La giacca era dello stesso tono di blu della cravatta. La camicia opportunamente bianca, slacciato il polsino. Grigi i capelli. D'acciaio l'orologio. La pistola non era visibile, probabilmente infilata nei pantaloni dal lato della schiena, per poterla estrarre a sorpresa. E così è stato: Edy Reja s'è fatto una sparata. È sua la scena madre della seconda giornata di campionato. Un tuono a cielo cupo. Per legittima difesa. Quella curva che urla: «Vattene!» e quell'uomo retto che risponde: «Sto qui, mi prendo tutte le responsabilità, ma mi sono stancato!». Tradotto: «Mi avete rotto i [...]». È uno spettacolo, ma anche…
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Non so chi sia Gabriele Romagnoli ma vorrei conoscerlo.
Parole dure, ma tristemente e semplicemente vere.
La brutta notizia e' che il tifoso laziale, messo davanti alle sue responsabiilta' e alla sua pochezza, reagisce con violenza e si chiude a riccio sulle sue posizioni. Non imparera' nulla da questa storia, ma alla fine c'e' poco da imparare, perche' forse ha ragione il Romagnoli.
E' Roma che e' cosi'.
Povera.
Eccellente questo pezzo di Romagnoli. Una fotografia composta bene e messa a fuoco anche meglio.
Sì, lo so che è daariomma.
Ah ecco, me pareva.
Ce lo dobbiamo far dire da loro, allora.
Loro, che avrebbero da scrivere (meno male che lo fanno) delle gesta dei loro eroi, ce spiegano come stanno le cose da noi.
Aggiunge umiliazione a umiliazione.
Sarebbe stato molto meglio se lo avesse scritto uno di noi, ma mica lo so se ne siamo capaci.
Er tifoso, d'altronde, non te devi PERMETTE de criticallo, ho letto altrove.
Citazione di: Lazio.net il 20 Set 2011, 06:09
La giacca era dello stesso tono di blu della cravatta. La camicia opportunamente bianca, slacciato il polsino. Grigi i capelli. D'acciaio l'orologio. La pistola non era visibile, probabilmente infilata nei pantaloni dal lato della schiena, per poterla estrarre a sorpresa. E così è stato: Edy Reja s'è fatto una sparata. È sua la scena madre della seconda giornata di campionato. Un tuono a cielo cupo. Per legittima difesa. Quella curva che urla: «Vattene!» e quell'uomo retto che risponde: «Sto qui, mi prendo tutte le responsabilità, ma mi sono stancato!». Tradotto: «Mi avete rotto i [...]». È uno spettacolo, ma anche...
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Articolo molto bello e, ahimé, molto vero.
siamo caduti in basso
Molto d'accordo con un difettoso che scrive di calcio su la repubblica.
Mi pare sintomatico del momento che stiamo vivendo, spero davvero che finisca presto...
:stop FORZA LAZIO! :stop
non sono mai stato un estimatore di Reja e, sulla panchina, a giugno avrei voluto altro
ho un'idea differente dalla sua, e che ovviamente non conta un cazzo, ma mi limito ad enunciarla agli amici più stretti e parlando esclusivamente di calcio
non parlo dell'età, non parlo dei trascorsi, ma parlo delle sostituzioni o delle sovrapposizioni
punto
tifo Lazio, per quanto mi è possibile, per come ci riesco e con tutto l'Amore che ho a disposizione e che mi rimane dopo quello che riverso sulla donna che amo e sulle cose assai più importanti della vita (poche, ma ci sono)
sono Laziale
ma mi fanno schifo la maggiorparte dei tifosi, Laziali in particolare
che mi facciano schifo gli altri, i romoletti ad esempio, è normale, è naturale
che mi facciano schifo quelli con i quali, mio malgrado, condivido una passione, è sintomatico di come conti più quello che si è che quello che puoi condividere
sei tu che formi la società e non la società che ti modifica
ergo, se sei una merda impesti la società e non il contrario e non ci credo alle favole del "buon padre di famiglia", del "ragazzo speciale", della "donna integerrima" che poi allo stadio, o laddove possa capitare di incontrare un "difensore della tua passione", magari ad un semaforo, magari è Reja (ma saranno stati anche altri, negli anni), modificano i loro atteggiamenti esasperati da un risultato negativo o da uno schema non riuscito
siete feccia, e come feccia dovreste subire le stesse critiche, magari nel vs lavoro, che mi immagino svolgerete al massimo della performànz, sempre nel pieno delle vs possibilità e con stupefacenti risultati
di stupefacente io vedo solo delle facce come il culo, manco tanto pulito, che s'appropriano di una passione condivisa con altre brave persone, con persone che non s'azzarderebbero mai ad insultare nessuno che vesta quei colori e che trovano che sia difficile anche farlo in uno stadio al 96° dopo due pappine ricevute
s'appropriano di quella passione e stabiliscono regole, che magari loro nella vita infrangono con il sorriso dei paraculi sulla faccia, e ne vanno fieri
a me, francamente, 'sti Laziali fanno schifo e, come diceva una vecchia mia firma, "se li avessi conosciuti prima di conoscere la Lazio, non avrei mai tifato per lei"
detto questo, e prima che si straccino vesti, ugole ed imeni, vorrei chiarire che ce l'ho con chi ha la coscienza sporca e che critica vigliaccamente con modalità "coatto_antico_ON"
io se avessi incontrato Reja, sarei stato innanzitutto contento di incrociare l'allenatore della mia squadra del cuore come sempre è capitato ogni volta che ho incontrato qualcuno che abbia indossato anche solo per una stagione quei colori, perchè io so' stupido e m'emoziono con poco, e poi, ma ripeto, POI, e sempre se lui fosse stato disponibile ad un dialogo, gli avrei chiesto alcune cose
si chiama EDUCAZIONE e, stupidamente, pensavo che noi Laziali ne fossimo forniti tutti
macchè
sarò un bonaccione, ma io sento tanta pena per questi individui.
essere feccia non deve essere un bel vivere.
l'Articolo comprse anche di là, nel topic made in svennis.
bell'articolo.
qualificativo.
però. voi non avete idea dei però che mi balenano nella testa.
per certi versi, mi piace pensare che sia una qualità l'Ostilità intrinseca di questa Città.
La rende poco educata, efferata, politicamente scorretta.
se non ci vivessi ne sarei abbagliato.
A me non piace quasi nulla di questo articolo, dal tono ai contenuti.
Articolo orrendo, barocco, zeppo di luoghi comuni, ipocrita e insincero.
Questo pseudo-giornalista è quello che ha scritto anche questo di articolo : http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/04/19/tutti-al-teatro-lotito-oltre-la-macchietta.html
Vado controcorrente: per me quest'articolo, in classico stille repubblica, è nato ad uso e consumo del godimento dei bisunti.
Reja non è contestato per i Derbies persi, quella è solo una fortunata coincidenza per gli "agitatori professionisti", Reja è contestato perchè con il suo buon senso ed il suo equilibrio è apparso subito agli occhi di questi ultimi come un pericolosissimo normalizzatore della situazione Lazio.
Reja, con la salvezza e con lo straordinario inizio di stagione scorsa( ve lo ricordate si che dopo Palermo-Lazio camminavamo tutti a un metro da terra?)stava riportando alla Lazio quello di cui che contestatori interni e comunicazione/politica giallozozza hanno più paura: l'entusiasmo.
E da lì sono partite le contromisure che io impersonifico con la figura di Morganti, che ha tolto le castagne dal fuoco sia agli uni che agli altri, il tutto a scapito del tifoso laziale, ovviamente....
Questo signore trasforma furbescamente la naturale inc.zzatura del tifos laziale per avere perso con Reja 4 partite di fila con gli odiati "nipoti"( ah Romagnò, magari un cenno al fatto che degli 8 gol della asroma 5 sono stati realizzati su rigore e 2 su punizione....) con la causa della contestazione, che invece va ricercata altrove.
Repubblica mi fa sempre più schifo.
articolo scritto su un quotidiano fangoso e per giunta da un invidioso.
e c'è pure chi dice che è bello
ma ! :asrm :asrm :asrm
Citazione di: gregor il 20 Set 2011, 11:02
articolo scritto su un quotidiano fangoso e per giunta da un invidioso.
e c'è pure chi dice che è bello
ma ! :asrm :asrm :asrm
copio qui il mio commento sull'articolo che ho scritto in altro topic.
Curiosa questa storia dei giornali che sono autorevoli e sparati in vari topic quando scrivono cose che ci fa piacere leggere, mentre automaticamente diventano giornalari e fregnacciari se scrivono cose indigeste.
Autorevoli a corrente alternata: oggi è il gran giorno di Repubblica, sbertucciata quasi ogni giorno.
Chi è che aveva scritto sull'ossimoro della volubilità della coerenza?
Nello specifico, l'articolo è di una banalità disarmante, pieno zeppo di luoghi comuni.
Tra l'altro, è passato in cavalleria un passaggio in cui si esprime il massimo disprezzo possibile per Lotito.
Concorso anche con quanto scritto da Kim Gordom: Roma, con tutti i suoi difetti, è bella anche per questi suoi eccessi.
Essendoci nati si respira fin dalla culla questo miscuglio di opposti, tra cui la consapevolezza del passato glorioso e del vivere in un misero presente.
Se uno ci viene a lavorare da fuori deve essere consapevole di quello che lo aspetta, è inutile lamentarsi a posteriori.
Naturalmente, è cosa ben diversa dagli escrementi umani che insultano Reja a passeggio con la moglie, quella è purtroppo feccia fisiologica in una città di 4 milioni di abitanti.
Citazione di: MagoMerlino il 20 Set 2011, 10:43
A me non piace quasi nulla di questo articolo, dal tono ai contenuti.
mi sorprendo dei complimenti all'articolo.
banale, trito, intriso di luoghi comuni.
da quello che ricordo io, una volta perdemmo un derby 4-1, andammo a marsiglia e vincemmo in champions e a nessuno venne in mente di contestare la squadra (non faccio menzione di 7 persone a formello, per carità di dio).
qui nessuno baratta una stagione con il derby.
è solo che noi riversiamo le aspettative sul derby in mancanza di altri obiettivi.
a meno che l'europa league non sia un obiettivo.
a quel punto rimane un mistero perché poi non la si giochi al meglio e ci si lamenti della stanchezza.
edy reja ha certamente dei meriti.
ma mi pare abbastanza evidente che il suo gioco involuto sia noioso oltre i limiti dell'accettabile. ed in un contesto in cui comunque non si vince nulla, annoiarsi allo stadio è oltre il sopportabile.
anche a me è capitato di apostrofarlo come "'sto vecchio del ca.zzo". se non avesse avuto 66 anni avrei detto "sto goriziano della minchia", se fosse stato calvo avrei detto "'sto pelato", se fosse stato casertano (come me) lo avrei chiamato "'sto camorrista".
qualche luogo comune.
come ogni tanto chiamo il socio "romanista di merd.a" quando mi fa incazzar.e.
ma il problema di reja non è certo l'età.
è come fa giocare la squadra.
male, male, male.
che poi uno lo insulti per strada fa parte dell'inciviltà imbecille che sta imperando in questa città, dove i gay vengono aggrediti, i neri picchiati ed i monumenti sfregiati.
"È uno spettacolo, ma anche una mestizia, l'esplosione dell'allenatore laziale. Non è l'ira d'Achille, ma quella d'Anchise, del padre antico, uso a sopportar tacendo. E se perfino lui non ce la fa più, la misura dev'essere ben colma. Hanno fatto traboccare il vaso, goccia dopo goccia: l'arroganza del potere, la cecità del popolo, la ferocia degli aedi."
A questi livelli manco cagnucci ci arriva
articolo forzato in qualche concatenazione logica e con dei luoghi comuni abilmente piazzati qui e là per lisciare il pelo al tifoso romanista che in questi ultimi mesi ha molto sofferto il confronto col Laziale.
ma il cuore del discorso è indiscutibile: il problema non è il gioco, né le sconfitte al derby che per quanto mi riguarda, pur rimanendo una macchia indelebile, vanno per forza ridimensionate e contestualizzate, se non altro per autodifesa e istinto di autoconservanzione, per non implodere di delusione e di rabbia.
il problema è quest'aspettativa drogata della catastrofe che anche qui fa esplodere il forum dopo ogni sconfitta e che condisce lo stesso di dubbi e interrogativi, legittimi o meno che siano, in caso di vittorie che non siano totalmente convincenti su tutti i fronti (cioè quasi nessuna).
non c'è bisogno di insultare il giornalista o di accusarlo di romanismo: magari è pure vero. ma dentro di noi, sappiamo che il nocciolo del discorso corrisponde a verità.
ancora una volta solidarietà a Reja, se quanto scritto è successo davvero. uso il se perché faccio sinceramente fatica ad accettare che un fatto del genere sia capitato realmente.
già perché dare piena fiducia a Reja significherebbe smarcarsi dalla provincialità che ci opprime e ci soffoca
perché mettere sotto una roma ridicola che è arrivata dove è arrivata grazie a 15 rigori significa molto
perché il derby in questa città non conta nulla (come se la magia del calcio non fosse anche in queste 'piccole' cose)
i riomers si occupino di rioma please
p.s. a me Reja non dispiace
articolo che mette in luce tristi verità, che dovrebbe far capire quanto sia scivolato in basso il livello di chi pensa che il modo migliore per sostenere la squadra sia contestare a prescindere, sin dalla lettura delle formazioni nel giorno della presentazione.
battaglie personali, scarsa capacità di ragionamento e autocritica, provincialismo, frustrazione, appecoronamento agli interessi dei professionisti della disinformazione, pessimismo storico ai limiti del masochismo. tutti fattori che ci hanno trasformato, tranne rare e isolatissime eccezioni, nella tifoseria peggiore d'italia, da troppo tempo a questa parte.
Citazione di: gesulio il 20 Set 2011, 11:29
non c'è bisogno di insultare il giornalista o di accusarlo di romanismo: magari è pure vero. ma dentro di noi, sappiamo che il nocciolo del discorso corrisponde a verità.
Reja è un intruso, viene da un posto lontano, semi-slavo, non è core de Roma, non ha baciato il sampietrino, giurato sull'abbacchio e, in caso di vittoria, non ha promesso di tuffarsi nel fontanone.Gesulio, andiamo, questa è disonesta'.
Io m immagino questo tizio che ride sotto i baffi mentre scrive ste min.chiate.
E cia' pure il coraggio di accusare il corriere de trigoria quando il suo giornale ci spala m.erda addosso quotidianamente.
Facciamo fronte unito contro i sub-umani che insultano Reja per strada, ma teniamo alta la guardia sempre pure con questi soggetti che ci fanno la morale ma in realta' usano questi episodi contro i nostri colori e cio' che rappresentano.
più che disonestà, l'ho detto, mi sembrano frasi forzate che lisciano il pelo al tifoso romanista, come a dire: guardate che pecoroni che sono i Laziali, vi prendono per il culo per i vostri atteggiamenti e loro so' peggio...
ma la bolla di rancore, bile e nervosismo in cui è costantemente immerso l'ambiente Laziale è fotografata secondo me impietosamente.
Articolo orribile,vagamente perculeggiante,pure.
L'ambiente lazio lo conosco non c'è bisogno che me lo spieghino questi giornalari raccomandati incompetenti.
I derby,piacia o meno,ce stanno,almeno finchè quelli non tornano da dove sono sortiti fuori...chi ha detto cloache? :D
In ogni caso,sappiamo TUTTI come hanno vinto quelli che han vinto,se volessero giocarne qualcuno alla pari,senza portarse l'arbitro da casa.
Non creiamo altre scuse o alibi alla tremarella del nostro ambiente quando li dobbiamo affrontare.
Citazione di: kelly slater il 20 Set 2011, 10:53
Articolo orrendo, barocco, zeppo di luoghi comuni, ipocrita e insincero.
Questo pseudo-giornalista è quello che ha scritto anche questo di articolo : http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/04/19/tutti-al-teatro-lotito-oltre-la-macchietta.html
e lo so ma stavolta ha scritto che i tifosi della lazio so piezz e mierda ed allora è bravo...
azzarola se so permessi de fischia reja aoo ... ao.. a ferguson mica lo fischiano... e ferguson ha battuto puro uno che cia' 28 anni meno de lui... e pensa che cia' pure quattr'anni piu de reja...
una volta si diventava romanisti per prendere il passaporto da Romano (banfi, ferilli, ecc.), ora invece si deve parlare male dei tifosi della Lazio per prendere il passaporto di brava persona.
sparo un illazione (manco tanto): secondo me avrà perso più tempo a discutere col capo redattore se scrivere "pugno" o "manita", piuttosto che scrivere l'articolo.
Secondo me, luoghi comuni o meno, non ci è andato mica così pesante dopotutto.
Mi avessero dato un paginone di Repubblica per scrivere quello che penso di Roma città e dei suoi tifosi, avrei rischiato la querela.
Che dico, la Class Action dei residenti e dei nati in questa città (dove sono nato e risiedo anche io)
Se poi mi avessero detto: parla solo dei laziali.
Bene, avrei scritto cose che nessun riomista saprebbe scrivere.
Perché quella melma che avvolge ormai da anni l'ambiente Lazio lo conosce solo chi, giocoforza, ci si vede immerso da almeno un decennio.
Dice bene Porga, maleducati.
Senza le basi minime delle buone maniere, certo, ma anche senza il minimo senso della misura.
Tanto a sputare veleno, a sparare sentenze, specie se dietro nick o nel mucchio di un coro da stadio, non costa mai nulla.
E qui non si parla delle "opinioni", ché quelle hanno cittadinanza ovunque, visto che con una telefonata ad una "aradio" o un post qui o altrove, il patentino da opinionista 2.0 non lo si nega a nessuno.
No, qui parliamo di altro, di parole vomitate, di giudizi vigliacchi e squallidi su professionisti, atleti, uomini che spesso hanno la sola colpa di non aver permesso alle nostre illusioni immature e infantili (che poi sono l'essenza del tifo, per carità) di coincidere con la realtà, la vita, l'esito del campo.
Ecco, la realtà che per il tifoso medio non può, non deve azzardarsi a palesarsi nella sua complessità, nei suoi alti e bassi, nella sua umanità, no.
La realtà se va contro le pippe mentali e i deliri del tifoso onniscente, va umiliata, massacrata, vilipesa.
E stikazzi se poi dietro a questa insostenibile realtà ci sono anche persone per bene, oneste.
Ma la realtà, poveri illusi, vince sempre.
E la realtà dice 2 scudetti, qualche coppa italia e 2 coppe europee (di cui una buona giusto per gli sponsor).
Dice 11 anni di B (di cui 6 vissuti dal sottoscritto sempre a cavallo tra orgoglio necessario e frustrazione inevitabile) e dice anche di un pubblico "di casa" progressivamente ancora più scarso e inguardabile.
Queste cose le ha dette male e con un presunto doppio fine un riomista su Repubblica?
E che cambia?
Niente cambia, perché o si ha la forza di reintrodurre il principio di realtà in tutto- e quindi di rispetto del prossimo, perché la realà è fatta anche e soprattutto di ciò che è altro da noi - oppure continueremo a non voler vedere la cacca che ci circonda (e di cui spesso siamo parte) con l'inossidabile scusa che nessuno può permettersi di far notare il mare di merd@ in cui si galleggia, perché al cesso prima o poi ci andiamo tutti.