Bancarotte tra Miami e l'Italia, raggirata anche la Lazio.
In trattativa per acquisto Zarate usata fideiussione
Cofiart
I comuni di Viterbo e di Serra dei Conti in provincia di
Ancona, e alcune sedi dell'Agenzia delle entrate in Veneto
oltre alla società sportiva Lazio. Sono questi alcuni dei
"soggetti giuridici" che sono stati raggirati dalle
società Cofiart o Union General, che facevano riferimento
a Dino Patrizio Cozzi. L'imprenditore romano, insieme con
altre sei persone, è stato oggetto di una ordinanza di
custodia cautelare per accuse che vanno dall'associazione
a delinquere al riciclaggio. Ad ottenerla dal gip del
tribunale di Roma i pm Stefano Pesci e Maria Francesca
Loy. Secondo le accuse il manager avrebbe creato quelle
aziende, specializzate nel mercato delle fideiussioni, per
offrire garanzie ad imprese o istituzioni che ne avessero
bisogno. In base a quanto ricostruito dagli investigatori
della Guardia di finanza, nucleo speciale di polizia
valutaria, nel caso delle amministrazioni locali, venivano
richieste fideiussioni per la partecipazione a gare
d'appalto. In alcuni casi i gradi consapevolezza dei
beneficiari delle polizze, è oggetto di approfondimento
- si spiega - e potrebbero dare il via a nuove inchieste.
Per quel che riguarda la Lazio, invece, secondo quanto
accertato dagli investigatori, la società biancoceleste è
stata oggetto di un raggiro vero e proprio. Il periodo
finito sotto l'osservazione degli inquirenti è quello
connesso alla trattativa per la cessione dell'attaccante
argentino Mauro Zarate dall'Al Sadd. All'atto del
passaggio del campione alla Lazio, la società di
provenienza, con sede in Qatar, chiese il pagamento di una
penale a fronte di un eventuale recesso anticipato dal
contratto. Come garanzia la società biancazzurra offrì,
purtroppo per lei, una fideiussione della Cofiart. E così
quando si è andati a contrattare definitivamente il
giocatore - hanno verificato gli uomini della Gdf - la
società di Claudio Lotito si è trovata senza quella
garanzia che ci doveva essere. Con il risultato che quella
intesa, pagata dalla Lazio con un 'premio' adeguato alla
penale da 200mila euro, non è servita. Ed il corrispettivo
è dovuto uscire di nuovo dalle casse di Formello. Tra i
sequestri effettuati dai militari delle Fiamme gialle a
titolo "per equivalente" figurano diversi appartamenti a
Roma, tra cui alcuni uffici in zona Porta Pinciana, e in
alcune località di villeggiatura della Calabria.