Quest'uomo sembrerebbe davvero aver "deciso".
Al di là dell'amore per il giocatore, e ancor di più per il personaggio che infiammò la mia adolescenza, è l'essere umano Che proprio non ce la fà a farmi infinita tenerezza.
Veramente una vita vissuta suo malgrado.
Vessillo di un calcio segnato dall'appartenenza, della passione, e dell'irriverenza gioiosa.
Vessillo dell'uomo che cade, cade, cade, senza riuscire a "rialzarsi".
In un epoca storica ed in una società ossessionata dalle proprie parole d'ordine, come progetto, obiettivi, e risultati.
Gazza è l'uomo che si lascia andare, e che non può, per la sua storia, essere ridimensionato in questo, corretto, o nascosto.
Segna ancora una volta la dimensione "minuscola" dell'essere umano, senza ipocrisie, sollevando indignazione, e ricordando a chiunque che nella vita il dolore esiste, e benchè si faccia di tutto per rimuoverlo dalla coscienza individuale e collettiva, perchè scomodo e poco lussuoso, esite ancora.
Tanti auguri Gazza.