno. Non mi piace la gente bugiarda...

Io me so fermato qui...

ssl_1900

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ormai è un personaggio grottesco.
è il primo aggettivo che mi viene guardandolo.

sta molto più che bene dove sta.




ralphmalph

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ProLazioMea

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* 1.401
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volevi solo i 500.000 dollari? ah si? e allora tutti i soldi che hai tirato su speculando sul titolo lazio in borsa in quei giorni? milioni e milioni di euro di guadagno, usando la buonafede di 4 ragazzi che, malgrado tutto quello che se ne possa dire, in questa faccenda sono stati colpevoli solo di voler assicurare un futuro migliore alla Lazio. poi sei scappato come un sorcio negli stati uniti fregandotene di tutto e tutti, e mo fai le interviste e ti definisci Laziale. ma sparisci. ah, scusa, già l'hai fatto, per codardia.

Pulp

*
Lazionetter
* 258
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in questo video ci sono dei passaggi non riportati nell'intervista.
lo posto per completezza.

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CainovsAbele

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* 828
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Intervista ed intervistato penosi!!!!

BomberMax

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Citazione di: ProLazioMea il 28 Feb 2012, 14:06
volevi solo i 500.000 dollari? ah si? e allora tutti i soldi che hai tirato su speculando sul titolo lazio in borsa in quei giorni? milioni e milioni di euro di guadagno, usando la buonafede di 4 ragazzi che, malgrado tutto quello che se ne possa dire, in questa faccenda sono stati colpevoli solo di voler assicurare un futuro migliore alla Lazio. poi sei scappato come un sorcio negli stati uniti fregandotene di tutto e tutti, e mo fai le interviste e ti definisci Laziale. ma sparisci. ah, scusa, già l'hai fatto, per codardia.

sarebbe bene  ricordare come  andarono le cose,  non e'  che i 4 ragazzi fossero proprio delle verginelle  colpevoli solo di amare la Lazio ,  non stravolgiamo la realta'

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