AS ROMA MERDA rimane inarrivabile.
E' stata e sarà sempre la più bella.
Qualcuno dirà che è stata una scenografia contro. E' verissimo però, mi vien da obiettare, la forza di una civiltà si misura con la sua capacità di rivelare, non di occultare.
AS ROMA MERDA è stata anche una poesia meravigliosa, condensata in un acronimo e due parole. L'essenzialità diventata muro umano.
Quella notte la curva non offese nessuno, rendendo piuttosto un servizio brutale ma caritatevole a tutti i dirimpettai: già, la Nord quella notte fu un immenso specchio.
Ecco chi siete, sembrò dire e ricordare per 90 minuti a tutti i giallorossi.
Nessuna cattiveria, nessun rancore, AS ROMA MERDA fu un gigantesco post-it ontologico.
E lo è ancora.
Opera d'arte e di ingegno tra le più memorabili del nuovo millennio, ricorda a tutti il senso e il destino di un'appartenenza. Cos'è la roma? Cosa significa essere della roma?
Noi umani alle volte soffriamo quando ci rendiamo conto di quanto le idee siano più grandi e più dense del linguaggio che abbiamo per esprimerle. Quelle volte però in cui accade il contrario, allorché ci rendiamo conto che il linguaggio è più preciso di una misurazione atomica, non possiamo che gioire.
Pochissime parole per descrivere la fenomenologia di un'esperienza socialmente condivisa, il tifare roma, e per esprimere il senso più completo dell'oggetto artificiale, la roma, attorno al quale si coagula quell'esperienza: AS ROMA MERDA.
Quella notte scienza e arte copularono in curva Nord.