Probabilmente mi sbaglio, ma secondo me fat si sta concentrando sull'aspetto aprioristico della contestazione.
Dopo il libberalalazzzio, complice anche una parte di stampa asservita, c'è stata una reazione opposta: stanchi di anni di contestazione e di proteste, si è cercato di trovare il meglio in ogni momento della Lazio. Avevamo bisogno di recuperare passione condivisa, e quindi si è andati oltre, concentrandoci sul campo (che ci ha dato anche diverse soddisfazioni).
A me oggi un po' sorprende chi sta aggiungendo alle critiche per questa sessione di gennaio tutta una serie di giudizi negativi su vari aspetti della gestione Lotito, da quelli squisitamente sportivi a quelli economici, da quelli mediatici a quelli social(i). Fino a poco tempo fa certe esternazioni e certi dubbi scatenavano liti furibonde. Adesso è tutto improvvisamente più condiviso e ieri ho letto alcuni scrivere cose che non credevo mai potessero pensare.
L'espressione tipica del tifoso quando le cose vanno male, ovvero la contestazione, è un evento che manca da un po' di tempo, se lo intendiamo come riferito ad una situazione in particolare e non generico. E per me fat è più preoccupato che questa espressione spontanea e di senso di appartenenza possa svanire sotto quella sterilizzazione emotiva che probabilmente è stata causata da un'eccessiva guerriglia dei pensieri e dei sentimenti che ha dilaniato l'ambiente per troppo tempo.
E qualora il tema fosse questo, io sono anche d'accordo.
Quello che però non può essere ignorato è che, al di là dei motivi importanti, reali e nobili che muovono la volontà di contestare anche nel tifoso non di curva, questa manifestazione è stata timbrata e firmata dal gruppo ultras che fino a ieri era un motivo grave di discussione. Un'entità che SICURAMENTE sfrutterà il malcontento e il dissenso per perpetrare concetti e comportamenti che poco c'entrano con i motivi che ci fanno rodere il c.ulo, in particolare da ieri sera.
Perché l'hanno già fatto, svariate volte, mandando in vacca il confronto tra Laziali, poiché finivano con l'andare sempre verso posizioni indifendibili pur partendo da spunti condivisibili.
Ecco, io trovo che sia comunque comprensibile che il trasporto che una contestazione avrebbe avuto se non ci fosse stato un certo pregresso, per molti non sia così travolgente.
E poi, almeno per quanto mi riguarda, visto che mi sembra che per molti netters e non solo per me la goccia stia per far traboccare il vaso, vorrei davvero capire in che termini verrà fatta la contestazione: Tare è diventato il bersaglio principale, ma siamo tutti sicuri che lui stia lì a dispetto dei santi? Allora bisognerebbe anche prendersela con il suo datore di lavoro, che lo tiene professionalmente in vita.
Siamo d'accordo? C'è una condivisione sull'obiettivo della contestazione?
Perché io adoro e rispetto le invasioni delle piazze quando lo si fa per difendere una passione, e capisco che per fat l'inibizione di questa modalità sia peggiore del rischio di farla "male", però vista la situazione e conoscendo il passato, forse era il caso di dare maggiori spiegazioni, di individuare una strategia condivisa, di muoversi per una volta coralmente senza lasciare spazio a comportamenti che sono sicuro che alla fine non troveranno un'adesione entusiasta se non tra i sodali del settore.
Un difetto che sembra molto simile a quello della attuale dirigenza della Lazio.