53 infortuni in stagione e il massiccio ricorso a interventi chirurgici per risolvere problemi di pubalgia, sembravano aver indotto Claudio Lotito a rivoluzionare lo staff medico della Lazio.
Se per la consulenza ortopedica pare che il profilo del professor Francesco Franceschi venga confermato, tanto che da primario il Villa San Pietro dovrebbe diventare la nuova clinica di riferimento biancoceleste, sul fronte del emdico sociale si registra uno stop brusco quanto inatteso.
Il profilo scelto da Claudio Lotito, con il quale c'erano stati contatti importanti, era quello di Emanuele Gregorace. Stimato professionista, con un passato alla Roma, Gregorace possiede anche il titolo di medico sportivo per potersi accomodare in panchina, così come faceva il suo predecessore, Italo Leo. Quest'ultimo, soprattutto per l'esposto a suo carico firmato dal dottor Ivo Pulcini, ha infatti lasciato Formello.
Con Gregorace il dialogo si sarebbe interrotto in primis per motivi economici: se un professionista deve essere fisso a Formello serve una remunerazione adeguata, considerato anche la responsabilità nel gestire un gruppo di quasi 30 atleti. In secondo luogo, proprio per il carico di lavoro, a far saltare il banco potrebbe essere stata la necessità di affiancare a Gregorace un altro collega di livello. Di base, in serie A, i medici sociali presenti in campo debbono essere almeno due.
Al di là delle parole, se neanche ad esito di una stagione nefasta in termini clinici, si pensa di poter risparmiare sul settore medico allora vuol dire continuare ad andare contro la realtà. La speranza è che il piano B non sia legato esclusivamente alle casse biancocelesti. I giocatori sono l'asset principale di un'azienda che fa calcio, senza un settore medico all'altezza i guai sono dietro l'angolo.
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