Senza pelle

Aperto da Kim Gordon, 09 Mag 2011, 10:07

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Kim Gordon

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potrebbe essere chiaramente inteso anche come senza palle.
ma non mi andava di ricorrere ad una metafora così machista.
più raffinata e più complessa l'immagine di un soggetto senza pelle.

la pelle, se considerata nella sua accezione psicologica anzichè biologica, rappresenta la linea di confine tra l'interno e l'esterno. tra sè e l'laltro da sè. è ciò che segna la personificazione, l'individuazione, la soggettività.

grazie alla pelle "sentiamo" chi siamo e chi è l'altro.
grazie alla pelle "sappiamo" cosa possiamo e cosa non possiamo.
grazie alla pelle "finiamo", il nostro corpo, il nostro sè, non sconfina nell'infinito indeterminabile, consentendo di sentire profondamente forza e limiti di noi stessi e di esprimerli nella realtà.

ma grazie alla pelle non solo individuiamo il nostro mondo interno caratterizandolo.
ma percepiamo in maniera congrua anche ciò che è esterno. ciò che è altro da noi.
senza confodersi in esso.
senza proiettare su esso.
senza squagliarsi di fronte ad esso.

la pelle, come linea di confine, è la soglia dalla quale è possibile "vedere" l'altro.

grazie alla pelle quindi, è possibile quel "gioco" che consente al soggetto di essere e di lasciar essere, di trovare la forza ed il coraggio di sè nelle occasioni che la vita ci presenta, di riconoscere con congruenza le difficoltà che si incontrano e misurarsi con esse senza fatalismi di sorta, vittimismi strumentali, esaltazioni fallaci.

consente in altre parole di essere capaci almeno di ciò che si può essere capaci, di essere ingrado riconscere i propri obiettivi possibili e strutturare strategie per raggiungerli.

la Lazio non ha la pelle.

non c'e l'ha il suo Presidente afflitto dalla più classica delle sindrome narcisista
non ce l'ha la squadra che appare come il classico figlio/a insicuro/a che di fornte alle difficoltà appare costantemente apatica e senza energia, schiacciata da un immagine pensata che non trova la forza reale per realizzarsi.
non ce l'hanno i suoi tifosi, persi in un bipolarismo in cui di volta in volta si percepisce sè ed il mondo interno ed esterno, come fosse un dondolo, o come ipercattivo (vittimismo) o come iperbuono (ipocriticità assoluta)

tutta sta pippa per dire che nello sport, come nella vita, non ci si improvvisa, le cose si costruiscono a partire dalla testa (l'io ed il sè del soggetto) il chè comporta necessariamente che è fondamentale... guardarsi i piedi, fare un bel respiro ed accettare cosa si è prima di promettere cosa si sarà.

un bacione a tutti.

eaglefly1978

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Permettetemi la battuta, ma quest'estate voglio meno bravi ragazzi "cattolici praticanti" e più atei e bestemmiatori incalliti...

bizio67

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Citazione di: eaglefly1978 il 09 Mag 2011, 10:11
Permettetemi la battuta, ma quest'estate voglio meno bravi ragazzi "cattolici praticanti" e più atei e bestemmiatori incalliti...
Ti quoto, voglio delinquenti in campo...in senso sportivo...

Kim Gordon

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non è una questione di credo, religioso o di altri tipo, è una questione di consapevolezza.
in un gruppo di 30 persone è impossibile tra l'laltro avere un omogeneità in questo senso.
l'unica omogenietà possibile è quella rispetto alla costruzione di obiettivi possibili e strategie condivise.
il tutto basato su un analisi del reale congruente a ciò che si è.

il resto è fuffa.

tanto che Mourinho, ottimo gestore di gruppi, con propensione ed attenzione alla gestione psicologica di esso e dei suoi componenti è conoscoiuto come un "capo" capace di raggiungere i propri obiettivi.
(se messo nelle condizioni ottimali per farlo)

e tutto questo supera il dato meramente tecnico-calcistico.

mi colpì molto il rifiuto del recente passato di questo gruppo di affidarsi ad un esperto del settore.
(ammesso che il motivatore in questione fosse un professionista capace)
mi colpì perchè evidenziò in qualche modo la difficoltà del gruppo di mettersi in discussione rispetto a prassi e meccanismi di vita interni consolidati e improvvisati.

è come se dissero al tempo "non abbiamo bisogno di nessuno"
che è un pessima premessa perchè la sicurezza in sè stessi non passa attraverso una "chiusura" ma attraverso un "apertura".


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Gio

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E' OT, ma questa discussione mi fa venire in mente un libro in cui un uomo, ad un certo punto, si trova con il suo cervello nel corpo di una donna.
E prova sensazioni mai provate ed  incredibili per un uomo.
E comprende che la differenza tra l'uomo e la donna sta nella pelle.
Per la donna è lo strumento ricettore del mondo e delle sensazioni che offre.
Per l'uomo, invece, la barriera con cui proteggersi.
Di là le differenze.

Va beh, è OT ma mi è venuto in mente ...

In Topic, c'è da dire che il rigore dato lunedì sera con la Juve avrebbe cambiato esiti del campionato e valutazioni sui protagonisti (probabilmente all'opposto).

La mia sensazione  è che, paradossalmente, ad un certo punto sia sia esaltato l'aspetto del gruppo, della coesione e delle motivazioni, trascurando un po' il lato tecnico.
Il gruppo coeso e motivato (la testa), probabilmente è ormai un presupposto di qualsiasi successo. Poi, però, il portiere che para,il centravanti che segna e due schemi due servono sempre. E Scaloni consapevole è sempre Scaloni.
Non per niente Mourinho, che tu citavi, prima pretende i giocatori migliori, solo poi lavora sul gruppo e sulla consapevolezza.

Kim Gordon

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Citazione di: Gio il 09 Mag 2011, 11:32

La mia sensazione  è che, paradossalmente, ad un certo punto sia sia esaltato l'aspetto del gruppo, della coesione e delle motivazioni, trascurando un po' il lato tecnico.
Il gruppo coeso e motivato (la testa), probabilmente è ormai un presupposto di qualsiasi successo. Poi, però, il portiere che para,il centravanti che segna e due schemi due servono sempre. E Scaloni consapevole è sempre Scaloni.
Non per niente Mourinho, che tu citavi, prima pretende i giocatori migliori, solo poi lavora sul gruppo e sulla consapevolezza.

dipende come si lavora sulla coesione e sul gruppo.
anche in questo esiste una qualità e non qualità.

io credo che l'aspetto tecnico conti molto.
stesso dicasi per gli schemi.

però dovremmo dire allora che la rosa della Lazio è inferiore a quella del'udinese.
uguale a quellla della sroma.
e che il Napoli di Mazzarri ha rosa e schemi superiori a noi di 1o punti.


il chè mi sembra inverosimile.

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