Ragazzi, penso che siamo tutti d'accordo che vorremmo un altro proprietario (non presidente, proprietario, è molto diverso).
Chi pensa che non ci sia meglio del padroncino sta poco bene e va assistito amorevolmente.
Non è dunque questo il problema.
Il problema è che in questa situazione quello non vende, non ne ha alcuna intenzione, perché non solo va bene così ma nutre anche speranza che vada ancora meglio, ma a lui e non alla Lazio in campo, quella basta che resti in A.
Se qualcosa di grosso ed importante non è in vendita non si avvicina e non si interessa nessuno.
Se lo metti in vendita e arriva qualcuno di serio e importante qualcosa succede. Se arrivano solo
scaramac.ai assortiti e purciari de provenienza dubbia, o se addirittura non si presenta nessuno, ci puoi mettere anche una pietra sopra ma almeno uno si rassegna, è ovvio che sia così.
In ogni caso meglio questo che la situazione che viviamo oggi. Allora questo deve essere l'obiettivo, arrivare al punto di metterlo in condizioni (perlomeno teoriche) di vendere.
Come farlo? Non so, io ho fatto un esempio prima, dite anche voi la vostra. Non c'è nessuna soluzione alternativa ad un processo come questo, a meno che non vogliamo percorrere strade che danneggiano la Lazio (e non er gesssore). Strade come quella di quest'anno, fotocopia di fallimenti già visti e stravisti da oltre 10 anni. Sono fatti, non opinioni.