Dalle News: Rione Prati culla dello sport qui nacque la società Lazio (Il Messaggero)

Aperto da Lazio.net, 23 Ott 2011, 10:35

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Lazionetter
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Una qualche ironica coincidenza mette il romanista cognome di De Rossi all'origine dello sport al Rione Prati, che non era ancora Rione, giacché stava nascendo, alla fine dell'Ottocento, proprio sotto al Vaticano. E le strade disegnate geometricamente avrebbero preso i nomi di eroi (o letterati) di Roma antica e di eroi del Risorgimento, quasi un'altra sfida al Papa che se si fosse affacciato se li sarebbe ritrovati sotto casa. È il Rione dove nacque la Lazio. Quel De Rossi, di nome Aristide, era un maestro elementare che alla vigilia di Ferragosto del 1899 riunì i 200 alunni del neonato Ricreatorio…

http://www.lazio.net/news/2011/10/23/rione-prati-culla-dello-sport-qui-nacque-la-societa-lazio-il-messaggero/>Leggi il resto dell'articolo nelle News!

aquilante

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Lazionetter
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ho letto questo articolo per un solo motivo: vedere quando e come piero mei riuscisse a inserire un omaggio alla sua squadra del cuore. sono bastate sette (7) parole e il piatto era servito

non c'è niente da fare, è più forte di loro, anche se parlano "dello sport al Rione Prati, che non era ancora Rione, giacché stava nascendo, alla fine dell'Ottocento", se parlano cioè di un periodo storico in cui l'aesse e suoi seguaci non erano ancora nella mente di nessun dio, niente da fare, stanno sempre in curva sud. varrebbe anche se scrivessero di fisica nucleare

un consiglio: prendete un purga e rilassatevi

Barabba Terzo

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Lazionetter
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Più che altro mi meraviglio che non si siano prodigati in ricerche genealogiche per dimostrare che quel de Rossi era il trisavolo del loro de rossi. E tutto il ceppo familiare ovviamente imparentato alla lontana con quello di messi.


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Fischietto

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Lazionetter
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In quei prati si giocava anche al calcio, specie dopo che i ragazzi di Roma erano stati sfrattati dal Parco dei Daini a Villa Borghese. Accadde un giorno che il prefetto Annaratone e signora passassero in carrozza vicino al Parco e un pallone galeotto colpisse la gentil consorte (come racconta l'architetto Livio Toschi, grande studioso di storia dello sport romano) la quale se la prese con il marito prefetto che se la prese con il sindaco che se la prese con i calciatori: divieto di pallone.

Ma questo episodio non era accaduto ai calciatori pionieri della Lazio?
Perché non la cita?
Perché lo inserisce in un discorso relativo alla societá Borgo Prati?

La storia non si inventa.

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