Curva Nord "Siamo tornati allo stadio per i tifosi!Ma se dovessero ripetersi....

Aperto da Ro, 09 Set 2014, 16:21

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fish_mark

Citazione di: GuyMontag il 11 Set 2014, 17:52
* per me (ma è un'opinione personale, non do' patenti) ottantanove minuti di insulti e uno (più recupero) di sostegno NON è venire a fare il tifo. Ma da quel che ho capito dalla faticosa esegesi dell'oggetto di questo topic succederà il contrario, vero?

Non ho lezioni da dare a nessuno, perché non ho il titolo nè mi interessa, tanto meno a laziali DOCG come te.
Quello che ho scritto - 89 minuti di bestemmie e un minuto di apoteosi - è quello che ho visto fare da sempre in uno stadio, della Lazio, come di altre squadre. Da 40 anni, non da 10: da QUARANTA.
Questo è il tifoso. Non ne conosco altri.
IMHO ovviamente.


tommasino

Recentemente sono anche diventato tifoso di basket di quella bellissima squadra che si è rivelata Pistoia nella scorsa stagione. In una partita con milano è stato esposto il seguente striscione, che ho proposto rimanesse sempre al palazzetto: Orgoglio, passione, tifo: non puoi vincere a Pistoia. Al massimo puoi segnare più di noi.

È questo lo spirito che sognerei di ritrovare nei Laziali.

FeverDog

Citazione di: tommasino il 11 Set 2014, 18:14
Recentemente sono anche diventato tifoso di basket di quella bellissima squadra che si è rivelata Pistoia nella scorsa stagione. In una partita con milano è stato esposto il seguente striscione, che ho proposto rimanesse sempre al palazzetto: Orgoglio, passione, tifo: non puoi vincere a Pistoia. Al massimo puoi segnare più di noi.

È questo lo spirito che sognerei di ritrovare nei Laziali.


Spettacolo

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DajeLazioMia

Citazione di: tommasino il 11 Set 2014, 18:14
Recentemente sono anche diventato tifoso di basket di quella bellissima squadra che si è rivelata Pistoia nella scorsa stagione. In una partita con milano è stato esposto il seguente striscione, che ho proposto rimanesse sempre al palazzetto: Orgoglio, passione, tifo: non puoi vincere a Pistoia. Al massimo puoi segnare più di noi.

È questo lo spirito che sognerei di ritrovare nei Laziali.
Molto bello. Mi piace.

eandiamo

Citazione di: AguilaRoja il 11 Set 2014, 15:47
Io, e parlo esclusivamente per me, mi sono definitivamente rotto le palle.
Di questo ambientuccio ridicolo, pesante, depresso e autoreferenziale ne ho piene le palle.
Oggi tutto questo rappresenta la Lazio? Perfetto, per me la Lazio rimarrà un poster, una sciarpa, qualche ricordo.
Io, quanto è vero iddio, maledico ogni giorno tifosi&comunicatori (non tutti, sia chiaro).
L'immagine che tutta questa gente proietta del/sul mondo Lazio è vomitevole.
Marcia, ammuffita, cadaverica, in decomposizione.
Avete rotto le palle e dalle palle spero vi leviate quanto prima, ma so che sarà impossibile.
Perchè senza Lazio non siete nulla. E la Lazio, senza di voi, sarebbe decisamente più bella.
Maledetti.

Puro Vangelo

eandiamo

Citazione di: tommasino il 11 Set 2014, 18:14
Recentemente sono anche diventato tifoso di basket di quella bellissima squadra che si è rivelata Pistoia nella scorsa stagione. In una partita con milano è stato esposto il seguente striscione, che ho proposto rimanesse sempre al palazzetto: Orgoglio, passione, tifo: non puoi vincere a Pistoia. Al massimo puoi segnare più di noi.

È questo lo spirito che sognerei di ritrovare nei Laziali.

Stupendo!

ian

In qualche modo ha ragione Fish_Mark.
Io frequento lo stadio da oltre 40 anni e posso confermare che una discreta moltitudine di Laziali siano rompi[...], lamentosi, pessimisti, e fa entrà ravanelli, e pancaro è na pippa e favalli è na pippa e couto è na pippa e rambaudi è na pippa.
Non per caso, sempre da oltre 40 anni, sono stao sovente tentato e sono stato spesso vicino allo strozzare quei tre o quattro "tifosi" che me se lagnano dentro l'orecchio.

Dove M_F sbaglia, a mio parere, è
a) nel descrivere TUTTA la tifoseria Laziale in questo modo (io ed altri che conosco siamo all'opposto)
b) nel ritenere del tutto normale che ogni Laziale, così come ogni tifoso di una qualunque squadra, debba per forza di cose essere così fatto (io ed altri che conosco diamo alla Lazialità un valore di diversità e di unicità ENORME, per cui io, per es, mi sento strutturalmente diverso da uno del Milan della Fiorentina del Trapani o del asroma) e
c) nel non rendersi conto che la interpretazione così larga e dilatata di questa (presunta) psicologia del Laziale medio (o presunto tale) diventa grottesca allorquando, come in questo caso, come in questi anni, si arriva a comprendere a giustificare a spiegare non solo le lagnanze le lamentele le aspirazioni di crescita ma anche lo spalleggiamento, l'incoraggiamento, la sponda fornita ai gufi, agli zotici, ai cantanti/bori/falliti, se non addirittura ai giornali o ai presidenti del CONI coppainfacciati.
Insomma a quel mondo che come tutti sappiamo non ci ama.

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Adler Nest

Citazione di: DajeLazioMia il 11 Set 2014, 17:40
Forse mi hanno fregato. Ho scelto la Lazio sapendo che sarei sempre stato in minoranza, contro poteri più forti, orgoglioso e senza piagne. Me l'ha intortata forse chi mi ha fatto innamorare della Lazio.
Ora scopro che la distinzione del Laziale consiste nell'essere polemico pieno di dubbi e a volte forse anche di complessi. Io non mi ci riconosco per niente proprio. E chiunque voglia far passare questo concetto sta facendo un gioco assurdo e vergognoso.

MisterFaro

"la interpretazione così larga e dilatata di questa (presunta) psicologia del Laziale medio (o presunto tale) diventa grottesca allorquando, come in questo caso, come in questi anni, si arriva a comprendere a giustificare a spiegare non solo le lagnanze le lamentele le aspirazioni di crescita ma anche lo spalleggiamento, l'incoraggiamento, la sponda fornita ai gufi, agli zotici, ai cantanti/bori/falliti, se non addirittura ai giornali o ai presidenti del CONI coppainfacciati.
Insomma a quel mondo che come tutti sappiamo non ci ama
."

:ssl


fish_mark

Citazione di: ian il 11 Set 2014, 18:28
In qualche modo ha ragione Fish_Mark.
Io frequento lo stadio da oltre 40 anni e posso confermare che una discreta moltitudine di Laziali siano rompi[...], lamentosi, pessimisti, e fa entrà ravanelli, e pancaro è na pippa e favalli è na pippa e couto è na pippa e rambaudi è na pippa.
Non per caso, sempre da oltre 40 anni, sono stao sovente tentato e sono stato spesso vicino allo strozzare quei tre o quattro "tifosi" che me se lagnano dentro l'orecchio.

vabbè, mi sono portato a casa questa prima parte. E' un grosso risultato per me.


Citazione di: ian il 11 Set 2014, 18:28
Dove M_F sbaglia, a mio parere, è
a) nel descrivere TUTTA la tifoseria Laziale in questo modo (io ed altri che conosco siamo all'opposto)
b) nel ritenere del tutto normale che ogni Laziale, così come ogni tifoso di una qualunque squadra, debba per forza di cose essere così fatto (io ed altri che conosco diamo alla Lazialità un valore di diversità e di unicità ENORME, per cui io, per es, mi sento strutturalmente diverso da uno del Milan della Fiorentina del Trapani o del asroma) e
c) nel non rendersi conto che la interpretazione così larga e dilatata di questa (presunta) psicologia del Laziale medio (o presunto tale) diventa grottesca allorquando, come in questo caso, come in questi anni, si arriva a comprendere a giustificare a spiegare non solo le lagnanze le lamentele le aspirazioni di crescita ma anche lo spalleggiamento, l'incoraggiamento, la sponda fornita ai gufi, agli zotici, ai cantanti/bori/falliti, se non addirittura ai giornali o ai presidenti del CONI coppainfacciati.
Insomma a quel mondo che come tutti sappiamo non ci ama.



Sulla seconda parte, non contesto il fatto che esistano e che siano addirittura la maggioranza. Semmai non mi piacciono le prescrizioni mediche su cosa debba fare un tifoso. Per questo non ho mai fatto parte di gruppi, così come il 99 % dei tifosi, tutti esperti di tattiche, mercato, strategie societarie. Io compreso.
L'unica sintesi di questa sterminata e irriducibile umanità è il goal: l'urlo liberatorio e pacificatorio. Come un orgasmo, che dura un attimo, nonostante lo cerchi da 90 minuti (per i cultori e i praticanti del tantra).
Poi si ricomincia.

Adler Nest

Citazione di: fish_mark il 11 Set 2014, 18:05
Non ho lezioni da dare a nessuno, perché non ho il titolo nè mi interessa, tanto meno a laziali DOCG come te.
Quello che ho scritto - 89 minuti di bestemmie e un minuto di apoteosi - è quello che ho visto fare da sempre in uno stadio, della Lazio, come di altre squadre. Da 40 anni, non da 10: da QUARANTA.
Questo è il tifoso. Non ne conosco altri.
IMHO ovviamente.
bestemmie e imprecazioni per un gol mangiato, una azione mancata, un arbitro di merda, ci può stare: è nell'dna del tifoso, nell'essenza del tifoso (anche se tifare per e non contro sarebbe auspicabile.
89 minuti di lpdm o fischi ai giocatori (ma anche fosse 1 minuto), HA ROTTO LE PALLE e non è sostenere la Lazio.

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Sliver

La genesi di questo topic nelle ultime pagine è impressionante.

Un consenso di massima e trasversale sull'uscita infelice e sulla decisione apprezzabile di tornare a tifare (punto di svolta per ricostruire un clima nuovo), si è trasformata nella lapidazione dei depressi, dei disturbatori, dei disfattisti, di cui si auspica l'abbandono dallo stadio, in modo che finalmente si aprano le sorti magnifiche e progressive dei veri laziali, della sciarpa al collo e dei ricordi candidi, degli intrepidi, di quelli che tifano sempre, che non hanno mai contestato un minuto, una partita, un allenatore e un presidente, impeccabili, quelli che magari auspicano sempre il ritorno delle famiglie e di un tifo organizzato senza organizzazione.

Marci, ammuffiti, cadaverici, rompiballe gli altri che escono dal terreno arato, che disquisiscono di tifo e ambizioni sportive, che affondano i loro mali negli interessi di tifosi professionisti e comunicatori sciacalli (oh, mi raccomando: tutti i comunicatori so prezzolati e fanno i propri interessi.. sembrate Grillo che parla della casta). "Che si nutrono dell'ambiente metifico che producono".

Si quotano insulti come caramelle, scordandosi di stare a parlare molto probabilmente con gente che le tappe vitali di questa cazzo di storia se le è fatte tutte, senza particolari medagliette da appuntare, ma senza nemmeno la voglia di finire nel tritacarne conformista di noveli savonarola.

Si generalizza in maniera generica, per poi attaccare a testa bassa facendo passare per un piano misterioso e insondabile alla lazialità da cerimonia, un malessere profondo e vero che ha attraversato in questi anni la gente laziale, grandi e piccoli, ultras e tifosi comuni, famiglie e coppie di fatto, comunicatori e piccoli scribacchini come noi.

Ma cosa spinge molti di voi a costruire una macchietta degli interlocutori? Ma dove avete letto questa furia distruttrice della passione laziale? Il fioretto che usate per disquisire del mondo intero - sono sicuro che tutti voi fate la raccolta differenziata e il porta a porta, sapete distinguere la plastica dalle fibro resine - diventa un'accetta contro chi si permette di dire delle banalità che ormai fanno parte dello sky line di questa città:

1. ottimo la scelta della curva di tornare a tifare
2. preoccupazione per diverse incognite tecniche della squadra
3. nessuna resa al fake fondato nel 1927, ma attenzione a non sottovalutare le responsabilità soggettive (della società) nel non fare il massimo per coprire il gap in valori agonistici assoluti (parlo di campo e classifica, non della mistica della lazialità che sopravvive in eterno all'orrore trigoriota).

Si può parlare di questo restando tifosi come voi o no?


syrinx


DajeLazioMia

@Silver
Forse è bene leggere con più calma alcuni degli interventi contestati prima di partire a testa bassa e generalizzare.
Se uno inizia una frase con "io" e la termina con "imho" può dire ciò che vuole e al limite si apre una discussione.
Attribuire le proprie personali attitudini alla Lazialità non è consentito a nessuno.
Ognuno rappresenta al massimo se stesso. La Lazialità è oltre le proprie personali paure o i prori personali complessi così come è oltre i personali slanci di ottimismo ed entusiasmo.
Ognuno parli per sè. Le frasette buttate là da alcuni come a voler intendere che il Laziale è così come quel Laziale si sente di essere sono assurde e vergognose, a maggior ragione se tristi e negative.
E lo ribadisco tranquillamente.
(Non c'entra nulla per me in questo senso la CN. Aspetto di vedere cosa succede, con fiducia).
Di tutti i punti che citi alla fine ne parliamo sempre e tranquillamente. Che c'entra questa specie di vittimismo?
Pensi non ci sia abbastanza spazio per discuterne? È tutto uno "stiamo bene così" il mondo Lazio di oggi?
A me non pare proprio.

MisterFaro

Citazione di: Sliver il 11 Set 2014, 18:42
La genesi di questo topic nelle ultime pagine è impressionante.

Un consenso di massima e trasversale sull'uscita infelice e sulla decisione apprezzabile di tornare a tifare (punto di svolta per ricostruire un clima nuovo), si è trasformata nella lapidazione dei depressi, dei disturbatori, dei disfattisti, di cui si auspica l'abbandono dallo stadio, in modo che finalmente si aprano le sorti magnifiche e progressive dei veri laziali, della sciarpa al collo e dei ricordi candidi, degli intrepidi, di quelli che tifano sempre, che non hanno mai contestato un minuto, una partita, un allenatore e un presidente, impeccabili, quelli che magari auspicano sempre il ritorno delle famiglie e di un tifo organizzato senza organizzazione.

Marci, ammuffiti, cadaverici, rompiballe gli altri che escono dal terreno arato, che disquisiscono di tifo e ambizioni sportive, che affondano i loro mali negli interessi di tifosi professionisti e comunicatori sciacalli (oh, mi raccomando: tutti i comunicatori so prezzolati e fanno i propri interessi.. sembrate Grillo che parla della casta). "Che si nutrono dell'ambiente metifico che producono".

Si quotano insulti come caramelle, scordandosi di stare a parlare molto probabilmente con gente che le tappe vitali di questa cazzo di storia se le è fatte tutte, senza particolari medagliette da appuntare, ma senza nemmeno la voglia di finire nel tritacarne conformista di noveli savonarola.

Si generalizza in maniera generica, per poi attaccare a testa bassa facendo passare per un piano misterioso e insondabile alla lazialità da cerimonia, un malessere profondo e vero che ha attraversato in questi anni la gente laziale, grandi e piccoli, ultras e tifosi comuni, famiglie e coppie di fatto, comunicatori e piccoli scribacchini come noi.

Ma cosa spinge molti di voi a costruire una macchietta degli interlocutori? Ma dove avete letto questa furia distruttrice della passione laziale? Il fioretto che usate per disquisire del mondo intero - sono sicuro che tutti voi fate la raccolta differenziata e il porta a porta, sapete distinguere la plastica dalle fibro resine - diventa un'accetta contro chi si permette di dire delle banalità che ormai fanno parte dello sky line di questa città:

1. ottimo la scelta della curva di tornare a tifare
2. preoccupazione per diverse incognite tecniche della squadra
3. nessuna resa al fake fondato nel 1927, ma attenzione a non sottovalutare le responsabilità soggettive (della società) nel non fare il massimo per coprire il gap in valori agonistici assoluti (parlo di campo e classifica, non della mistica della lazialità che sopravvive in eterno all'orrore trigoriota).

Si può parlare di questo restando tifosi come voi o no?

Con chi ce l'hai?

A me sembra che i punti che riassumi siamo molto condivisibili e direi effettivamente condivisi da molti degli utenti del forum. Da parte mia, se al punto 1 aggiungi un po' di preoccupazione per le modalità con cui si tiferà ti sottoscrivo il tutto. Non è che invece stai subendo oltremodo la presenza di critiche che non condividi?



PS: Se non ricordo male, nel comunicato con la CN informava del ritorno allo stadio tra le ragioni di questa scelta c'era anche quella di non continuare a prestare il fianco a chi sulla contestazione ci stava marciando anche a spese della Lazio e dei Laziali. Ho molto apprezzato questa scelta.

Sliver

Citazione di: DajeLazioMia il 11 Set 2014, 18:54
@Silver
Forse è bene leggere con più calma alcuni degli interventi contestati prima di partire a testa bassa e generalizzare.
Se uno inizia una frase con "io" e la termina con "imho" può dire ciò che vuole e al limite si apre una discussione.
Attribuire le proprie personali attitudini alla Lazialità non è consentito a nessuno.
Ognuno rappresenta al massimo se stesso. La Lazialità è oltre le proprie personali paure o i prori personali complessi così come è oltre i personali slanci di ottimismo ed entusiasmo.
Ognuno parli per sè. Le frasette buttate là da alcuni come a voler intendere che il Laziale è così come quel Laziale si sente di essere sono assurde e vergognose, a maggior ragione se tristi e negative.
E lo ribadisco tranquillamente.
(Non c'entra nulla per me in questo senso la CN. Aspetto di vedere cosa succede, con fiducia).
Di tutti i punti che citi alla fine ne parliamo sempre e tranquillamente. Che c'entra questa specie di vittimismo?
Pensi non ci sia abbastanza spazio per discuterne? È tutto uno "stiamo bene così" il mondo Lazio di oggi?
A me non pare proprio.

Ma quale vittimismo. Rileggi le argomentazioni e gli scambi,gli assist le alzate e le schiacciate. Fenomelogia di un forum facilmente leggibile.
;)  :beer: :ssl (per testimoniare tutta l'energia possibile)

ranocchio

Citazione di: fish_mark il 11 Set 2014, 18:35
vabbè, mi sono portato a casa questa prima parte. E' un grosso risultato per me.




Sulla seconda parte, non contesto il fatto che esistano e che siano addirittura la maggioranza. Semmai non mi piacciono le prescrizioni mediche su cosa debba fare un tifoso. Per questo non ho mai fatto parte di gruppi, così come il 99 % dei tifosi, tutti esperti di tattiche, mercato, strategie societarie. Io compreso.
L'unica sintesi di questa sterminata e irriducibile umanità è il goal: l'urlo liberatorio e pacificatorio. Come un orgasmo, che dura un attimo, nonostante lo cerchi da 90 minuti (per i cultori e i praticanti del tantra).
Poi si ricomincia.

Sono d'accordo con Fish. Anche se a me sembra che le cose stiano cambiando e siano cambiate. Sociologicamente intendo. Il tifoso che tifa e basta, come il telespettatore che vede e basta stanno tramontando con il buono e il brutto che questo comporta.
E' l'era dell'interazione, della cogestione, della partecipazione disintermediata da internet. Magari facile, superficiale e quasi naturalmente sterile. Ma questa è la nuova comunicazione sociale. In Italia è terribilmente prevalente sullo spirito sociale e comunitario. E' quello che ci distingue dal modo di tifare 'europeo' (inglese e tedesco soprattutto) come purtroppo ci distinguono la prevalenza dell'egoismo e dell'interesse di parte vs. il senso civico di quei popoli. E perdonate le ovvie e sbagliate generalizzazioni che contiene questa sintesi.

La nuova comunicazione sociale comunque ci condiziona e ci cambia. E ha cambiato il tifo. Soprattutto dove, come in Italia, non abbiamo un forte spirito di appartenenza, ci spacchiamo in mille opinioni di comodo. Ovviamente al netto dei protagonismi che sottolinea Adler, interessati o meno che siano. Credo che lo spirito di partecipazione al calcio sia cambiato e con esso il tifo stesso, qui da noi.

Poi aderisco poco alla leggenda della diversità 'antropologica' del tifoso. Il Laziale è cosi, il milanista è colà. Quello che distingue sono molto spesso le origini socio-economiche in cui un determinato tifo ha attecchito. Per il resto esistono persone diverse e culture e educazioni differenti.
Il tifoso romanista è tendenzialmente (nella media) sguaiato, chiassoso e poco capace di una critica intelligente. Come ahimè la media della popolazione che proviene dalle disagiate periferie romane (non tutte le periferie), con tutte le sue difficoltà a scrivere in italiano.

Boh, forse sono andato OT.
Comunque Forza Lazio

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ES

Citazione di: Sliver il 11 Set 2014, 18:42


1. ottimo la scelta della curva di tornare a tifare
2. preoccupazione per diverse incognite tecniche della squadra
3. nessuna resa al fake fondato nel 1927, ma attenzione a non sottovalutare le responsabilità soggettive (della società) nel non fare il massimo per coprire il gap in valori agonistici assoluti (parlo di campo e classifica, non della mistica della lazialità che sopravvive in eterno all'orrore trigoriota).

Si può parlare di questo restando tifosi come voi o no?
Bravo, ma in questo topic si parla esclusivamente del punto 1 e le caz...ehm.. le divagazioni del buon M.F. (ciao bello, come stai? si parlava di gruppo organizzato qui, non degli atteggiamenti delle singole persone, che sono uguali in ogni stadio..:) ) cihanno portato fuori strada. In merito al punto 1 io credo noi dobbiamo schierarci, compatti :

Citazione1. ottimo la scelta della curva di tornare a tifare

A tifare, amico mio, a tifare. Se tornano per tifare siamo, dobbiamo, e nel mio piccolo lo esigo, esserne oltre modo contenti, e a fronte di scenografie quali loro sanno fare, alzarsi in piedi ad applaudire.

SE tornano a tifare, questo, solo questo si discute, in questo topic, per me.
Tornano a tifare?


Da questo punto di vista, almeno da questo ,  io credo dovremmo essere tutti uniti.
Lo siamo tutti uniti? altrimenti parliamo di fuffa, tanto per spendere qualche minuto al vento.

Aquila Romana

Citazione di: Sliver il 11 Set 2014, 18:42
La genesi di questo topic nelle ultime pagine è impressionante.

La genesi era una frase estrapolata da una trasmissione radiofonica, poi battezzata comunicato, che si è evoluta progressivamente fino al lancio di maledizioni

E' la sua evoluzione che impressiona..