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Lazio e basta / Only Lazio => Lazio Talk => Discussione aperta da: GuyMontag il 26 Ott 2012, 00:29

Titolo: Cinquant'anni insieme
Inserito da: GuyMontag il 26 Ott 2012, 00:29
Non si sa mai quando comincia. Nel mio caso, è successo quando ero bambino, ma il momento esatto, chi può dirlo? Mi restano solo frammenti isolati, forse un Lazio-Lanerossi, un derby vinto a metà degli anni '60, quando forse neanche sapevo cosa fossero i derby. Mio padre avrebbe potuto mettermi in guardia, stavo camminando su un cornicione, da un lato la salvezza, dall'altro il vuoto. Non mi disse nulla, e vuoto fu. Ad un dato momento ero marchiato senza speranza, condannato ad una vita di ansie, con un calendario più regolare del ciclo femminile e, come quello, senza scampo.

Da adolescente, quando il danno era fatto, vissi la normale vita di un ragazzino laziale in una classe piena di romanisti. Non era così dura, comunque. Le nostre schermaglie erano sporadiche, non avevo avversari alla mia altezza, non c'era nessuno veramente malato come me. E io già allora ero un caso senza speranza. Papà andava allo stadio, e io mi ci aggrappavo come un'ostrica. Simulavo, sempre e comunque, per andare con lui. Mentivo sul mio stato di salute, con rischiosi equilibrismi, spesso malato durante la settimana, la domenica mai. Mi ricordo un Lazio-Fiorentina, loro campioni d'Italia, noi vittoriosi 5-1, placche in gola, febbre altissima, fede incrollabile. Hai gli occhi lucidi, piccolo? E' l'emozione...

Lo scudetto del '74 segnò uno spartiacque. Cominciai a vivere la mia passione da solo. E fu molto, molto peggio. Staccatomi da un padre troppo tiepido, l'Università fuori Roma, iniziò un tourbillon di trasferte in solitario, qualche volta con un cugino malato come me, ricordo confusamente interminabili notti in treno per raggiungere località lontanissime, tipo Torino, Udine, Como o Catanzaro. Era il periodo della presenza, sempre e comunque. La domenica senza stadio era impensabile, le trasferte erano tante tacche sulla carlinga del mio aereo, anni senza perdermi una partita in casa.

Poi arrivarono le donne e - se possibile - la situazione si fece ancora più complicata. Quando dovevo gestire il mio problema tra me e me, era tutto sommato facile. Non avevo bisogno di dare spiegazioni. Che se ci pensate, siamo proprio dei deficienti. Senza scuse. Sostenitori di cosa, poi? Di nulla, di un'idea, di due colori, ma magari odiamo altri che hanno i nostri medesimi colori, ma non tifano per la Lazio. Non capisco, se mai le ho cercate in passato, le motivazioni ora non le cerco più. You're nicked, come cantavano gli Angelic Upstarts nei miei anni punk. Sei fregato. Non puoi guarire, se anche lo volessi. Puoi smettere di fumare, non di tifare.

Dicevo, le donne. E come glielo spieghi? Magari rinunci alle trasferte, ma la Lazio in casa era sacra. Due weekend a settimana, non si va fuori. A me capitò una che capiva, anche se mi guardava con uno sguardo di commiserazione che non lasciava presagire nulla di buono. Addirittura per lei rinunciai a qualche partita in casa. Il senso di colpa era così forte, però, l'ansia durante quei novanta minuti così totalizzante, che dopo un po' lasciò stare. Ci sposammo, e da lontani paesetti della Spagna domandavo notizie durante il viaggio di nozze di incontri col Bologna e col Modena, ahimé in Serie B.

Invecchiavo, spuntavano i primi capelli bianchi, nascevano i figli, il maschio chissà perché di nome Giorgio, crescevano i figli, gli abbonamenti si succedevano, il mio seggiolino mi aspettava sempre lì, nei distinti Ovest. Nella buona e nella cattiva sorte, eterno come un matrimonio, anzi molto di più, e mentre attorno a me si viveva la vita vera, la mia era fatta sempre solo di quello. Con l'aggiunta, dato che in quei periodi si andava mica male, di qualche trasferta in giro per l'Europa. E mentre mia moglie si allontanava sempre di più, io vincevo il secondo scudetto, ed ero felice.

Quando mi lasciò, tutto il mondo crollò attorno a me. Quasi tutto, in effetti, la Lazio no. Quando tutto ciò che c'era di reale si era dissolto, fu proprio il trionfo dell'irreale, dell'impalpabile, dell'assurdo, come il tifo, a tenermi collegato con il mondo. Mi aiutò, mi impedì di lasciarmi andare, il calendario del campionato mi obbligò a riacquistare il ritmo. Semplifico, ovviamente, ma il beneficio fu reale.

E arrivo ad oggi. Non vado più allo stadio, per scelta. Dato che comunque quelle due ore ogni domenica sono sacre, potrei. Ma non lo faccio. La mia passione non ne risente. D'altronde la passione, quella vera, che pur vive di tanti momenti di condivisione, è vissuta da me con un pudore assolutamente privato. Lo stadio non ha bisogno di me, io non ho più bisogno dello stadio. Ultimamente mi capita addirittura di non vederla proprio, la partita. Troppa tensione. Già sono vittima di ogni tipo di superstizione, io che non so proprio cosa sia, la superstizione. Non vedo i rigori, non gliela faccio. Mi giro, cambio stanza. I derby sono una tortura, non posso stare fermo, faccio venti chilometri nei novanta minuti, il recupero è un continuo zapping. Per far passare il tempo. Oggi ho accusato mia moglie per il gol subito al novantesimo. Avevo trovato una posizione fortunata, appollaiato sul bracciolo di un divano. Proprio in quel momento mi ha chiamato, mi sono dovuto alzare, un corner, un cross, è successo il patatrac.

E' passato più o meno mezzo secolo. Un mondo mi è passato davanti, tutto è cambiato, usi, costumi, amori, passioni, lavori, governi, mode, stili musicali, è cambiata la fruizione del calcio, ho cambiato due mogli, i miei figli sono all'Università, se non fanno attenzione tra un po' mi trovo nonno, i miei genitori sono due vecchietti e, insomma, anche io non me ne vado più sulla fascia come un tempo. L'unica cosa che è rimasta come prima, immutata come le nevi dell'Himalaya, è la Lazio. Passione folle, il trionfo dell'irrazionalità, normale in un bambino, compagna di un adolescente, tutto sommato accettabile a piccole dosi in un adulto, inconcepibile alla mia età. Eppure è così. Non me ne vergogno, anche se (credo) dovrei. In definitiva ho avuto nella mia vita gioie e dolori. In abbondanza, sia le une che gli altri, nella mia vita al di fuori. Ma com'è allora che a colorare di ricordi il mio passato, ad arricchire il mio presente ed a farmi affrontare il futuro con immutabile speranza, c'è sempre, in un modo o nell'altro, la Lazio?

E allora non posso che ringraziarti, misteriosa divinità biancoceleste, per i miei primi cinquant'anni insieme a te. Alle prossime pietre miliari della mia esistenza...
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: WhiteBluesBrother il 26 Ott 2012, 00:48
Bellissimo, in parte mi ci ritrovo.
Ma...
Torna allo stadio, come fai a vedertela in tv: lo stadio é terapia vera!
Quando te va famme sape' che te porto con me in Tevere...
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: Neal il 26 Ott 2012, 01:46
Complimenti.
Mi ritrovo in ogni parola.

Soprattutto sul contrasto tra l'irrazionale passione per la Lazio e tutto il resto della mia vita sostanzialmente razionale e responsabile. Qualche volta mi sento un bambino mai cresciuto ma non posso farci nulla.

Adolescenza
- domenica è il compleanno della mamma. Papà vuole andare fuori a pranzo
- oddio, proprio domenica? Non si può festeggiare la sera o il sabato? Ho una ricerca a casa di xxx per la professoressa di scienze.
(Pensiero inconfessabile: e a tifare al mio posto tra gli Eagles chi ci va? Non se ne parla nemmeno che quest'anno dobbiamo tornare in A)

Tarda adolescenza (diciamo 30 anni)
- sai domani facciamo una cena. C'è anche xxx, si quella carina mi sembra che ti interessi. Andiamo con una macchina?
- no domani non posso proprio. Sono già impegnato, magari sabato prossimo...
(Pensiero inconfessabile: ho già il biglietto per la coppa italia)

Costruire il futuro
- per il 23 e 24 del prossimo mese abbiamo organizzato un outdoor dedicato al nostro team. È un momento importante per condividere successi e strategie. Lei sarà ovviamente presente...
- veramente avrei un impegno familiare improcrastinabile. Posso essere esentato almeno la sera del 23?
(Pensiero inconfessabile: col ciufolo che vengo. Io vado allo stadio che "brividi di notte, la mia Lazio è in coppa dei campioni" cit.)

La famiglia
- tesoro che bello: domenica portiamo i bambini in montagna, vengono i Rossi, la famiglia Verdi, tizio caio e sempronio. Saranno almeno 20 bambini
- domenica questa?
- si perché, non abbiamo altri impegni
- no veramente volevo stare a casa...
- c'è la Lazio vero?  Vorresti passare il pomeriggio sul divanoooo?
- si... no... non solo... non per la partita... Vabbè andiamo, facciamo contenti i bambini
(Pensiero inconfessabile: speriamo che su quella minchia di montagna ci sia campo per il blackberry, faccio finta di lavorare e almeno seguo la cronaca sul topic di Tarallo)
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: sharp il 26 Ott 2012, 04:35
Citazione di: Neal il 26 Ott 2012, 01:46
Complimenti.
.............................
Soprattutto sul contrasto tra l'irrazionale passione per la Lazio e tutto il resto della mia vita sostanzialmente razionale
e responsabile. Qualche volta mi sento un bambino mai cresciuto ma non posso farci nulla.

..........................



:beer:
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: Yanez_de_Gomera il 26 Ott 2012, 08:34
Citazione di: GuyMontag il 26 Ott 2012, 00:29
Mi ricordo un Lazio-Fiorentina, loro campioni d'Italia, noi vittoriosi 5-1,

Me la ricordo bene qualla partita. Che nostalgia. Per me ragazzino (l'ho ralizzato a distanza di tanti anni) fu il passaggio dall'empatia a qualcosa di più profondo, di più consapevole. Un salto di qualità. La presa di coscienza dell'orgoglio di essere laziale.

Un genere di malattie dalle quali non si guarisce.
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: Palo il 26 Ott 2012, 08:51
Per un momento ho pensato che ci fosse uno sdoppiamento della mia personalità che io fossi GM ... tutto uguale ... anche gli anni, molti piccoli episodi ...

Ma io non ho avuto la fase punk e la moglie è la stessa da quasi 30 anni ...

ah, e Lazio Fiorentina 5-1 la ho seguita alla radio, da Pescara, dove abitavo.
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: Mak1002006 il 26 Ott 2012, 08:52
Tante cose in comune, mi sono perfino commosso.
Mi piacerebbe sapere come hai vissuto lo scudetto del 2000.
Complimenti.
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: NandoViola il 26 Ott 2012, 09:03
grande Guy.
racconto solo un episodio che mi riguarda, credo fosse l'estate dell'82, Bruno e Lionello tornavano in squadra beneficiando dell'amnistia post vittoria mondiali. si giocava un Lazio-Perugia al Flaminio, non ricordo se amichevole o coppaitalia, beh io avevo supplicato in settimana mio padre di portarmi allo stadio (Bruno per me era Dio), il giorno della partita mi venne un febbrone mai visto (tipo 40°), non andammo, steso sul letto con il ghiaccio in testa deliravo e piangevo, piangevo e deliravo: almeno fatemi sapere quanto stiamo, se Bruno ha segnato di nuovo.
avevo solo 11 anni...
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: gesulio il 26 Ott 2012, 09:23
GM, una colonna vera di questo sito.

grazie, semplicemente.


Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: tommasino il 26 Ott 2012, 09:46
Un bellissimo post, ma da GuyMontag mi sarei meravigliato del contrario.

Complimenti davvero, e grazie.
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: blow il 26 Ott 2012, 10:13
Quello che scrive GM non te lo puoi perdere, perchè scrive per noi, di noi, come fossimo lui.
Te ce porterei io allo stadio caro GM, una birra a Ponte Milvio e poi di corsa allo stadio, quando vuoi, famme un fischio!
;)
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: saramago il 26 Ott 2012, 10:17
Citazione di: gesulio il 26 Ott 2012, 09:23
GM, una colonna vera di questo sito.

grazie, semplicemente.

.
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: ralphmalph il 26 Ott 2012, 10:19
Bello. Proprio.
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: Panzabianca il 26 Ott 2012, 10:25
"...i miei figli sono all'Università, se non fanno attenzione tra un po' mi trovo nonno, i miei genitori sono due vecchietti e, insomma, anche io non me ne vado più sulla fascia come un tempo...".

Famo così, se in un momento di crisi economica o se magari andrai pé tre...e sarai costretto a pubblicare queste "note", io le comprerò, non solo per me.
Complimenti.
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: Adler Nest il 26 Ott 2012, 10:59
Guy Montag:
io apro il topic senza nemmeno sapere quale sarà l'argomento tanto mi ci ritrovo sempre e comunque.
E così leggere quelle righe è puro piacere, che fa compagnia come un ottimo libro.
O sei uno scrittore o devi metterci perchè saresti bravissimo.
Stessa parabola senza i due divorzi...... :beer:
ma tornerò sull'argomento.
Grazie intanto.
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: nino™ il 26 Ott 2012, 13:04
Citazione di: gesulio il 26 Ott 2012, 09:23
GM, una colonna vera di questo sito.

grazie, semplicemente. 

Pure come terzino ancora je l'ammolla....

:beer:
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: Alexia68 il 26 Ott 2012, 17:46
Citazione di: blow il 26 Ott 2012, 10:13
Quello che scrive GM non te lo puoi perdere, perchè scrive per noi, di noi, come fossimo lui.


condivido in pieno.

grazie Guy
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: Ulissechina il 26 Ott 2012, 17:53
Citazione di: Neal il 26 Ott 2012, 01:46
Complimenti.
Mi ritrovo in ogni parola.

Soprattutto sul contrasto tra l'irrazionale passione per la Lazio e tutto il resto della mia vita sostanzialmente razionale e responsabile. Qualche volta mi sento un bambino mai cresciuto ma non posso farci nulla.



Dopo oltre 60 anni che seguo e tifo Lazio anche per tradizione di famiglia, :) ho sempre la sensazione che è la stressa della prima volta quando entro nello stadio,   stessa ansia e gioia come quandoero piccoletto con mio padre che mi portava per mano e mi baciava quando segnava la Lazio, ora abbraccio e bacio i nipotini e mio figlio. :D
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: carib il 27 Ott 2012, 11:36
Citazione di: GuyMontag il 26 Ott 2012, 00:29
...anche io non me ne vado più sulla fascia come un tempo....

Torna Guy, quella fascia aspetta attè :beer:
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: WhiteBluesBrother il 27 Ott 2012, 14:38
Citazione di: carib il 27 Ott 2012, 11:36
Torna Guy, quella fascia aspetta attè :beer:
E pure lo stadio...
Io vado in Tevere, se vuoi beneficiare dell'iniziativa "porta un amico allo stadio" io ti ci porto volentieri...
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: strike il 27 Ott 2012, 14:52
Grande Guy, mi iscrivo anch'io alla petizione per farti tornare allo stadio.
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: Rivolazionario il 27 Ott 2012, 15:22
Hornby ha imparato da te, Guy.
Anzi.
Io direi che te spiccia casa.
Chapeau.
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: hidalgo il 27 Ott 2012, 16:12
E' sempre un grande piacere leggerti.
Se la musica e' la colonna sonora della propria vita, la squadra del cuore e' l'amica di sempre.
Con il sole, la pioggia, le gioie ed i dolori , gli alti e bassi, gli inverni, le primavere.
L'amica di sempre e' perennemente li.
Presente.
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: BomberMax il 27 Ott 2012, 16:34
beh  io me so' commosso come un verme, Guy , quando torni allo stadio  famme sape',  che ce ritorniamo insieme
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: Flaminio il 27 Ott 2012, 16:45
Grazie Guy, grazie veramente.
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: Remember il 27 Ott 2012, 18:31
...NON E' GIUSTO che tu non sieda in Tevere tra di noi... :since
Titolo: Re:Cinquant'anni insieme
Inserito da: Micaveron il 27 Ott 2012, 18:46
bellissimo ...  scritto con il cuore e con il mio l'ho letto ...
grazie