ricapitolando.
la federb
idet nasce nel 2011 da una costola di una agenzia di scommesse online [perdonate la semplificazione] che, al tempo, non era autorizzata ufficialmente a lavorare in italia e non pagava le tasse per un buco normativo [
qui un articolo che spiega come la legge di stabilita' 2014 ha risolto alla maniera di renzi - male - la cosa]. va detto che da qualche mese ha dichiarato di essersi quantomeno messa in regola dal punto di vista fiscale, aderendo alla sanatoria.
i nostri amici [nonche' colleghi di lavoro di almeno un boss della sacra corona unita] si pongono l'ambizioso scopo di contrastare il match-fixing, ovvero l'acchito delle partite, e per far questo mettono insieme
questo team di persone sicuramente validissime ma delle quali nessuno ha mai sentito parlare o avuto bisogno dal punto di vista lavorativo. fanno roboanti dichiarazioni, riprese e rimbalzate da qualche amico giornalista spagnolo - poi assunto - e italiano - altri tipi di riconoscimenti - prendendo schiaffoni di un certo livello da mezza europa: la lega francese minaccia querele, quella inglese li cazzia pesantemente, ma soprattutto chi li sputtana ad altissimi livelli e' l'essa, european sport security association, che sotto l'egida di una ventina tra tutti i piu' grandi operatori del settore gia' dal 2008 si pone come scopo quello di, udite udite, contrastare il match-fixing. ci si potrebbe domandare quindi che bisogno ci fosse dei nostri amici, o meglio, se non fosse stato il caso di analizzare i flussi di giocate anche per capire quanto pagare all'erario, ma noi non siamo cosi' meschini.
ai nostri amici, come si dice, je rimbalza. il capo e' uno che ha fatto kick-boxing a livelli agonistici, e' uno tosto, che prende calci in faccia senza fiatare e li rida'. e in azienda c'e' uno che, carte processuali alla mano, ha diversi agganci in procura e, printscreen di whatsapp nell'altra mano, ha un paio di agganci niente male nelle redazioni dei giornali. i nomi li sapete: mensurati e foschini di repubblica, maurizio galdi della gazzetta - un bibi&bibo' in salsa rosa [chiedere referenze ai nostri amici juventini] che due anni fa, in una tavola rotonda sul match fixing avvenuta a londra,
dichiarava:
"Giocatori che sono stati rinviati a giudizio, militano tutt'ora in Serie A. Calciatori che sono stati in galera questa estate, giocano tutt'ora in Serie A. Ma allora, il campionato è regolare?" per poi aggiungere "
Barare nello sport è come doparsi. Significa falsare il risultato sportivo e far perdere credibilità allo sport". il tutto alla presenza di soldatino di livio, che negli anni diciamo d'oro ha regolarmente giocato tra le 45 e le 50 partite l'anno perche' era molto ben allenato. ci si potrebbe domandare cosa significhi barare nei giornali, ma se come nello sport è come doparsi, o drogarsi, beh, in qualche caso nelle redazioni il fenomeno pare presentarsi contemporaneamente.
l'ultima dichiarazione del segretario generale, francesco baranca, fa il giro delle redazioni dei giornali. "se riaprissero il processo, e se la lazio venisse condannata per responsabilita' oggettiva, verrebbe esclusa dalla champions league". obama direbbe "thank you iowa, gracias arizona, merci lousiana and most of all grazie arkansas": e come se io dichiarassi "occhio eh, che se baranca venisse scoperto con dieci grammi di cocaina nelle tasche dei pantaloni, potrebbe anche venire arrestato". graziosa la correzione "ma no, noi dicevamo cosi' per ipotesi, e poi noi offriamo come servizio supporto alle societa' in caso di accusa per responsabilita' oggettiva". che, nell'iperbole sopra descritta, equivale a dire "ma no, mica te sto a da' der cocainomane, sto a di' che se te serve dove nasconderla te potrei da' una dritta". diciamo che e' stato piu' un avvertimento che altro. di stampo, non so, diciamo anni 30.
mi sembra di aver detto tutto. credo seguiranno aggiornamenti.
cordiali saluti