Citazione di: ian il 10 Feb 2015, 19:23
Last una nota per Fish: mi è venuto in mente lui, l'altro giorno.
Stavo ascoltando tal Torri su trs e questo infelice, a commento della conferenza stampa di Sabatini del giorno prima, ha detto che il momento di maggior fomento, per lui, di tutta la press conference è stato quello in cui Sabatini ha detto che se non sarà quest'anno vinceranno l'anno prossimo.
Ha spiegato Torri che lui s'è fomentato perché er sogno, Er tifoso deve sognà, etc.
Ora, mai come in questo caso io mi sono sentito distante anni luce da questo stereotipo di tifoso.
Poi, oh, avrà ragione Fish_Mark, er tifoso deve sognare, i tifosi sono tutti uguali.
Io no, io sono molto diverso.
E pensavo che il laziale fosse diverso.
Invece pare di no.
Perdiamo e fischiamo, annamo a fa casino.
Vinciamo, magari vinciamo il 26/5 e festeggiamo (GAC).
Non lo so, a me sta storia non convince, io credo nella nostra diversità ed unicità.
Per dire, a me me stanno sul cazzo pure gli inni (a parte un paio) proprio perche potrebbero essere di qualunque squadra.
Boh vabbè
Di tal Torri Piero a me ne importa una sega direbbero a Terontola.
Io sono un tifoso della Lazio da 40 anni (leggasi quaranta) e di Lazio ne ho viste passare diverse, gran parte maledette, qualcuna strepitosa, comunque tutte belle. La mia filosofia, come quella di qualsiasi tifoso - che ci crede, sempre, anche (e anzi, soprattutto) quando il fato gli sta dicendo il contrario -, è di puntare sempre al massimo, fosse il rigore di Chiodi, la zuccata di Poli, la volée di Pandev o il rigore di Dabo, senza dimenticare Fiorini e Lulic, Vieri e Calori (che non ha mai giocato nella Lazio, ma è come se lo avesse fatto).
Quando però la testa pensante e agente della società Lazio mi sorride con il ghigno di chi guarda un bambino che crede a Babbo Natale e mi dice che più di un certo limite non si può andare e non si va, quando un massimo dirigente parla di Europa con l'unica traduzione possibile di "Europa League", quando mi si impone pervicacemente, ancorché legittimamente, che esiste soltanto lo scartamento ridotto delle ambizioni, anche quando con un pelino di sforzo in più potresti lottartela fino all'ultimo, allora non ci voglio stare e le parti si irrigidiscono. E' naturale poi che la contestazione riprenda con ferocia a ogni occasione buona, perchè è stato viziato il rapporto di fondo: l'illimitata fiducia di una tifoseria verso l'impossibile.
Si, perché, come tifoso di una squadra con la storia della Lazio, non mi sono mai posto limiti, neanche con Filisetti in marcatura su Platinì o quando ribattevamo a Van Basten con il grande GustavoAbelDezotti. Non so se è chiaro, ma da laziale sono cresciuto a pane e cipolla, molto pane e poca cipolla, poi da grande ho visto anche il caviale ma è durato poco, un paio di portate buone per due tartine, che quando ci stavo a prendere gusto è finito tutto!
E in tutto questo sogno ogni giorno che un domani, fosse anche dopodomani, possa vedere il capitano della Lazio alzare una coppa a Tokyo, anche se so che con ogni probabilità tutto questo non accadrà mai. Ma nessuno, neanche l'azionista di maggioranza (anzi, soprattutto lui), ha il diritto di dirmi che non posso sognare e fare qualcosa perché un giorno tutto questo accada. Sono di Roma, capitale d'Italia, sede della Lazio.
Ma io non mollo e continuo a sognare a occhi aperti
ogni giorno perché tutti quelli che vanno in campo
devono sapere che esistono i miei sogni
Questo non l'ha scritto né Piero Torri, né Fish Mark.
E' un laziale come me e te.