Citazione di: matador72 il 23 Lug 2010, 10:49
Io trovo l'articolo in questione una barzelletta , che in oltre contiene anche altre non verita'.
Acquafresca ha preferito il cagliari solo ed esclusivamente perchè ha piu' probabilita' di giocare, non perche abbia paura della Lazio.
Boateng era così attirato dal genoa che infatti non c'è andato e aspetta qualche club che possa garantirgli qualche milione di euro in piu' di ingaggio.
Belladjhi ieri ha dichiarato che avrebbe preferito giocare nella Lazio ,ma che la sua societa' chiedeva troppo.
I casi del grco e Martinez poi sono il massimo.
Quanti giocatori rifiuterebbero una delle tre strisciate , soprattutto con la prospettiva di fare i titolari?
Quando tutti volevano venire da noi era perchè eravamo una delle societa' piu' vincenti di quel periodo e perchè pagavamo bei ingaggi.
Appunto, l'articolo fa ridere cosí come faceva ridere il topic aperto qualche giorno fa sullo stesso argomento.
Dietro un rifiuto si cela sempre un'offerta, un'alternativa, una prospettiva migliore. Nessuno rifiuta una squadra per partito preso . I 3/4 indizi riportati non fanno una prova. Se si puntano i fari in una direzione è facile trovare gli elementi per formulare una tesi; andrebbe peró fatto un discorso a tutto tondo per vedere quante trattative saltano ogni anno per il gradimento da parte di un calciatore di trasferirsi in una squadra piuttosto che in un'altra. E sono tante. Tutti incassano i loro "no" perchè il calciatore trattato ha soluzioni alternative. Pure i nostri non vogliono andare a Genova e Palermo.
Il puzzle messo insieme dalla penna di turno, è un'accozzaglia di dicerie: con Martinez ,per esempio, la Lazio l'accordo ce l'aveva. Il passaggio è saltato solamente per l'inserimento della Juventus che ha offerto di più al Catania. Virgolettati del greco in cui afferma di non gradire la Lazio , non ce ne sono: e' andato poi al Milan a titolo definitivo. Belahadj è finito in Quatar perchè ce l'hanno mandato gli inglesi; la storia di Boateng non si è capita - almeno a me non è del tutto chiara-.
L'unico "no" dimostrato, per quel che mi riguarda, è quello di Acquafresca che avrà interessi a tornare a Cagliari per motivi personali e professionali.
Al giocatore spetta sempre l'ultima parola e casi come questi rafforzano, qualora ce ne fosse bisogno, il concetto che il calcio mercato non è un banco della frutta, in cui ogni prodotto ha un suo prezzo con tanto di cartellino in bella vista. E quei "c'ho 10 euro a disposizione, guardo quello che mi interessa e porto a casa. Basta poco che ce vó?" sono cose da mercato virtuale.