A noi deve importare che dovevamo risolvere la questione Keita nel migliore modo possibile per le nostre casse, che lo rimpiazzavamo degnamente (e Nani mi sembra più che degno), che i soldi vengano reinvestiti in generale, anche su dei prospetti ricercati dai migliori club europei (Neto) e, soprattutto strategicamente, che si rimanga in ottimi rapporti col procuratore più influente del mondo.
Anche per il futuro perché, stecca o non stecca, penso che questa operazione dia sostanza a mantenere un legame forte e di reciproca soddisfazione che spiana la strada ad ulteriori possibilità di collaborazione.
Funziona così, tenere questo rapporti e, a meno che non pensiamo di stare in un mondo di verginelle, magari ha un costo.
Più di tante altre domande non me le farei e, a dir la verità, non mi interessa neanche farmele.
Viste le note saccoccie a lumaca di Lotito, se hanno deciso per una operazione del genere avranno avuto i loro motivi.
Poi, se già solo Neto dovesse uscire per come viene prospettato, i 26 milioni complessivi investiti, tra due anni, potrebbero essere 40 o 50.
L'unica cosa evidente è che in questa operazione, nel suo complesso, probabilmente c'è stata la convergenza di diversi interessi in cui tutti sono stati contenti, compresi Keita e Calenda.
Per cui apposto così, direi che ormai Tare e Lotito hanno ampiamente dimostrato di sapere bene quello che fanno e di saper curare e difendere gli interessi della Lazio.